La questione Conte, o meglio sarebbe dire il BIG BANG Conte!
Oramai è passato un anno abbondante dal suo addio alla Juventus ma ancora non si riesce a parlarne con la dovuta tranquillità e obiettività, perchè da qualunque punto di vista lo si guardi, il dialogo tra noi tifosi non fa altro che inasprirsi e spesso sfocia in vere e proprie guerre di religione, anche tra i più moderati, e c'è sempre il rischio che qualcuno parti per la tangente e perda la brocca.
Ora, al netto di vedove e cornuti, malpensanti e depositari di verità assolute, vorrei anch'io potermi finalmente esprimere per quel che un semplice tifoso juventino come me possa aver capito.
Parto di slancio dicendo subito che secondo il mio parere Antonio è stato cacciato, o messo in condizione di andarsene,fate voi ma è lo stesso, perchè ha tirato troppo la corda ed ha finito per spezzarla. A Torino era già da un pò di tempo che in molti lo vedevano come il fumo negli occhi,non sopportavano più che fosse riconosciuto a furor di popolo (e di stampa,quindi per la massa) come l'artefice massimo della resurrezione e delle vittorie. Ed in questo a Torino hanno ragione da vendere. Ma il personaggio carismatico attira sempre la luce dei riflettori e questo a Juvespa non è mai piaciuto, ne con Del Piero ne con Platini (basta ricordarsi con quale freddezza fu salutato il suo ultimo anno) ne con nessun altro.
Con Antonio si è toccato un entusiasmo, un senso di appartenenza e una passione mai vista a Torino, complice pure la resurrezione da Calciopoli,con il popolo bianconero pronto ad entrare in guerra al suo fianco, pronto ad immolarsi alla causa bianconera seguendo il condottiero/guerriero di mille battaglie. E quando l'amore è troppo il distacco non è mai all'acqua di rose, chiunque poteva prevedere (dopo la manifestazione d'amore dello stadio nei suoi confronti) che qualunque fosse stato il modo di lasciarsi sarebbe stato traumatico. Ma quello " messo in scena", con tanto di scenetta tragicomica sul canale youtube della juventus, è stato il modo peggiore.
Ora non sta a me capire chi abbia ragione, nemmeno mi interessa, sicuramente entrambe le parti hanno avuto validi motivi per una rescissione consensuale così traumatica, resta però in me l'idea che Conte non fosse più ben visto e abbiano fatto di tutto per metterlo alla porta. E di argomenti in mano la juve ne aveva abbastanza, a partire dal suo delirio in conferenza stampa sul "ristorante da 100 euro".
La juvespa non ama allenatori rivoluzionari,(rompicoglioni direi, traducendo Marotta che parlando del salentino diceva "ci stimola continuamente, tutti i giorni") preferisce di lunga impiegati della panchina, aziendalisti tout-court, con la piccola eccezione di Lippi ben arginato però dal mitico direttore Luciano Moggi. Da Vicpalek in poi, cioè da quando seguo la juventus, si sono susseguiti (quasi sempre) ottimi allenatori, ma mai nessuno con la personalità e l'esuberanza dell'odierno cittì. Per dirla alla Ricchiuti, si sceglie sempre il mister che "fà meno danni", ed questo a Torino lo sanno fare molto bene, incluso anche l'ottima ultima scelta di affidare la squadra post BIG-BANG ad Allegri, sicuri che avesse una buona preparzione di base e che la sua totale mancanza di personalità fosse una dote necessaria per guidare una squadra matura che non sopportava più un condottiero ma che filava dritta e sicura con il cambio automatico. (quest'anno che ci sarà in parte da ricostruire si vedrà se la scelta Allegri sarà ancora la migliore e porterà quel qualcosa in più dei grandissimi, ma questo è il mio pensiero ed è un altra storia).
Personalmente sono molto grato ad Antonio per tutto quello che ha fatto alla Juventus, sia da calciatore capitano, sia da allenatore condottiero. Mai ho goduto cosi forte come per le sue squadre che sputavano l'anima in campo buttando spesso il cuore oltre l'ostacolo, per le sue conferenze stampa, sempre a difendere squadra storia e tifosi con un attaccamento ai nostri colori che mai si era visto prima. Capisco però anche chi lo odia, chi non aspetta altro che infamarlo, perchè è una cosa soggettiva,spirituale intima e molto personale, perchè tanti tifosi che amano alla follia,se non corrisposti,trasformano il loro amore in odio, che non è altro che la faccia opposta della stessa medaglia. E come dicevo all'inizio, ancora oggi nessuno di noi tifosi che ha vissuto l'epopea Conte, riesce ad essere obiettivo e razionale quando incrociamo il suo nome su qualche social o il suo viso su qualche TV.
Alla fine guardando il lato positivo della "questione Conte", resta la splendida stagione che il suo addio (fuga per alcuni, esonero per altri) ha innescato. Anche per questo dirò sempre grazie al nostro (ex) mister e un caloroso arrivederci.
nonsolojuve
martedì 8 settembre 2015
martedì 13 marzo 2012
motivazioni sentenza calciopoli
Calciopoli, un nostro blogger spiega la sentenza
Dal blog del direttore De Paola un post davvero illuminante su cosa siano e cosa significhino le motivazioni della sentenza su Calciopoli
© LaPresseCari amici del blog,
dopo la pesante mazzata inferta alle nostre speranze dalla lettura del dispositivo di condanna a carico di moggi&co, debbo dire che il contenuto delle motivazioni della sentenza napoletana va forse al di là di ogni ottimistica previsione e ci mette nelle obiettive condizioni di affermare che la nostra lettura di quanto accaduto nel dibattimento non era affatto errata. Con buona pace di tutti quei media (sappiamo quali sono) che, ieri ed oggi, si sono prodigati nello spiegare quali sono gli “elementi che hanno portato alla condanna di moggi”, anziché riportare le vere “novità” di cui alla decisione. Come ho già scritto a bianconero, mi rendo conto che vi sono aspetti della sentenza che costituiscono veri e propri tecnicismi, difficilmente comprensibili per chi è estraneo al diritto; direi di più: alcune affermazioni, pur giuridicamente giustificate, suonano male alle orecchie dell’uomo comune. Ma questa è la legge e, soprattutto, questa è l’interpretazione che gli organi designati (la magistratura) danno alla legge. In buona sostanza, cercando di semplificare il più possibile i concetti (anche a costo di qualche imprecisione) moggi e gli altri sono stati condannati per associazione a delinquere e frode sportiva, avendo realizzato un’organizzazione di persone -moggi come promotore ha avuto la pena maggiore- finalizzata ad alterare lo svolgimento della regolare competizione sportiva: la frode sportiva si è realizzata, e va perciò considerata “reato commesso”, nel momento in cui moggi ha posto in essere il semplice “tentativo” di condizionare il settore arbitrale, indipendentemente dal fatto che tale tentativo si sia tradotto, poi, in una alterazione del risultato del campo. In altre parole, moggi è colpevole di frode nel momento in cui “tenta” di costruire un rapporto privilegiato con bergamo, pairetto e gli arbitri, perché è lì che sorge il “pericolo” (la frode, appunto, è un “reato di pericolo”) che chi deve dirigere la partita non lo faccia con la necessaria imparzialità. E quali sono i comportamenti illeciti attribuiti a moggi? Non l’alterazione dei sorteggi, giudicata un’invenzione dell’accusa. E neppure le “ammonizioni mirate”. Sufficienti a concretizzare la frode è un mix di questi fattori: 1) l’influenza nella formazione delle griglie; 2) l’esistenza di telefonate -intervenute dopo le gare- di moggi con destinatari vari, nelle quali il primo difende l’operato degli arbitri che hanno diretto incontri della juve; 3) più di ogni altro, la consegna delle sim svizzere a designatori ed arbitri.
Questo è il passaggio della sentenza che, a mio avviso, spiega quanto ho appena esposto e che, allo stesso tempo, rappresenta il vero punto di rottura rispetto alle sentenze sportive 2006: “E’ convincimento del tribunale che sono sufficienti le parole pronunziate nelle conversazioni intercettate, quali trascritte al dibattimento, nel cumulo con il contatto telefonico ammantato di clandestinità, rappresentato dall’uso vicendevole delle schede straniere, per integrare gli estremi del reato, poiché, trattandosi di reato di tentativo, questo non ha necessità della conferma, CHE IL DIBATTIMENTO INVERO NON HA DATO, del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004/2005 a beneficio di questo o quel contendente, non potendo una tal deficienza considerarsi risolutiva….” (pag. 84).
Quell’inciso, da me riportato in maiuscolo, diventa fondamentale, tanto più in quanto trattasi di “precisazione non necessaria”. Pensateci bene: a che serve quell’affermazione, in tale contesto, ai fini processuali? A nulla. Non obbedisce al principio “in dubio pro reo”, perché qui i rei ci sono, e vengono puniti. Sotto un profilo giuridico, il concetto espresso dal Collegio sarebbe rimasto intatto anche senza la suddetta specificazione. Dunque, a che pro inserirla..? Per quale ragione si esplicita che il dibattimento non ha dato la prova dell’alterazione del risultato finale del campionato 2004/2005? Per saperlo con certezza occorrerebbe essere nella testa del Collegio ed io non lo sono. Quindi, azzardo, tenuto conto anche delle numerose altre bacchettate inferte dal Tribunale ai pm ed agli inquirenti: è come se i giudici dicessero ai pm “guardate che io debbo condannare, ma non posso consentire che dalla condanna si traggano conseguenze indebite”. Circa, appunto, la regolarità del campionato.
