martedì 15 novembre 2011

seduti sulla sponda del fiume 1

intervista a massimo zampini sulla sentenza di 1° grado al processo "calciopoli" di napoli.

da TUTTOJUVE.COM

Ha seguito da sempre con molta attenzione le vicende di Calciopoli e dopo la sentenza di primo grado ha voluto dire la sua, in esclusiva per TuttoJuve.com. Massimo Zampini, conduttore della trasmissione "La Juve è sempre la Juve" e autore del libro "Er go' de Turone" diario di uno juventino a Roma, racconta le sue sensazioni a seguito della sentenza.

Massimo, hai seguito molto le vicende di Calciopoli: ti aspettavi questa sentenza?

"No, l'associazione a delinquere, dopo tutto quello che è emerso, era impossibile da prevedere. Ma già prima della decisione invitavo gli amici juventini a non essere troppo ottimisti. La giustizia è una cosa lunga, in Italia spesso viene fatta in appello e questo era un caso fortemente mediatico, dove la Procura si giocava molta credibilità. La reazione scomposta di Narducci e compagni, tra interviste alla carta stampata e interventi trionfanti in tv, ne è la testimonianza inequivocabile. In ogni caso, la sentenza va rispettata, ci mancherebbe, ma si può certamente criticare. E sin da ora posso dire che sono quantomeno curioso di capire per esempio in cosa consista la frode di Udinese-Brescia, che ha portato alla condanna del povero Dattilo. Forse ha sbagliato a espellere Jankolovski. In fondo aveva dato solo un pugno, mica aveva ammazzato.. E poi una bella frode a Cagliari-Juve. In fondo per un prestigioso pareggio in Sardegna era fondamentale darsi da fare in modo illecito. E come la mettiamo con Juve-Udinese, dove abbiamo frodato ma l'arbitro Rodomonti è stato assolto? Chi ci ha aiutato? Gli avversari?"

Dov’è stato l’errore della difesa di Moggi?

"Si parla di miei colleghi, peraltro tutti con grandissima esperienza in campo penale, quindi ci manca solo che mi metta a cercare di individuare loro eventuali errori. Del resto, fare emergere le altre intercettazioni era (ed è) a mio avviso decisivo. Ma come, tu mi accusi di avere una cupola e io scopro che avete tagliato, dimenticato, occultato telefonato in cui i dirigenti rivali parlavano con i miei "affiliati" con confidenza e.. buoni risultati ("non ammonire Nesta", e Nesta non fu ammonito"; "dì a Bertini che è determinante", e Bertini lo fu, ecc)? Io le tiro fuori, mi indigno e vi dico pure che ci avete imbrogliato".

Perché certe intercettazioni sono finite nel dimenticatoio?
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"Ecco, appunto, perchè? E perchè Narducci dice che ne era a conoscenza, mentre l'altro PM Beatrice dice che non le aveva mai ascoltate? E perchè se il guardalinee Coppola va già nel 2006 a dire di avere subito pressioni per cambiare un referto sgradito all'Inter non viene in mente che la cosa possa interessare la giustizia sportiva, se non quella penale? E qualcuno ci spiegherà mai che si dicevano Moratti, Auricchio e Narducci in quel "casuale" incontro? Le domande senza risposta sono una marea, magari ci aiuteranno le motivazioni".

Non credi sia singolare che la Juve sia innocente e Moggi colpevole?

"Sinceramente mi pare che questo aspetto venga un po' sopravvalutato: la Juventus viene esclusa dal risarcimento delle parti civili, e non sappiamo ancora il perchè. Probabilmente il motivo sarà meramente tecnico, riferito alla mancata rappresentanza legale della società da parte di Moggi. Vedremo le motivazioni, ne capiremo di più".

Cosa ne pensi del comunicato della Juve a sentenza avvenuta? Moggi non sembra aver gradito molto

"La Juve e Moggi sono su due stradi processuali diverse, che a volte convergono e a volte divergono del tutto. Moggi fa i suoi interessi (non quelli della Juve), la Juve fa i suoi (non quelli di Moggi). A noi tifosi pare un discorso freddo, e spesso alcune frasi ci paiono di cattivo gusto, ma cinicamente è normale che sia così, si tratta di strategie processuali. Poi sono certo che l'attuale dirigenza juventina sia totalmente convinta che si tratti di due scudetti stravinti sul campo, esattamente come noi".