La rottura, rispetto alle sentenze 2006, è ancora più netta se si tiene a mente il fatto che i giudici sportivi giunsero a conclusioni diverse (per l’opera di moggi il campionato era stato alterato a vantaggio della juve) senza neppure avere il sostegno, sotto il profilo della motivazione, delle sim svizzere agli arbitri: furono sufficienti alla condanna, insieme alle intercettazioni “italiane”, le schede straniere consegnate ai designatori.
E non si venga a dire che la giustizia sportiva può emettere le proprie condanne su presupposti meno rigorosi rispetto alla giustizia penale perché l’assioma, se pur vero in generale, non c’entra nulla con ciò di cui si discute: infatti, non è in questione il fatto che moggi dovesse essere condannato dalla magistratura sportiva, bensì il fatto che moggi e la juve sono stati condannati per aver ottenuto a loro favore l’alterazione dei risultati del campo. Il che, come sappiamo oggi (e come molti di noi sostenevano già allora), è un falso evidente.
Moggi (come tutti) tentava di accaparrarsi il favore di designatori ed arbitri e lo avrà fatto con modalità che configurano il reato di frode sportiva, ma non è mai arrivato a “modificare” pro-juve l’esito delle partite: in assenza di questo presupposto, risulta evidente che le sanzioni irrogate nel 2006 appaiono prive di ogni logica e proporzione. Non si può infatti equiparare la pena prevista per un illecito commesso a quella stabilita per un illecito tentato ma mai realizzato. Nel processo calciopoli la juve è stata privata di due scudetti e retrocessa in B, con penalizzazione, con questa motivazione: “Per quanto concerne la pena da irrogare alla società Juventus occorre tener conto cumulativamente di una serie di fattori. In primo luogo deve porsi in rilievo il già ricordato carattere stabile e duraturo, nel corso della stagione sportiva 2004/2005, della condotta illecita ed antidoverosa dei propri dirigenti, del CONSEGUIMENTO DELL’OBIETTIVO DI CONDIZIONAMENTO A PROPRIO FAVORE DEL SETTORE ARBITRALE, DELL’ULTERIORE VANTAGGIO DELL’ALTERAZIONE DELLA CLASSIFICA E DELL’OTTENIMENTO DELLA VITTORIA DEL CAMPIONATO, DELLA RIMARCHEVOLE ED IRREPARABILE ALTERAZIONE DELLA PARITA’ DELLE CONDIZIONI DI CONTENDIBILITA’ DEL TITOLO SPORTIVO RISPETTO A MOLTE ALTRE SQUADRE…”. Cosa resta di queste considerazioni dopo la sentenza di napoli? Solo la prima imputazione. Le altre (vantaggio in classifica, ottenimento vittoria in campionato, rimarchevole alterazione della parità di condizioni) sono state spazzate via.
Ecco perché non posso seguire l’opinione, sul punto, di The Machine (la cui disamina della sentenza merita, comunque, un grosso plauso anche da parte mia): il caposaldo di ogni processo giusto, penale o sportivo che sia, è rappresentato dalla proporzionalità e congruità della pena. E se il processo sportivo ha irrogato alla juve pene “capitali” per un illecito che -ora lo sappiamo- capitale non era affatto, se ne deduce la palese ingiustizia. In questo senso, la sentenza di napoli “può” influire anche sull’esito di calciopoli. Bisogna vedere se i legali della juve riterranno questo argomento decisivo e sufficiente per proporre oggi istanza di revisione ex art.39 CGS o se invece considereranno più opportuno attendere l’esito di un appello penale che ipotizzano positivo per moggi.
Esaurito questo primo aspetto, che mi sembrava il più pregnante per i nostri colori, passo ad esaminare le ragioni delle condanne. Quanto alle ipotesi di frode sportiva, ho già spiegato, sommariamente, quali sono state le argomentazioni del tribunale. Le sim svizzere sono state il presupposto fondamentale, ma non il solo. I giudici lo hanno ritenuto decisivo nel momento in cui ad esso si sono affiancati altri elementi: ad esempio, nei capi di imputazione sub c (contestata frode per siena-juve 0 a 3, arbitro bertini) e sub d (contestata frode per juve-chievo 3 a 0, arbitro pieri) il contatto, dato per avvenuto tramite la sim svizzera in prossimità della partita, con i direttori di gara non è stato considerato sufficiente per configurare la frode perché, in assenza di altri riscontri, “la nota di clandestinità non appare sufficiente per la ricostruzione dello scopo di influenzare l’arbitro nella specifica partita. Valutata isolatamente, non consente di escludere che, nell’occasione, i contattanti si limitarono ai convenevoli”. Con conseguente assoluzione degli imputati.
Viceversa, nel capo di imputazione sub i (contestata frode per bologna-juve 0 a 1, arbitro pieri), il contatto clandestino con pieri –anche qui considerato come avvenuto- si completa, per determinare la configurazione del reato, con una telefonata di moggi al Processo di Biscardi nella quale il dg juve preme per far “assolvere” pieri e con una chiamata tra moggi ed il presidente del messina franza avvenuta dopo la partita: con tali intercettazioni è stato ritenuto “più che verosimile che moggi non risparmiò le indicazioni utili a deviare il corso dell’apprendimento dell’arbitro, da quel momento non più autonomamente indirizzato”. A commento, rilevo che le intercettazioni “di supporto” (quella a biscardi e quella con franza) sono intercorse DOPO il match, e quindi non si comprende come il tribunale possa affermare che “da quel momento” l’arbitro non era più autonomamente indirizzato; e se l’allocuzione “da quel momento” si riferisce invece ai contatti clandestini, allora ci ritroviamo nella stessa situazione che ha determinato le assoluzioni per i capi di imputazione sopra citati: esistono SOLO le telefonate “svizzere”.
Stesso discorso per il capo sub m (frode per juve-milan 0 a 0, arbitro bertini), nel quale il tribunale ha ritenuto provata la responsabilità degli imputati perché, oltre al contatto clandestino, vi sono due telefonate di moggi allo staff del processo di biscardi: “sono utili per condannare le conversazioni tra moggi e lo staff del processo del lunedì dirette ad ottenere una rappresentazione edulcorata di quanto accaduto sul campo, fino all’estremo della modifica del televoto”. E, da parte mia, stessi rilievi critici.
Ed idem, ancora, per il capo sub o (frode per cagliari-juve 1-1, arbitro racalbuto), con la condanna giustificata, oltre che dal possesso della sim svizzera, anche per le “accorate” difese post partita di moggi sull’operato dell’arbitro.
Due discorsi a parte meritano i capi di imputazione sub b (frode per udinese-brescia 1 a 2 del 26.09.2004, arbitro dattilo) e sub f (frode per juve-lazio 2-1, arbitro dondarini). Nel primo caso, il tribunale ritiene che la responsabilità si desuma (oltre che dalle solite telefonate moggi-processo di biscardi post partita), in modo preminente, “dall’uso di scheda straniera da parte dell’arbitro in un arco di tempo prossimo alla competizione sportiva, uso che nel caso di specie può essere sostenuto con un grado di probabilità prossimo alla certezza, dal momento che quella stessa scheda risulta essere entrata in contatto con la moglie del dattilo, la signora coluccio cinzia”. Qui c’è un’incongruenza, grossa come una casa: se si legge la sentenza resa a carico di giraudo nel processo abbreviato, con riferimento alla stessa partita udinese-brescia (per la quale anche giraudo viene condannato), si scopre che, a proposito della scheda svizzera in questione, il Giudice de gregorio così scrive testualmente: “Tale scheda iniziò a funzionare da novembre 2004, quindi dopo le partite di cui al capo B, ed il suo uso di rilievo per il processo durò sino al marzo 2005” (pag.123). Ora, è evidente che, se de gregorio ha ragione e la scheda data a dattilo iniziò a funzionare due mesi dopo udinese-brescia, viene meno il presupposto fondamentale per la condanna di moggi, che dovrà quindi essere assolto dal capo d’imputazione, insieme a dattilo.
Nel secondo caso, la condanna per moggi e per l’arbitro (a cui non è mai stata consegnata alcuna scheda svizzera, nemmeno per l’accusa) deriva unicamente dalle pressioni esercitate da moggi per inserire dondarini nella griglia dei tre arbitri da designare per l’incontro: “Questo è un antecedente che è solo reso meno efficiente dal mancato concorso del sorteggio truccato, poiché consente comunque l’accesso dell’arbitro gradito al sorteggio, con la possibilità di abbinamento alla squadra manifestante il gradimento… Non importa, dunque, che al dibattimento non è emerso che in nessun errore ebbe ad incorrere dondarini, a danno di questi e di quello, se il contenuto delle intercettazioni telefoniche consente di affermare che su quel campo dondarini avrebbe anche potuto non esserci…”. Non credo serva essere giuristi per capire quanto la motivazione della condanna sia tirata per i capelli. Del resto, la stessa terminologia usata dal tribunale per giustificare il convincimento appare un vero e proprio equilibrismo senza rete: “… circostanza, questa, che comunque, nella visione del tribunale, SEMBRA POSSA RICADERE nella previsione della norma penale, potendosi decifrare LA SIA PUR MARGINALE POTENZIALITA’ AD INCIDERE SULLA PARTITA” (il maiuscolo è, ovviamente, una personale sottolineatura).
Le stesse considerazioni, in linea di massima, valgono anche per la condanna inferta per il capo d’imputazione sub q (juve-udinese 2 a 1, arbitro rodomonti), nella quale “una incidenza, SIA PUR REMOTA, sull’andamento della partita poté in effetti derivare da quella che appare una smodata collaborazione tra bergamo e moggi nella formazione della griglia, nella quale collocare la partita, che accresceva la possibilità che fosse sorteggiato un arbitro gradito”. Trattasi della “celeberrima” grigliata moggi-bergamo, nella quale moggi gioca col designatore per individuare in anticipo i nomi degli arbitri. A cui si accompagnano, nel post-partita, le solite telefonate “salva-arbitro”.
Queste sono le frodi, accertate, nelle quali sono coinvolti moggi e la juve. A mio avviso, sotto un profilo strettamente giuridico, le condanne non sono un “abominio” (a parte quella di brescia-udinese, se risultasse vero che la scheda svizzera di dattilo risulta attivata solo due mesi dopo la partita), ma non risultano nemmeno fondate su argomentazioni eccessivamente solide. L’appello, insomma, è una partita che si può giocare. Diciamo che, facendo un paragone con un dentro/fuori di coppa, c’è il ritorno in casa con uno 1-3 da recuperare. Difficile, insidioso, ma non impossibile.
Un breve cenno, per chiudere, sulla condanna per “associazione a delinquere”. A me sembra eccessiva, alla luce delle risultanze processuali. Mi sbaglierò, ma non vedo come possa configurarsi un’organizzazione stabile, volta a conseguire il medesimo obiettivo, quando uno degli artefici -bergamo- ordina all’arbitro di inter-juve di danneggiare il capo dell’associazione stessa. O quando un associato come de santis entra ed esce dalla combriccola. Va da sé, in ogni caso, che l’imputazione è legata alla sussistenza delle frodi sportive: qualora in appello gli imputati venissero assolti dalla frodi, cadrebbe anche il reato associativo.
Ringrazio quanti hanno avuto la pazienza di leggere. Spero di aver contribuito alla comprensione della sentenza.
Michelleroi
un grosso grazie da tutti i "veri" tifosi juventini che, come tuttosport e michelleroi, cerca con fierezza e costantemente di far emergere tutta la verità sul mostro (farsopoli) creato dai media italiani nel 2006.
p.s. a tutti i gobbi voglio dire: tutti assieme possiamo fare qualcosa, almeno come faccio io facendo girare e quindi conoscere sempre più materiale che contribuisce a far capire meglio cos'è successo nel 2006 e cosa ancora oggi stà succedendo nel menefreghismo generale e sopratutto per la colpevole negligenza degli organi dovuti a controllare i media d'informazione italiani.
giovedì 16 febbraio 2012
senza giri di parole: ecco cos'era ( cosé? ) calciopoli....
un grosso grazie a massimo zampini e antonello angelini per il loro continuo lavoro mediatico a favore di una fede e a difesa di una STORIA BIANCONERA.

Scritto martedì 7 febbraio 2012 da Massimo Zampini
Gli arbitri, da calciopoli in poi, sono evidentemente in difficoltà nell'arbitrare la Juventus. Senza perdere tempo a ricordare tutti i mastodontici errori cui abbiamo assistito in questi anni (valgano per tutti i comici rigori di Napoli fischiati da Bergonzi e l'indomito Dondarini, che a Reggio dà un rigore alla Reggina al 90esimo dopo averne negati quattro alla Juventus), basta un dato, fornitomi come sempre dal fido amico Barzainter: dal 2006, campionato dominato in Serie B compreso, la Juventus, a fronte di 369 gol fatti e 220 subiti, ha avuto 26 rigori a favore, e 25 contro.
Curioso, il dato: una squadra che fa quasi il doppio dei gol subiti, ma evidentemente non viene mai ostacolata irregolarmente all'interno dell'area, forse per il rispetto dovuto a quelle maglie gloriose. Mentre nella sua area, viene da supporre, i difensori esercitano le arti del karate, più che quelle del pallone.
Dato ancora più curioso: il Milan, negli stessi anni, a fronte di meno gol fatti (361), ha avuto ben 52 rigori: il doppio (il doppio!) della Juve. E allora, cari difensori avversari, volete smetterla di abbattere attaccanti rossoneri non appena entrano in area? Basta, con questi insistiti falli di mano per parare i loro tiri velenosi...
E contro, quanti ne hanno avuti? Solo 18, sette meno dei rivali bianconeri.
26-25 vs 52/18: in tanti, si chiedevano come mai Moggi cercasse di avere anche lui dei rapporti con i designatori arbitrali, pur avendo la squadra più forte. La risposta è qui: senza le famigerate telefonate di Moggi, le cose vanno così.
Seconda premessa:
Tuttavia, personalissimo parere, Marotta se la prende con l'obiettivo sbagliato: gli arbitri sbagliano. Molto più da una parte, per carità, ma a volte sbagliano anche dall'altra. E così presti il fianco, al primo favore ricevuto (se mai accadrà), ai commenti polemici di chi parlerà di risarcimento, di favori su richiesta, ecc.
Sugli arbitri, meglio fare vaghi accenni, ma non insistere. E anche la richiesta di arbitri esperti non garantisce affatto arbitraggi imparziali: i Bergonzi e i Dondarini non erano certamente alle prime armi, quando realizzavano quegli scempi.
p.s. tra l'altro fa ridere il fatto che al tempo si contestasse Moggi che pareva volesse arbitri poco esperti, mentre ora si contesta Marotta che vuole arbitri esperti.
Conclusione: il vero obiettivo.
Il vero "nemico" è un altro. Il vero "nemico" della Juventus sono i media, da sempre. E' a loro che ho dedicato il nick, il libro, moviole taroccate e diverse trasmissioni. Non agli arbitri.
Ieri, dopo le frasi di Marotta, nei vari programmi sono partite le condanne alla Juve che ha osato parlarne, i paragoni con altri errori di segno opposto, la sera la DS ha invitato Braschi a far compagnia a un gruppo di interisti capeggiato da Civoli, eccetera eccetera.
Eccolo, il problema. Il problema è che i media hanno ingigantito i due unici episodi pro Juve (rigore a partita finita col Cesena e rigori del Cagliari nel primo tempo, con Juve in vantaggio), dimenticando l'incredibile rigore su Marchisio a Milano, e gli altri altrettanto netti negati contro Parma, Catania, Lecce e compagnia. Capita, semplicemente. Nessun complotto.
Ma se i media ti mostrano per dieci anni solo il rigore su Ronaldo, sembra che quello su Inzaghi all'andata non sia mai esistito.
Se dieci anni dopo un fuorigioco dubbio di 10 cm ti preparano il telebeam per dimostrare che Turone era in gioco, nessuno ricorderà che in quella partita fu espulso Furino, Bettega squalificato in circostanze poco limpide, e così via.
I media sportivi italiani sono in gran parte tifosi, fanno poco per dissimularlo. Il telebeam di Turone fu tirato fuori da un romanista (Giorgio Martino), tanti aspetti di calciopoli sono stati tirati fuori da Il Romanista, su Repubblica da un tifoso romanista (Mensurati) e sui giornali partner dell'Inter. E così via.
La vera parità di trattamento da invocare è quella, altro che arbitri.
Sennò poi arriva un giorno che domini il campionato con 5 campioni del mondo e 3 finalisti, e ti mandano in B perchè avevi rapporti con i designatori. Lo so, li avevano tutti, ma la gente pensava li avessi solo tu. E allora intanto vai in B, poi vai a processo, e nonostante il dibattimento, nonostante "il campionato non alterato", nonostante "il sorteggio non truccato", ti condannano pure.
Perchè magari sei stato pure danneggiato, e va bene. Ma col Cagliari, qualche settimana fa...
Forza Juve, I love football.

Antonello Angelini
Calciopoli di Massimo Zampini
Prima premessa
Gli arbitri, da calciopoli in poi, sono evidentemente in difficoltà nell'arbitrare la Juventus. Senza perdere tempo a ricordare tutti i mastodontici errori cui abbiamo assistito in questi anni (valgano per tutti i comici rigori di Napoli fischiati da Bergonzi e l'indomito Dondarini, che a Reggio dà un rigore alla Reggina al 90esimo dopo averne negati quattro alla Juventus), basta un dato, fornitomi come sempre dal fido amico Barzainter: dal 2006, campionato dominato in Serie B compreso, la Juventus, a fronte di 369 gol fatti e 220 subiti, ha avuto 26 rigori a favore, e 25 contro.