Non ti è sembrata di cattivo gusto l’esultanza dell’avvocato Vitiello della Juve?

"Non c'ero. Tuttavia se si è trattato di un'esultanza eccessiva, posso capirne le ragioni (in fondo il suo cliente è stato escluso da pesanti risarcimenti) ma probabilmente si poteva perlomeno attendere che gli imputati e i presenti fossero lontani".

Nicola Penta, consulente della difesa di Moggi ha dichiarato a TuttoJuve: “l’unico che andrà sotto processo in appello fra un anno e mezzo sarà Luciano Moggi, perché tutti gli altri imputati saranno prescritti”. Condividi?

"È probabile che finisca così, vediamo se qualcuno rinuncerà alla prescrizione".

Sul forum di vecchiasignora hai scritto una sarcastica lettera di scuse ad amici e parenti per la tua presa di posizione e una promessa: quella di cercare la verità. Credi si riuscirà a venirne a galla?
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"Sì, continuerò a invitare in trasmissione questi delinquenti pericolosissimi, i membri di questa temibile associazione a delinquere, era necessario che avvertissi per tempo i miei parenti. Ad ogni modo, era il primo grado, ci manca solo che si smetta di cercare la verità quando ci si avvicina alle sentenze definitive. Non so come andrà a finire da un punto di vista processuale, ma alla verità ci siamo già avvicinati moltissimo. Peccato che per le tre giudici (o magari solo per due di loro?) tutto sia rimasto fermo a quanto sapevamo nel 2006".

Credi che lo scudetto del 2006 resterà all’Inter?"No che non resterà. Non so quando, non so come accadrà, ma prima o poi glielo toglieranno di sicuro. E ci mancherebbe pure il contrario, dopo le telefonate emerse e la relazione di Palazzi. La sentenza di Napoli, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il tavolino farsa. Lo smoking bianco si è già sporcato da tempo, è diventato quasi nero".

Provocazione: la legge è uguale per tutti?

"Alla lunga credo di sì. Ma se chi indaga si dimentica delle tue telefonate o ignora le testimonianze come quelle di Coppola, per te è un po' più uguale che per gli altri".



domenica 13 novembre 2011

crediamoci tutti....

I dieci motivi per cui quest'anno ci credo

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L’inizio di campionato della Juventus di Conte lascia ben sperare. Le tre vittorie e i due pareggi conseguiti in queste prime giornate collocano infatti la squadra al comando della classifica. E’ stata in particolar modo la vittoria ottenuta contro il Milan ad accendere gli entusiasmi fra i tifosi e ad accreditare la squadra, fra gli addetti ai lavori, come una seria candidata allo scudetto. Si sprecano anche i confronti con la prima Juve lippiana, che anch’essa aveva iniziato con tre vittorie e due pareggi il primo campionato che avrebbe poi portato al titolo apripista di una stagione di successi. Ma voltandosi un po’ meno indietro ci si accorge che sono state talmente tante le scottature che si è beccato il tifoso juventino negli anni post Calciopoli che, oggi più che mai, sarebbe necessario essere prudenti e assecondare la crescita della squadra senza quei voli pindarici che solitamente appartengono a ben altre tifoserie.

Era stato un ottimo inizio anche quello della Juventus appena tornata in serie A nel campionato 2007-2008, quella dei “cinque samurai” rimasti in bianconero nonostante Calciopoli. Era il primo anno con Ranieri in panchina. Cinque gol al Livorno all’esordio, poi vittoria a Cagliari sfoderando gli attributi nonostante una direzione di gara penalizzante, quindi la sconfitta casalinga con l’Udinese e il pareggio a Roma contro Totti e compagni, seguito dalla netta vittoria contro la Reggina. Tre vittorie un pareggio e una sconfitta, non male per una neopromossa anche se sui generis. Poi sarebbe arrivata la vittoria all’ultimo secondo nel derby grazie ad una prodezza di Trezeguet, in un campionato poi destinato a svoltare malamente nella trasferta di Napoli, alla nona giornata, con l’arbitro Bergonzi capace di inventarsi due rigori per il Napoli e di condannare così i bianconeri alla sconfitta. Al minimo dubbio gli arbitri ci fischiavano contro per “farci ripagare” Calciopoli, quasi l’avessimo fatta franca come qualche altro.