Curioso, il dato: una squadra che fa quasi il doppio dei gol subiti, ma evidentemente non viene mai ostacolata irregolarmente all'interno dell'area, forse per il rispetto dovuto a quelle maglie gloriose. Mentre nella sua area, viene da supporre, i difensori esercitano le arti del karate, più che quelle del pallone.
Dato ancora più curioso: il Milan, negli stessi anni, a fronte di meno gol fatti (361), ha avuto ben 52 rigori: il doppio (il doppio!) della Juve. E allora, cari difensori avversari, volete smetterla di abbattere attaccanti rossoneri non appena entrano in area? Basta, con questi insistiti falli di mano per parare i loro tiri velenosi...
E contro, quanti ne hanno avuti? Solo 18, sette meno dei rivali bianconeri.
26-25 vs 52/18: in tanti, si chiedevano come mai Moggi cercasse di avere anche lui dei rapporti con i designatori arbitrali, pur avendo la squadra più forte. La risposta è qui: senza le famigerate telefonate di Moggi, le cose vanno così.
Seconda premessa:
Tuttavia, personalissimo parere, Marotta se la prende con l'obiettivo sbagliato: gli arbitri sbagliano. Molto più da una parte, per carità, ma a volte sbagliano anche dall'altra. E così presti il fianco, al primo favore ricevuto (se mai accadrà), ai commenti polemici di chi parlerà di risarcimento, di favori su richiesta, ecc.
Sugli arbitri, meglio fare vaghi accenni, ma non insistere. E anche la richiesta di arbitri esperti non garantisce affatto arbitraggi imparziali: i Bergonzi e i Dondarini non erano certamente alle prime armi, quando realizzavano quegli scempi.
p.s. tra l'altro fa ridere il fatto che al tempo si contestasse Moggi che pareva volesse arbitri poco esperti, mentre ora si contesta Marotta che vuole arbitri esperti.
Conclusione: il vero obiettivo.
Il vero "nemico" è un altro. Il vero "nemico" della Juventus sono i media, da sempre. E' a loro che ho dedicato il nick, il libro, moviole taroccate e diverse trasmissioni. Non agli arbitri.
Ieri, dopo le frasi di Marotta, nei vari programmi sono partite le condanne alla Juve che ha osato parlarne, i paragoni con altri errori di segno opposto, la sera la DS ha invitato Braschi a far compagnia a un gruppo di interisti capeggiato da Civoli, eccetera eccetera.
Eccolo, il problema. Il problema è che i media hanno ingigantito i due unici episodi pro Juve (rigore a partita finita col Cesena e rigori del Cagliari nel primo tempo, con Juve in vantaggio), dimenticando l'incredibile rigore su Marchisio a Milano, e gli altri altrettanto netti negati contro Parma, Catania, Lecce e compagnia. Capita, semplicemente. Nessun complotto.
Ma se i media ti mostrano per dieci anni solo il rigore su Ronaldo, sembra che quello su Inzaghi all'andata non sia mai esistito.
Se dieci anni dopo un fuorigioco dubbio di 10 cm ti preparano il telebeam per dimostrare che Turone era in gioco, nessuno ricorderà che in quella partita fu espulso Furino, Bettega squalificato in circostanze poco limpide, e così via.
I media sportivi italiani sono in gran parte tifosi, fanno poco per dissimularlo. Il telebeam di Turone fu tirato fuori da un romanista (Giorgio Martino), tanti aspetti di calciopoli sono stati tirati fuori da Il Romanista, su Repubblica da un tifoso romanista (Mensurati) e sui giornali partner dell'Inter. E così via.
La vera parità di trattamento da invocare è quella, altro che arbitri.
Sennò poi arriva un giorno che domini il campionato con 5 campioni del mondo e 3 finalisti, e ti mandano in B perchè avevi rapporti con i designatori. Lo so, li avevano tutti, ma la gente pensava li avessi solo tu. E allora intanto vai in B, poi vai a processo, e nonostante il dibattimento, nonostante "il campionato non alterato", nonostante "il sorteggio non truccato", ti condannano pure.
Perchè magari sei stato pure danneggiato, e va bene. Ma col Cagliari, qualche settimana fa...
Forza Juve, I love football.
P.S. Vorrei solo aggiungere un piccolo aneddoto di qualche annetto fà: quando il Trap tornò alla Juve nel '91 non chiese top-players agli Agnelli ma di acquistare Telemontecarlo perchè visto l'andazzo mediatico cominciò a sentir puzza di "sentimento popolare" e "vento rossonero". Come al solito il buon Trap capì per primo il calcio dove andava a finire.
meditate fratelli gobbi meditate.......
martedì 15 novembre 2011
seduti sulla sponda del fiume 1
intervista a massimo zampini sulla sentenza di 1° grado al processo "calciopoli" di napoli.
Ha seguito da sempre con molta attenzione le vicende di Calciopoli e dopo la sentenza di primo grado ha voluto dire la sua, in esclusiva per TuttoJuve.com. Massimo Zampini, conduttore della trasmissione "La Juve è sempre la Juve" e autore del libro "Er go' de Turone" diario di uno juventino a Roma, racconta le sue sensazioni a seguito della sentenza.
Massimo, hai seguito molto le vicende di Calciopoli: ti aspettavi questa sentenza?
"No, l'associazione a delinquere, dopo tutto quello che è emerso, era impossibile da prevedere. Ma già prima della decisione invitavo gli amici juventini a non essere troppo ottimisti. La giustizia è una cosa lunga, in Italia spesso viene fatta in appello e questo era un caso fortemente mediatico, dove la Procura si giocava molta credibilità. La reazione scomposta di Narducci e compagni, tra interviste alla carta stampata e interventi trionfanti in tv, ne è la testimonianza inequivocabile. In ogni caso, la sentenza va rispettata, ci mancherebbe, ma si può certamente criticare. E sin da ora posso dire che sono quantomeno curioso di capire per esempio in cosa consista la frode di Udinese-Brescia, che ha portato alla condanna del povero Dattilo. Forse ha sbagliato a espellere Jankolovski. In fondo aveva dato solo un pugno, mica aveva ammazzato.. E poi una bella frode a Cagliari-Juve. In fondo per un prestigioso pareggio in Sardegna era fondamentale darsi da fare in modo illecito. E come la mettiamo con Juve-Udinese, dove abbiamo frodato ma l'arbitro Rodomonti è stato assolto? Chi ci ha aiutato? Gli avversari?"
Dov’è stato l’errore della difesa di Moggi?
"Si parla di miei colleghi, peraltro tutti con grandissima esperienza in campo penale, quindi ci manca solo che mi metta a cercare di individuare loro eventuali errori. Del resto, fare emergere le altre intercettazioni era (ed è) a mio avviso decisivo. Ma come, tu mi accusi di avere una cupola e io scopro che avete tagliato, dimenticato, occultato telefonato in cui i dirigenti rivali parlavano con i miei "affiliati" con confidenza e.. buoni risultati ("non ammonire Nesta", e Nesta non fu ammonito"; "dì a Bertini che è determinante", e Bertini lo fu, ecc)? Io le tiro fuori, mi indigno e vi dico pure che ci avete imbrogliato".
Perché certe intercettazioni sono finite nel dimenticatoio?

"Ecco, appunto, perchè? E perchè Narducci dice che ne era a conoscenza, mentre l'altro PM Beatrice dice che non le aveva mai ascoltate? E perchè se il guardalinee Coppola va già nel 2006 a dire di avere subito pressioni per cambiare un referto sgradito all'Inter non viene in mente che la cosa possa interessare la giustizia sportiva, se non quella penale? E qualcuno ci spiegherà mai che si dicevano Moratti, Auricchio e Narducci in quel "casuale" incontro? Le domande senza risposta sono una marea, magari ci aiuteranno le motivazioni".
Non credi sia singolare che la Juve sia innocente e Moggi colpevole?
"Sinceramente mi pare che questo aspetto venga un po' sopravvalutato: la Juventus viene esclusa dal risarcimento delle parti civili, e non sappiamo ancora il perchè. Probabilmente il motivo sarà meramente tecnico, riferito alla mancata rappresentanza legale della società da parte di Moggi. Vedremo le motivazioni, ne capiremo di più".
Cosa ne pensi del comunicato della Juve a sentenza avvenuta? Moggi non sembra aver gradito molto
"La Juve e Moggi sono su due stradi processuali diverse, che a volte convergono e a volte divergono del tutto. Moggi fa i suoi interessi (non quelli della Juve), la Juve fa i suoi (non quelli di Moggi). A noi tifosi pare un discorso freddo, e spesso alcune frasi ci paiono di cattivo gusto, ma cinicamente è normale che sia così, si tratta di strategie processuali. Poi sono certo che l'attuale dirigenza juventina sia totalmente convinta che si tratti di due scudetti stravinti sul campo, esattamente come noi".
Non ti è sembrata di cattivo gusto l’esultanza dell’avvocato Vitiello della Juve?
"Non c'ero. Tuttavia se si è trattato di un'esultanza eccessiva, posso capirne le ragioni (in fondo il suo cliente è stato escluso da pesanti risarcimenti) ma probabilmente si poteva perlomeno attendere che gli imputati e i presenti fossero lontani".
Nicola Penta, consulente della difesa di Moggi ha dichiarato a TuttoJuve: “l’unico che andrà sotto processo in appello fra un anno e mezzo sarà Luciano Moggi, perché tutti gli altri imputati saranno prescritti”. Condividi?
"È probabile che finisca così, vediamo se qualcuno rinuncerà alla prescrizione".
Sul forum di vecchiasignora hai scritto una sarcastica lettera di scuse ad amici e parenti per la tua presa di posizione e una promessa: quella di cercare la verità. Credi si riuscirà a venirne a galla?

"Sì, continuerò a invitare in trasmissione questi delinquenti pericolosissimi, i membri di questa temibile associazione a delinquere, era necessario che avvertissi per tempo i miei parenti. Ad ogni modo, era il primo grado, ci manca solo che si smetta di cercare la verità quando ci si avvicina alle sentenze definitive. Non so come andrà a finire da un punto di vista processuale, ma alla verità ci siamo già avvicinati moltissimo. Peccato che per le tre giudici (o magari solo per due di loro?) tutto sia rimasto fermo a quanto sapevamo nel 2006".
Credi che lo scudetto del 2006 resterà all’Inter?"No che non resterà. Non so quando, non so come accadrà, ma prima o poi glielo toglieranno di sicuro. E ci mancherebbe pure il contrario, dopo le telefonate emerse e la relazione di Palazzi. La sentenza di Napoli, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il tavolino farsa. Lo smoking bianco si è già sporcato da tempo, è diventato quasi nero".
Provocazione: la legge è uguale per tutti?
"Alla lunga credo di sì. Ma se chi indaga si dimentica delle tue telefonate o ignora le testimonianze come quelle di Coppola, per te è un po' più uguale che per gli altri".
da TUTTOJUVE.COM
Massimo, hai seguito molto le vicende di Calciopoli: ti aspettavi questa sentenza?
"No, l'associazione a delinquere, dopo tutto quello che è emerso, era impossibile da prevedere. Ma già prima della decisione invitavo gli amici juventini a non essere troppo ottimisti. La giustizia è una cosa lunga, in Italia spesso viene fatta in appello e questo era un caso fortemente mediatico, dove la Procura si giocava molta credibilità. La reazione scomposta di Narducci e compagni, tra interviste alla carta stampata e interventi trionfanti in tv, ne è la testimonianza inequivocabile. In ogni caso, la sentenza va rispettata, ci mancherebbe, ma si può certamente criticare. E sin da ora posso dire che sono quantomeno curioso di capire per esempio in cosa consista la frode di Udinese-Brescia, che ha portato alla condanna del povero Dattilo. Forse ha sbagliato a espellere Jankolovski. In fondo aveva dato solo un pugno, mica aveva ammazzato.. E poi una bella frode a Cagliari-Juve. In fondo per un prestigioso pareggio in Sardegna era fondamentale darsi da fare in modo illecito. E come la mettiamo con Juve-Udinese, dove abbiamo frodato ma l'arbitro Rodomonti è stato assolto? Chi ci ha aiutato? Gli avversari?"
Dov’è stato l’errore della difesa di Moggi?
"Si parla di miei colleghi, peraltro tutti con grandissima esperienza in campo penale, quindi ci manca solo che mi metta a cercare di individuare loro eventuali errori. Del resto, fare emergere le altre intercettazioni era (ed è) a mio avviso decisivo. Ma come, tu mi accusi di avere una cupola e io scopro che avete tagliato, dimenticato, occultato telefonato in cui i dirigenti rivali parlavano con i miei "affiliati" con confidenza e.. buoni risultati ("non ammonire Nesta", e Nesta non fu ammonito"; "dì a Bertini che è determinante", e Bertini lo fu, ecc)? Io le tiro fuori, mi indigno e vi dico pure che ci avete imbrogliato".
Perché certe intercettazioni sono finite nel dimenticatoio?
"Ecco, appunto, perchè? E perchè Narducci dice che ne era a conoscenza, mentre l'altro PM Beatrice dice che non le aveva mai ascoltate? E perchè se il guardalinee Coppola va già nel 2006 a dire di avere subito pressioni per cambiare un referto sgradito all'Inter non viene in mente che la cosa possa interessare la giustizia sportiva, se non quella penale? E qualcuno ci spiegherà mai che si dicevano Moratti, Auricchio e Narducci in quel "casuale" incontro? Le domande senza risposta sono una marea, magari ci aiuteranno le motivazioni".
Non credi sia singolare che la Juve sia innocente e Moggi colpevole?
"Sinceramente mi pare che questo aspetto venga un po' sopravvalutato: la Juventus viene esclusa dal risarcimento delle parti civili, e non sappiamo ancora il perchè. Probabilmente il motivo sarà meramente tecnico, riferito alla mancata rappresentanza legale della società da parte di Moggi. Vedremo le motivazioni, ne capiremo di più".
Cosa ne pensi del comunicato della Juve a sentenza avvenuta? Moggi non sembra aver gradito molto
"La Juve e Moggi sono su due stradi processuali diverse, che a volte convergono e a volte divergono del tutto. Moggi fa i suoi interessi (non quelli della Juve), la Juve fa i suoi (non quelli di Moggi). A noi tifosi pare un discorso freddo, e spesso alcune frasi ci paiono di cattivo gusto, ma cinicamente è normale che sia così, si tratta di strategie processuali. Poi sono certo che l'attuale dirigenza juventina sia totalmente convinta che si tratti di due scudetti stravinti sul campo, esattamente come noi".
Non ti è sembrata di cattivo gusto l’esultanza dell’avvocato Vitiello della Juve?
"Non c'ero. Tuttavia se si è trattato di un'esultanza eccessiva, posso capirne le ragioni (in fondo il suo cliente è stato escluso da pesanti risarcimenti) ma probabilmente si poteva perlomeno attendere che gli imputati e i presenti fossero lontani".
Nicola Penta, consulente della difesa di Moggi ha dichiarato a TuttoJuve: “l’unico che andrà sotto processo in appello fra un anno e mezzo sarà Luciano Moggi, perché tutti gli altri imputati saranno prescritti”. Condividi?
"È probabile che finisca così, vediamo se qualcuno rinuncerà alla prescrizione".
Sul forum di vecchiasignora hai scritto una sarcastica lettera di scuse ad amici e parenti per la tua presa di posizione e una promessa: quella di cercare la verità. Credi si riuscirà a venirne a galla?
"Sì, continuerò a invitare in trasmissione questi delinquenti pericolosissimi, i membri di questa temibile associazione a delinquere, era necessario che avvertissi per tempo i miei parenti. Ad ogni modo, era il primo grado, ci manca solo che si smetta di cercare la verità quando ci si avvicina alle sentenze definitive. Non so come andrà a finire da un punto di vista processuale, ma alla verità ci siamo già avvicinati moltissimo. Peccato che per le tre giudici (o magari solo per due di loro?) tutto sia rimasto fermo a quanto sapevamo nel 2006".
Credi che lo scudetto del 2006 resterà all’Inter?"No che non resterà. Non so quando, non so come accadrà, ma prima o poi glielo toglieranno di sicuro. E ci mancherebbe pure il contrario, dopo le telefonate emerse e la relazione di Palazzi. La sentenza di Napoli, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il tavolino farsa. Lo smoking bianco si è già sporcato da tempo, è diventato quasi nero".
Provocazione: la legge è uguale per tutti?
"Alla lunga credo di sì. Ma se chi indaga si dimentica delle tue telefonate o ignora le testimonianze come quelle di Coppola, per te è un po' più uguale che per gli altri".
domenica 13 novembre 2011
crediamoci tutti....
I dieci motivi per cui quest'anno ci credo

Era stato un ottimo inizio anche quello della Juventus appena tornata in serie A nel campionato 2007-2008, quella dei “cinque samurai” rimasti in bianconero nonostante Calciopoli. Era il primo anno con Ranieri in panchina. Cinque gol al Livorno all’esordio, poi vittoria a Cagliari sfoderando gli attributi nonostante una direzione di gara penalizzante, quindi la sconfitta casalinga con l’Udinese e il pareggio a Roma contro Totti e compagni, seguito dalla netta vittoria contro la Reggina. Tre vittorie un pareggio e una sconfitta, non male per una neopromossa anche se sui generis. Poi sarebbe arrivata la vittoria all’ultimo secondo nel derby grazie ad una prodezza di Trezeguet, in un campionato poi destinato a svoltare malamente nella trasferta di Napoli, alla nona giornata, con l’arbitro Bergonzi capace di inventarsi due rigori per il Napoli e di condannare così i bianconeri alla sconfitta. Al minimo dubbio gli arbitri ci fischiavano contro per “farci ripagare” Calciopoli, quasi l’avessimo fatta franca come qualche altro.