Promettente anche l’avvio della stagione successiva. Alla prima la Juve, in superiorità numerica, a Firenze si faceva raggiungere sul pareggio quasi allo scadere, ma poi regolava Udinese e Cagliari, prima che prendessero piede le prime polemiche per i due pareggini contro Catania e Sampdoria, e con esse l'accusa mossa a Ranieri di non saper osare abbastanza. Comunque si trattava di due vittorie e tre pareggi, per una squadra che in seguito avrebbe perso in casa con Palermo e Napoli, ma poi sarebbe stata protagonista di una buona parte centrale di campionato, prima di crollare in primavera, riuscendo comunque a conquistare il secondo posto dopo aver avvicendato Ranieri con Ferrara nelle ultime due giornate.

La Juventus di Ciro, nel campionato 2009/10, ebbe un inizio spumeggiante finché riuscì a schierare tutti i titolari del 4-2-3-1 con Sissoko e Felipe Melo in mediana, con Camoranesi, Diego e Giovinco a imperversare sulla tre quarti e Iaquinta di punta. Quattro vittorie iniziali contro il Chievo, in trasferta contro Roma e Lazio, quindi contro il Livorno. Anche alla quinta la Juve bene impressionò pareggiando a Marassi contro il Genoa, pur danneggiata per alcune errate valutazioni arbitrali. Comunque sia il ruolino non fu niente male con quattro vittorie e un pareggio. Poi la fine del sogno: il pareggio subito all’ultimo minuto nella gara casalinga contro il Bologna a causa di un errore in disimpegno di Felipe Melo e la sconfitta di Palermo raffreddarono bruscamente gli entusiasmi per la Juventus “brasiliana”.

Il peggior inizio post Calciopoli è toccato l’anno scorso alla Juventus di Delneri: sconfitta a Bari, pareggio casalingo contro la Sampdoria, vittoria in trasferta a Udine, prima di crollare all’Olimpico contro il Palermo e vincere contro il Cagliari. Bilancio mediocre con due vittorie, un pareggio e due sconfitte per una Juve che, nonostante i tanti infortuni, seppe comunque riprendersi e giocare un campionato all’altezza fino alla pausa natalizia: la resa sarebbe arrivata a gennaio, a causa di una formazione allestita con troppa leggerezza in estate e senza adeguati ricambi.


Considerato questo excursus delle ultime stagioni la Juventus di Conte si colloca giusto in mezzo fra l’inizio di campionato più speranzoso della Juventus di Ferrara e quello più problematico della squadra allenata da Delneri.

Qual è quindi la motivazione dell’ottimismo che si respira intorno alla Juventus quest’anno ? Scopriamolo in dieci punti.

1) La scelta dell'allenatore. Antonio Conte ha riportato un grande entusiasmo in tutto l’ambiente bianconero per i suoi trascorsi da giocatore uniti alla forte personalità dell’uomo.
2) La duttilità di Conte. Arrivato con la nomea di essere troppo rigido sul modulo tattico applicato alle sue squadre, Conte ha subito dimostrato invece di essere molto duttile, ruotando gli effettivi secondo le circostanze tattiche che si possono presentare nel corso dell’incontro.
3) Squadra in crescita. Molte frecce nell’arco di Conte attendono ancora di essere scagliate proprio in quella zona del campo dove il 4-2-4 dovrebbe fornire un valore aggiunto a livello di qualità, ovvero gli esterni alti (Elia, Estigarribia).
4) A gennaio ci si rafforza. Certamente a gennaio il sacrificio di qualche attaccante di troppo (Iaquinta? Amauri?) e di qualche elemento poco ricettivo rispetto ai dettami tattici richiesti dall’allenatore (Krasic?) consentiranno di colmare le lacune di tecniche palesate fino a questo momento (mancano soprattutto un centrale difensivo e un esterno basso a sinistra), potendo cogliere eventuali opportunità offerte dalla finestra di mercato invernale;
5) L’asse Pirlo-Marchisio. L’inserimento di Pirlo nell’undici titolare è stato ottimo. Il campione bresciano ha saputo da subito prendere in mano la squadra imponendosi dall'inizio come fulcro del gioco. Accanto a lui anche il rendimento di Marchisio è migliorato. C’è grande affinità fra i due che costituiscono, insieme a Vidal e a Pazienza, un reparto centrale che è forse il più forte e il meglio assortito della serie A, specie se rapportato all’unico impegno del campionato;
6) Il nuovo stadio. Lo Juventus Stadium si è presentato come l’arma in più della squadra bianconera. Lo stadio all’inglese, con gli spettatori vicinissimi e senza barriere, permette al pubblico di sostenere e spingere la squadra come se si trattasse veramente di schierare l’uomo in più. Difficile stabilire a priori quanti punti in più in classifica possa dare un impianto del genere, ma è chiaro che si tratta di un valore aggiunto importante.
7) C'è solo il campionato. Il risvolto positivo di non giocare le coppe sta nel poter preparare ogni incontro di campionato nel modo migliore, a differenza delle principali antagoniste impegnate spesso nel turno infrasettimanale di coppe.
8) Le debolezze altrui. Rispetto al recente passato le squadre milanesi, principali antagoniste, appaiono indebolite per non aver provveduto a rinnovare rose vecchie e usurate e, nel caso dell’Inter, per aver perso un giocatore decisivo come Eto’o senza averlo adeguatamente sostituito. Il solo Napoli, fra le squadre di vertice, appare rafforzato rispetto al recente passato.
9) Andrea Agnelli. Dopo le sofferenze seguite a Calciopoli, Andrea Agnelli ha riconsegnato al popolo bianconero l’orgoglio di sentirsi juventini. Partito per sistemare una Juventus “scassata”, come successe a suo padre Umberto oltre cinquant’anni fa, ha tribolato il primo anno mettendo in cantiere anche l’esposto su Calciopoli che, seppure a scoppio ritardato, sta doverosamente compiendo quel percorso necessario per riuscire prima o poi a riavere indietro gli scudetti 28 e 29 conquistati sul campo.
10) Corsi e ricorsi storici. Sarò forse un inguaribile romantico o un semplice illuso, ma i due settimi posti consecutivi delle precedenti stagioni assomigliano terribilmente ai due noni posti consecutivi delle annate 1955/56 e 1956/57. L’anno successivo, al secondo anno di presidenza, arrivò lo scudetto della prima stella per la Juventus di Umberto Agnelli. Uno scenario straordinariamente simile a quello in cui si sta muovendo suo figlio Andrea. Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi, pensare che quello in corso possa essere il campionato della terza stella viene da sé. Questa sì che sarebbe la chiusura del cerchio.

giovedì 3 novembre 2011

Media Italiani? sempre più pennivendoli prezzolati!!!

   Leggendo notizie come questa ci si rende conto fin dove la stampa italiana generalista è disposta a spingersi pur di raccontare la sua verità. Non stupiamoci poi se nella classifica mondiale della libertà di stampa siamo all'ottantesimo posto, dietro perfino al Botswuana e all'Algeria, con tutto il rispetto per queste nazioni. Comunque per fortuna qualche bravo giornalista ancora c'è e poi c'è internet, e qui la verità non la si può più fermare, ma non dimentichiamoci come sarebbe finita calciopoli senza che Moggi desse battaglia e la rete divulgasse le nuove prove emerse. Per la gazzetta, corrieri vari, mediaset e combriccola RAI tutto sarebbe rimasto fermo al 2006 con Paparesta ancora chiuso nello spogliatoio del          Granillo.
«Sì, spiavano Moggi e la Juve»