Promettente anche l’avvio della stagione successiva. Alla prima la Juve, in superiorità numerica, a Firenze si faceva raggiungere sul pareggio quasi allo scadere, ma poi regolava Udinese e Cagliari, prima che prendessero piede le prime polemiche per i due pareggini contro Catania e Sampdoria, e con esse l'accusa mossa a Ranieri di non saper osare abbastanza. Comunque si trattava di due vittorie e tre pareggi, per una squadra che in seguito avrebbe perso in casa con Palermo e Napoli, ma poi sarebbe stata protagonista di una buona parte centrale di campionato, prima di crollare in primavera, riuscendo comunque a conquistare il secondo posto dopo aver avvicendato Ranieri con Ferrara nelle ultime due giornate.
La Juventus di Ciro, nel campionato 2009/10, ebbe un inizio spumeggiante finché riuscì a schierare tutti i titolari del 4-2-3-1 con Sissoko e Felipe Melo in mediana, con Camoranesi, Diego e Giovinco a imperversare sulla tre quarti e Iaquinta di punta. Quattro vittorie iniziali contro il Chievo, in trasferta contro Roma e Lazio, quindi contro il Livorno. Anche alla quinta la Juve bene impressionò pareggiando a Marassi contro il Genoa, pur danneggiata per alcune errate valutazioni arbitrali. Comunque sia il ruolino non fu niente male con quattro vittorie e un pareggio. Poi la fine del sogno: il pareggio subito all’ultimo minuto nella gara casalinga contro il Bologna a causa di un errore in disimpegno di Felipe Melo e la sconfitta di Palermo raffreddarono bruscamente gli entusiasmi per la Juventus “brasiliana”.
Il peggior inizio post Calciopoli è toccato l’anno scorso alla Juventus di Delneri: sconfitta a Bari, pareggio casalingo contro la Sampdoria, vittoria in trasferta a Udine, prima di crollare all’Olimpico contro il Palermo e vincere contro il Cagliari. Bilancio mediocre con due vittorie, un pareggio e due sconfitte per una Juve che, nonostante i tanti infortuni, seppe comunque riprendersi e giocare un campionato all’altezza fino alla pausa natalizia: la resa sarebbe arrivata a gennaio, a causa di una formazione allestita con troppa leggerezza in estate e senza adeguati ricambi.
Considerato questo excursus delle ultime stagioni la Juventus di Conte si colloca giusto in mezzo fra l’inizio di campionato più speranzoso della Juventus di Ferrara e quello più problematico della squadra allenata da Delneri.
Qual è quindi la motivazione dell’ottimismo che si respira intorno alla Juventus quest’anno ? Scopriamolo in dieci punti.
1) La scelta dell'allenatore. Antonio Conte ha riportato un grande entusiasmo in tutto l’ambiente bianconero per i suoi trascorsi da giocatore uniti alla forte personalità dell’uomo.
2) La duttilità di Conte. Arrivato con la nomea di essere troppo rigido sul modulo tattico applicato alle sue squadre, Conte ha subito dimostrato invece di essere molto duttile, ruotando gli effettivi secondo le circostanze tattiche che si possono presentare nel corso dell’incontro.
3) Squadra in crescita. Molte frecce nell’arco di Conte attendono ancora di essere scagliate proprio in quella zona del campo dove il 4-2-4 dovrebbe fornire un valore aggiunto a livello di qualità, ovvero gli esterni alti (Elia, Estigarribia).
4) A gennaio ci si rafforza. Certamente a gennaio il sacrificio di qualche attaccante di troppo (Iaquinta? Amauri?) e di qualche elemento poco ricettivo rispetto ai dettami tattici richiesti dall’allenatore (Krasic?) consentiranno di colmare le lacune di tecniche palesate fino a questo momento (mancano soprattutto un centrale difensivo e un esterno basso a sinistra), potendo cogliere eventuali opportunità offerte dalla finestra di mercato invernale;
5) L’asse Pirlo-Marchisio. L’inserimento di Pirlo nell’undici titolare è stato ottimo. Il campione bresciano ha saputo da subito prendere in mano la squadra imponendosi dall'inizio come fulcro del gioco. Accanto a lui anche il rendimento di Marchisio è migliorato. C’è grande affinità fra i due che costituiscono, insieme a Vidal e a Pazienza, un reparto centrale che è forse il più forte e il meglio assortito della serie A, specie se rapportato all’unico impegno del campionato;
6) Il nuovo stadio. Lo Juventus Stadium si è presentato come l’arma in più della squadra bianconera. Lo stadio all’inglese, con gli spettatori vicinissimi e senza barriere, permette al pubblico di sostenere e spingere la squadra come se si trattasse veramente di schierare l’uomo in più. Difficile stabilire a priori quanti punti in più in classifica possa dare un impianto del genere, ma è chiaro che si tratta di un valore aggiunto importante.
7) C'è solo il campionato. Il risvolto positivo di non giocare le coppe sta nel poter preparare ogni incontro di campionato nel modo migliore, a differenza delle principali antagoniste impegnate spesso nel turno infrasettimanale di coppe.
8) Le debolezze altrui. Rispetto al recente passato le squadre milanesi, principali antagoniste, appaiono indebolite per non aver provveduto a rinnovare rose vecchie e usurate e, nel caso dell’Inter, per aver perso un giocatore decisivo come Eto’o senza averlo adeguatamente sostituito. Il solo Napoli, fra le squadre di vertice, appare rafforzato rispetto al recente passato.
9) Andrea Agnelli. Dopo le sofferenze seguite a Calciopoli, Andrea Agnelli ha riconsegnato al popolo bianconero l’orgoglio di sentirsi juventini. Partito per sistemare una Juventus “scassata”, come successe a suo padre Umberto oltre cinquant’anni fa, ha tribolato il primo anno mettendo in cantiere anche l’esposto su Calciopoli che, seppure a scoppio ritardato, sta doverosamente compiendo quel percorso necessario per riuscire prima o poi a riavere indietro gli scudetti 28 e 29 conquistati sul campo.
10) Corsi e ricorsi storici. Sarò forse un inguaribile romantico o un semplice illuso, ma i due settimi posti consecutivi delle precedenti stagioni assomigliano terribilmente ai due noni posti consecutivi delle annate 1955/56 e 1956/57. L’anno successivo, al secondo anno di presidenza, arrivò lo scudetto della prima stella per la Juventus di Umberto Agnelli. Uno scenario straordinariamente simile a quello in cui si sta muovendo suo figlio Andrea. Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi, pensare che quello in corso possa essere il campionato della terza stella viene da sé. Questa sì che sarebbe la chiusura del cerchio.
giovedì 3 novembre 2011
Media Italiani? sempre più pennivendoli prezzolati!!!
Leggendo notizie come questa ci si rende conto fin dove la stampa italiana generalista è disposta a spingersi pur di raccontare la sua verità. Non stupiamoci poi se nella classifica mondiale della libertà di stampa siamo all'ottantesimo posto, dietro perfino al Botswuana e all'Algeria, con tutto il rispetto per queste nazioni. Comunque per fortuna qualche bravo giornalista ancora c'è e poi c'è internet, e qui la verità non la si può più fermare, ma non dimentichiamoci come sarebbe finita calciopoli senza che Moggi desse battaglia e la rete divulgasse le nuove prove emerse. Per la gazzetta, corrieri vari, mediaset e combriccola RAI tutto sarebbe rimasto fermo al 2006 con Paparesta ancora chiuso nello spogliatoio del Granillo.
«Sì, spiavano Moggi e la Juve»

«Ebbene sì, controllavamo i telefoni della Fc Juventus, della Gea, della Football Management, del signor Ceniccola (era un telefono di De Santis , ndr ) e utenze della Figc. Potevo farlo entrando nel sistema Radar: mi diedero l’opportunità di vedere i contatti telefonici, di prendere appunti, senza essere in alcun modo rintracciabile e con il divieto assoluto di stampare quei tabulati che poi consegnavo ai miei superiori». In fondo a Moggi basterebbero le parole di Caterina Agata Plateo , ieri testimone al processo Telecom in corso a Milano per associazione a delinquere per spiegare tante cose.
DA BOVE A TAVAROLI - La Plateo dipendeva - dal 2000 al 2004 - da Adamo Bove , il funzionario della security Tim coinvolto nella vicenda Telecom e morto tragicamente nel 2006 allo scoppiare dello scandalo. Poi passerà alla Telecom con Ghioni e Tavaroli . Quelle parole, sapendo chi commissionava la scansione delle vite e dei telefoni altrui nel calcio, basterebbero anche allaJuventus per giustificare ogni tipo di azione a tutela del proprio operato. La Plateo ieri è stata sentita al processo milanese sullo scandalo Telecom, dell’intelligence illegale, con Tavaroli e la sua struttura al centro della vicenda: quattro ore davanti al giudice di Corte d’Assise, Gramacchio , perché gli avvocati dei danneggiati sono davvero tanti quanti i dossier illegali messi insieme. Compresi quelli che hanno visto protagonisti proprio la Juve, la Gea, la Football Management di Alessandro Moggi, l’arbitro De Santis e alcune utenze della Figc (quelle dei designatori dell’epoca, Pairetto e Bergamo).
TUTTOSPORT.COM
giovedì 15 settembre 2011
calciopoli: antipasto del 27 settembre!!!
CLAMOROSA ANTEPRIMA TJ - PENTA ALLA JUVE IN GOL: "L'imparzialità mostrata dalla FIGC è abnorme, Guido Rossi e Tavecchio interisti, Narducci si metta d'accordo con Beatrice, e le schede svizzere...De Santis intercettato da 6 persone"
Alla trasmissione la Juve in Gol, in diretta tutti i giorni su radiomilaninter, è intervenuto Nicola Penta (consulente della difesa che ha sbobinato molte telefonate), sicuramente la persona più adatta per parlare di Farsopoli, colui che ha ascoltato tutte le telefonate di Faropoli. Nicola non si è sottratto alle domande di Claudio Zuliani, ecco quanto evidenziato in anteprima dalla redazione di tuttojuve.com.
CZ: Mi sembra che si stia straparlando senza avere in testa quello che uno non vuole ascoltare o non ha voluto sentire, tu che te le senti da quattro anni che ne pensi dell'intervento dell'avvocato della juve Briamonte, o meglio la prima domanda è la Jvuentus sta affiancando la battaglia che sta facendo Luciano Moggi da anni oppure si è inserita per altri motivi?
NP: Alla luce dei fatti, mi sembra chiaro che la Juventus sta prendendo certe posizioni, io non lo so se in questo momento stanno affiancando la difesa di Moggi. Al processo di Napoli c'è stata questa arringa dell'avvocato Vitiello che rappresenta la Juventus che si è avvicinato molto a quelle che sono le difese di Luciano Moggi. In questo momento è inevitabile quello che sta facendo la Juventus, perchè i fatti dicono il contrario di quello che hanno detto coloro che hanno fatto queste indagini e quindi mi sembra logica e giusta questa strategia difensiva della Juventus che vuole ripristinare la verità.
CZ:Sono stato colpito dall'intervento dell'avvocato Briamonte, caro Nicola, perchè al di la del fatto di aver cercato in termini giuridici di definire la cosa, ad un certo punto ha chiuso dicendo, per noi l'interpretazione dell'articolo 2.5 del regolamento Uefa è chiarrissimo, il fatto che alcune telefonate e alcune responsabilità siano state taciute per dolo in questi anni è un aggravante per la FIGC, (...) il fatto grave è che qualcosa al tempo non emerse e sarebbe cambiato tutto il panorama.
NP: In sostanza si, assolutamente, diciamo che l'avv. Briamonte accusa senza mezzi termini la FIGC di essere stata imparziale, lo stesso Abete che si presenta a Torino e rimane imbarazzato sui 29 scudetti, sapeva benissimo quale fosse il pensiero di Briamonte e Agnelli, sapeva benissimo che il tema sarebbe stato difeso alla morte dalla dirigenza. Diciamoci invece che l'imparzialità mostrata dalla FIGC è qualcosa di abnorme, cosa ci sta a fare ancora Abete, tanto non lo vuole più nessuno Da quando ha preso in mano la FIGC ha combinato solo disastri, fallimenti uno dopo l'altro, l'ultimo la decisione di non decidere nei confronti dello scudetto. Il vicepresidente Tavecchio, io con chiunque ho parlato, tutti mi hanno detto che è un ultrà dell'Inter, come si fa in Federazione ad avere una persona che rappresenta la Federazione che è tifoso di una squadra, come lo era Guido Rossi quando ha assegnato quello scudetto, è ora di finirla. Non nascondiamoci dietro a un dito, diciamo la verità, che Guido Rossi era un tifoso dell'Inter, che l'Inter ha avuto quello scudetto perchè Guido Rossi ha approfittato del peso specifico del suo potere in quei giorni, che la FIGC decide sempre e comunque solo a vantaggio dell'Inter. Da quando è successo Calciopoli, mai una decisione pro Juventus, tutte pro Inter. Oggi non è più il caso di difendere l'Inter o altre società che non si sono strovate coinvolte solo perchè qualche carabiniere o magistrato è stato un pò sbadato. Oggi c'è un'intervista su Gazzetta dello Sport di Narducci che dice che le telefonate non erano rilevanti. C'è bisogno che questo signore si metta d'accordo con se stesso. Prima dice che non esistevano le telefonate e che non ce n'era neanche una dei dirigenti che erano i famosi sei (Moggii,Giraudo, Foti, Della Valle, Lotito, etc.), oggi dice che le avrebbero ascoltate ma non erano rilevanti. Beatrice dice che le telefonate non le aveva mai ascoltate. Smettiamola di prendere in giro la gente, l'Italia è diventata il paese dei burloni.
CZ: La Russa dice che fa un'esposto all'Uefa di Platini per una vecchia amicizia...
NP: Bravo, mi è piaciuto l'intervento di La Russa, perchè ha giustificato le non vittorie della Juventus in questi cinque anni, con le anomalie che c'erano prima, giustificando il fatto che la Juventus ha sbagliato campagna acquisti. Io mi sono meravigliato che Abatantuono che è puntuale come mai non gi ha risposto, elecando Caio, Tizio, Pancev e tutti gli acquisti comprati negli anni prima di Calciopoli.
CZ: Questa Nicola è una battaglia che porto avanti da un pò, il ribaltamento delle parti, per cui quello che adesso Milano imputa a Torino è quella che Torino imputava a Milano e viceversa, il gioco del campanile. (...)Il calcio è semplice, se la Juve di Conte ha giocato bene con il Parma è perchè dalla panchina sono entrati Vidal o Vucinic e non Salihamidzic. Se l'Inte rha steccato è per confusione tecnica e giocatori meno forti. Detto questo, uscendo dalle distribe dialettiche,
NP: Se al posto di Guido Rossi ci fosse stato Paniz, lo scudetto non andava all'Inter e per esempio Paniz avrebbe preferito non assegnarlo, quello che ha fatto Guido Rossi è stata una forzatura, il Processo di Napoli deve ristabilire la verità, qui di reati non ce n'è se li sono inventati perchè se io ti cito un passaggio brevissimo della sentenza Sandulli, la sentenza al punto 3, dice che la Juventus viene retrocessa in serie B perchè Moggi e Giraudo hanno chiuso punitivamente a Reggio Calabria la terna arbitrale, ora questo passaggio del punto tre della sentenza (i punti sono diversi). Questo potrebbe contare il 20%, questa cosa da dove la tira fuori Sandulli? Dalle informative che dicono questo. Un'indagine avvenuta nel frattempo da parte della procura di Reggio Calabria che dura un anno, viene archiviata perchè si dice che il fatto non è mai avvenuto e successivamente a questa sentenza, Auricchio (ora capo ganibetto di De Magistris), ha scritto pari pari quello detto da Sandulli. Auricchio, chiamato come teste dell'accusa e successivamente all'esame dei pm, parte il controesame delle difese e alle domande dell'avvocato Prioreschi, dove chiede se conferma quanto scritto nell'informativa (Moggi e Giraudo avevano assunto violente frasi verso la terna con atteggiamenti minacciosi e chiusura dello spogliatoio a chiave). Auricchio al posto di dire si confermo, dice no. A questo punto la Juventus viene condannata per una cosa falsa, Auricchio riduce tutto al fatto che Moggi e Giraudo sono scesi nello spogliatoio.Il fatto che era vietato scendere nello spogliatoio. Abbiamo fatto circolare Aia e Figc una comunicazione in cui si diceva che era permesso ai dirigenti scendere prima e dopo partita per salutare l'arbitro e sappiamo tutti che il saluto può diventare una lamentela perchè abbiamo prodotto decine di casi in cui dirigenti di altre squadre scendevano nello spogliatoio e urlavano tra cui un dirigente della Fiorentina, in Sampdoria-Fiorentina, il direttore Lucchesi entrò nello spogliatoio, cominciò ad urlare, prese questo piatto e lo scaraventò contro il muro spaccando tutto, un episodio violentissimo, tra primo e secondo tempo. Di quest'episodio non ne ha parlato nessuno, abbiamo dovuto produrlo noi. Sarebbe facile elencare adesso gli altri episodi successi in cui era coinvolto il presidente dell'Inter ce ne sono tanti, li abbiamo dovuti produrre per onestà intellettuale. Le armi dobbiamo trovarle, inventarle, produrle....(...)
CZ: E' passato sottotono, se no sembra una battaglia tra due società, per esempio il Milan che non viene mai citato mi sembra che nella nuova relazione di Palazzi abbia avuto un elemento nuovo, un'aggravante, cioè reiterazione dell'articolo 6 e siano venute fuori delle telefonate che non c'erano molto importanti, però vedo che la gente ne sta facendo una battaglia, la Juve vuole affossare l'Inter(....) c'è qualcuno che non era partecipe?
NP: No, c'erano tutti. Erano telefonate che oggi vediamo come accusatorie, illegali, ma se ascoltiamo l'annata calcistica, sentendole durante il giorno, le contraddizioni che emergono sono prima e dopo,
CZ: Banalmente, ad esempio le griglie, se queste avvengono dopo che viene annunciato l'arbitro cambia un pò.