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«Ebbene sì, controllavamo i telefoni della Fc Juventus, della Gea, della Football Management, del signor Ceniccola (era un telefono di De Santis , ndr ) e utenze della Figc. Potevo farlo entrando nel sistema Radar: mi diedero l’opportunità di vedere i contatti telefonici, di prendere appunti, senza essere in alcun modo rintracciabile e con il divieto assoluto di stampare quei tabulati che poi consegnavo ai miei superiori». In fondo a Moggi basterebbero le parole di Caterina Agata Plateo , ieri testimone al processo Telecom in corso a Milano per associazione a delinquere per spiegare tante cose.

DA BOVE A TAVAROLI - La Plateo dipendeva - dal 2000 al 2004 - da Adamo Bove , il funzionario della security Tim coinvolto nella vicenda Telecom e morto tragicamente nel 2006 allo scoppiare dello scandalo. Poi passerà alla Telecom con Ghioni e Tavaroli . Quelle parole, sapendo chi commissionava la scansione delle vite e dei telefoni altrui nel calcio, basterebbero anche allaJuventus per giustificare ogni tipo di azione a tutela del proprio operato. La Plateo ieri è stata sentita al processo milanese sullo scandalo Telecom, dell’intelligence illegale, con Tavaroli e la sua struttura al centro della vicenda: quattro ore davanti al giudice di Corte d’Assise, Gramacchio , perché gli avvocati dei danneggiati sono davvero tanti quanti i dossier illegali messi insieme. Compresi quelli che hanno visto protagonisti proprio la Juve, la Gea, la Football Management di Alessandro Moggi, l’arbitro De Santis e alcune utenze della Figc (quelle dei designatori dell’epoca, Pairetto e Bergamo).

TUTTOSPORT.COM

giovedì 15 settembre 2011

calciopoli: antipasto del 27 settembre!!!


CLAMOROSA ANTEPRIMA TJ - PENTA ALLA JUVE IN GOL: "L'imparzialità mostrata dalla FIGC è abnorme, Guido Rossi e Tavecchio interisti, Narducci si metta d'accordo con Beatrice, e le schede svizzere...De Santis intercettato da 6 persone"

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Alla trasmissione la Juve in Gol, in diretta tutti i giorni su radiomilaninter, è intervenuto Nicola Penta (consulente della difesa che ha sbobinato molte telefonate), sicuramente la persona più adatta per parlare di Farsopoli, colui che ha ascoltato tutte le telefonate di Faropoli. Nicola non si è sottratto alle domande di Claudio Zuliani, ecco quanto evidenziato in anteprima dalla redazione di tuttojuve.com.

CZ: Mi sembra che si stia straparlando senza avere in testa quello che uno non vuole ascoltare o non ha voluto sentire, tu che te le senti da quattro anni che ne pensi dell'intervento dell'avvocato della juve Briamonte, o meglio la prima domanda è la Jvuentus sta affiancando la battaglia che sta facendo Luciano Moggi da anni oppure si è inserita per altri motivi?

NP: Alla luce dei fatti, mi sembra chiaro che la Juventus sta prendendo certe posizioni, io non lo so se in questo momento stanno affiancando la difesa di Moggi. Al processo di Napoli c'è stata questa arringa dell'avvocato Vitiello che rappresenta la Juventus che si è avvicinato molto a quelle che sono le difese di Luciano Moggi. In questo momento è inevitabile quello che sta facendo la Juventus, perchè i fatti dicono il contrario di quello che hanno detto coloro che hanno fatto queste indagini e quindi mi sembra logica e giusta questa strategia difensiva della Juventus che vuole ripristinare la verità.

CZ:Sono stato colpito dall'intervento dell'avvocato Briamonte, caro Nicola, perchè al di la del fatto di aver cercato in termini giuridici di definire la cosa, ad un certo punto ha chiuso dicendo, per noi l'interpretazione dell'articolo 2.5 del regolamento Uefa è chiarrissimo, il fatto che alcune telefonate e alcune responsabilità siano state taciute per dolo in questi anni è un aggravante per la FIGC, (...) il fatto grave è che qualcosa al tempo non emerse e sarebbe cambiato tutto il panorama.