NP: Basterebbe che ti facessi ascoltare una telefonata di Moggi con un giornalista famoso di un giornale sportivo ma non ti dico il nome, in cui Moggi parla allo stesso modo con cui parla con Bergamo, capisci anche tu che la telefonata acquisisce un'altra rilevanza. A Moggi piaceva informarsi, come uno che non sa leggere e scrivere, nei giorni che precedono gli incontri, Moggi, prima di parlare, si informava, questo gli consentiva di essere informato al 100%, la telefonata contestata sminuisce di importanza ascoltando le telefonate precedenti, è chiaro che se devo mantenere una certa linee le telefonate precedenti le metto da parte. Se alla fine ascolto Moggi che dice certe cose....Il padre di Paparesta faceva una trasmissione su rai international in cui dava le pagelle a tutti gli arbitri e prima di fare questa cosa lui chiamava Moggi e diceva chi erano quelli che avevano sbagliato durante la giornata e un'ora dopo la partita, lui sapeva gli errori eclatanti. Questo è, questi sono i rapporti. Se doveva parlare di arbitri parlava con un arbitro esperto, il padre Paparesta era un arbitro esperto, non era il Cornieti di Forlì....Parlo di Cornieti perchè è venuto a fare il perito del tribunale del Brescia e ha fatto una dichiarazione su Chievo-Lazio e ha detto cose smentite dai fatti, dicendo il contrario di quello che è successo.. quando sarà il momento queste partite saranno viste...Volevo precisare che il mio lavoro non era solo ascoltare le telefonate, ma ho anche lavorato nel processo Gea vinto in cui è stata smontata l'associazione a delinquere. La vera grande accusa contro Moggi era di dominare il mondo del calcio attraverso il controllo dei calciatori e il mercato, poi è successo che si è divisa in due tronconi l'inchiesta e da Napoli hanno mandato a Roma perchè la Gea era a Roma e l'accusa era che Moggi aveva questa "combriccola romana", con De Santis, Gabriele e Palanca, che favorivano i giocatori della Gea e questa inchiesta è stata smontata punto su punto perchè non esistevano i presupposti dell'associazione. Violenza e minacce, vorrei sottolineare quanto ha detto Marotta su Amauri che ha sottolineato che non se ne parla di Amauri fuori rosa se no Marotta viene denunciato...Moggi quando dice ti mando in tribuna tutto l'anno.. quella è costrizione...per cui violenza privata nasce in quel momento e se ne guardano bene i dirigenti a dire queste frasi... (....)
CZ: Secondo me quello che è arrivato a casa e sarà incancellabile è la base su cui l'inchiesta è stata portata avanti, mi salta all'occhio il caso Turchia dove indipendentemente dalla tifoseria, nel momento in cui in Turchia si vive un momento di scandalo la federazione che fa, intanto nel dubbio esclude una squadra ma nel contempo porta avanti un'indagine. In Italia la cosa grave è questo che ha portato ad animi vogliosi di vendette e rivincite, perchè tu ti sei messo in casa e hai ascoltato...? Questo è un lavoro che doveva fare la Federazione, io di questo rimango basito
NP: Qui si parla di giustizia e di penale e anche quelli che vanno in televisione a dire.. sono balle, la giustizia sportiva si basa su quella penale e la giustizia sportiva prende atto da quella penale dove nella fase preliminare vale tutto e il contrario di tutto (...)l'accusa fino a quando non si chiude il giudizio ha il 95% delle pagine dei giornali e la difesa purtroppo può parlare solo a procedimento iniziato, la cosa più importante è la giustizia sportiva deve essere riformata perchè succede ancora che le informative dei carabinieri risultano false,(...) allora tu non puoi condannere una squadra o un dirigente, Moggi viene radiato anche per quello. Uno al telefono può dire quello che vuole. Uno dice una cosa perchè glielo permette la legge.(...). Perchè quando incontri Abete non gli chiede se nel caso in cui ci fosse l'assoluzione di Napoli sarebbe pronto a tornare indietro e rimangiarsi tutto. I giornalisti che incontrano Abete non hanno il coraggio di chiedergli queste cose.
CZ: Qui sfondi una porta aperta, il teorema Zuliani, se tu non hai davanti una persona tu spari davanti le peggiori cattiverie, quando ce l'hai li non fai domande sei ossequioso nel silenzio e non dici nulla.
Sempre Penta fa una precisazione importante sulle parole di Narducci alla Gazzetta
NP: Tanto per incominciare le telefonate a cui fa riferimento Narducci, è troppo facile dire che non erano penalmente rilevanti, dovrebbe intanto rispondere a Beatrice che ad un'intervista ha detto che loro non avevano mai ascoltato le telefonate degli altri dirigenti per cui a loro non sono mai arrivate, Narducci è indifendibile quello che vuol difendere, nel famoso piaccia o non piaccia sostenne che c'erano solo quelle persone Moggi, Giraudo, Foti, Lotito e i due Della Valle, sostiene che non c'è una telefonata con altro dirigente. E' troppo facile ora dire che non erano rilevanti, ora uno dei due mente.
CZ: Quando un pm dice piaccia o non piaccia non ci siano altre telefonate io penso che lo dica perchè non lo sa, se no sarebbe scandaloso
NP: Lui specifica e dice che sono, balle smentite dai fatti, e te lo spiega e dice che nelle migliaia di intercettazioni ci sono solo quelle persone che parlano e non è così, ci sono le prove che dimostrano che le hanno dichiarate rilevante e probabilmente c'è stata un cernita. Sulle schede svizzere, sono schede normali, non riservate, (...) l'ultimo a staccare la scheda svizzera è Ambrosino a giugno 2006 e loro hanno avuto un anno e mezzo di tempo per intercettare le schede svizzere. Voi siete a conoscenza di Lavitola che dice di non essere intercettato perchè dice di avere una scheda panamense, che era intercettabile. Tutte erano intercettabile, è una balla.Ora, chi mi dice, che queste schede sono state intercettate e che non è venuto fuori nulla di rilevante? (...) in Palermo Juventus ci sono 7 contatti Moggi-De Santis. Il giorno prima della partita la Jvuentus perde per colpa di De Santis, a cosa servivano questi contatti? Oggi a Milano c'è un processo Telecom, i maggiori intercettati sono Moggi e De Santis, la Juventus è parte lesa insieme alla Federcalcio, De Santis, Palanca e Gabriele è stato intercettato dalla Telecom. De Santis è stato pedinato da 6 persone al giorno per un anno, costo 65,000 euro con fattura intestata alla Pirelli, queste sono le cose importanti, la security Telecom pagata da Pirelli, per quale motivo e perchè? Ad un certo punto il signor Moggi, e ciò risulta dalle intercettazioni, aveva degli amici che gli hanno detto che loro avevano intercettato e parliamo del 2003 ed erano intercettati dalla Telecom, quando Moggi parlava di spionaggio industriale, diceva che gli obiettivi erano queste società (...) Ecco perchè venne quest'idea di utilizzare queste schede, questi sono forti su Telecom... ma questo non è vero perchè si utilizzano ponti Telecom e anche con schede straniere chi comanda e ricordiamo che Tavaroli era capo del Cnag centro di controllo di intercettazioni per le procure delle repubbliche e poteva intercettare chiunque e poteva intercettare le procure che intercettavano chiunque e queste cose le ho lette negli atti del processo telecom e non me le invento io. Se non leggi gli atti non puoi capire dello spionaggio industriale di cui Moggi ha sempre parlato.
CZ Quando uno è coinvolto si immerge a 360 gradi per anni in tutto si informa, capisce cose e impazzisce di fronte a cosa succede, per l'utente medio, tutto questo non esiste....(...) Nicola dice una cosa nuova, siccome abbiamo assodato che erano intercettabili per un anno e mezzo, se le hanno intercettate e non han detto niente, chissà cosa non si dicevano
NP: Vi dico anche un'altra cosa, io lo so che si dicevano, il problema è che non possiamo anticipare, però nelle schede svizzere attribuite ad altri personaggi non arbitri ma alti dirigenti, ritenute riservate ma impropriamente, queste schede servivano a ben altro, ma non da parte di Moggi ma di altri che utilizzavano le schede per fatti loro, ma non voglio dire di più...
CZ; Attendo il 27 settembre, ma sarebbe stato meglio il 29...
NP: Queste schede, attribuite anche con uno studio che sa poco, in base alla residenza, in quel momento in Italia c'erano 250,000 schede e anche l'attribuzione della scheda svizzera è qualcosa di allucinante, la cosa che mi fa impazzire è il contesto, nel contesto della situazione vai a indicare la situazione in cui avrebbe un vantaggio la Juventus con i contatti svizzeri ( a meno che vai a dire che Moggi volesse far perdere la Juventus), con questo capo di imputazione ...nel giorno di Roma-Juventus con Racalbuto che viene contestata per danni e torti (poi in parità), poi la sera c'è Bertini che dovrebbe far perdere il Milan, ma Bertini che venne contestato dall'Atalanta e dovrebbe espellere Nesta, l'arbitro da tre minuti di recupero.
fonte:; Tuttojuve
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