NP: In sostanza si, assolutamente, diciamo che l'avv. Briamonte accusa senza mezzi termini la FIGC di essere stata imparziale, lo stesso Abete che si presenta a Torino e rimane imbarazzato sui 29 scudetti, sapeva benissimo quale fosse il pensiero di Briamonte e Agnelli, sapeva benissimo che il tema sarebbe stato difeso alla morte dalla dirigenza. Diciamoci invece che l'imparzialità mostrata dalla FIGC è qualcosa di abnorme, cosa ci sta a fare ancora Abete, tanto non lo vuole più nessuno Da quando ha preso in mano la FIGC ha combinato solo disastri, fallimenti uno dopo l'altro, l'ultimo la decisione di non decidere nei confronti dello scudetto. Il vicepresidente Tavecchio, io con chiunque ho parlato, tutti mi hanno detto che è un ultrà dell'Inter, come si fa in Federazione ad avere una persona che rappresenta la Federazione che è tifoso di una squadra, come lo era Guido Rossi quando ha assegnato quello scudetto, è ora di finirla. Non nascondiamoci dietro a un dito, diciamo la verità, che Guido Rossi era un tifoso dell'Inter, che l'Inter ha avuto quello scudetto perchè Guido Rossi ha approfittato del peso specifico del suo potere in quei giorni, che la FIGC decide sempre e comunque solo a vantaggio dell'Inter. Da quando è successo Calciopoli, mai una decisione pro Juventus, tutte pro Inter. Oggi non è più il caso di difendere l'Inter o altre società che non si sono strovate coinvolte solo perchè qualche carabiniere o magistrato è stato un pò sbadato. Oggi c'è un'intervista su Gazzetta dello Sport di Narducci che dice che le telefonate non erano rilevanti. C'è bisogno che questo signore si metta d'accordo con se stesso. Prima dice che non esistevano le telefonate e che non ce n'era neanche una dei dirigenti che erano i famosi sei (Moggii,Giraudo, Foti, Della Valle, Lotito, etc.), oggi dice che le avrebbero ascoltate ma non erano rilevanti. Beatrice dice che le telefonate non le aveva mai ascoltate. Smettiamola di prendere in giro la gente, l'Italia è diventata il paese dei burloni.

CZ: La Russa dice che fa un'esposto all'Uefa di Platini per una vecchia amicizia...

NP: Bravo, mi è piaciuto l'intervento di La Russa, perchè ha giustificato le non vittorie della Juventus in questi cinque anni, con le anomalie che c'erano prima, giustificando il fatto che la Juventus ha sbagliato campagna acquisti. Io mi sono meravigliato che Abatantuono che è puntuale come mai non gi ha risposto, elecando Caio, Tizio, Pancev e tutti gli acquisti comprati negli anni prima di Calciopoli.

CZ: Questa Nicola è una battaglia che porto avanti da un pò, il ribaltamento delle parti, per cui quello che adesso Milano imputa a Torino è quella che Torino imputava a Milano e viceversa, il gioco del campanile. (...)Il calcio è semplice, se la Juve di Conte ha giocato bene con il Parma è perchè dalla panchina sono entrati Vidal o Vucinic e non Salihamidzic. Se l'Inte rha steccato è per confusione tecnica e giocatori meno forti. Detto questo, uscendo dalle distribe dialettiche,

NP: Se al posto di Guido Rossi ci fosse stato Paniz, lo scudetto non andava all'Inter e per esempio Paniz avrebbe preferito non assegnarlo, quello che ha fatto Guido Rossi è stata una forzatura, il Processo di Napoli deve ristabilire la verità, qui di reati non ce n'è se li sono inventati perchè se io ti cito un passaggio brevissimo della sentenza Sandulli, la sentenza al punto 3, dice che la Juventus viene retrocessa in serie B perchè Moggi e Giraudo hanno chiuso punitivamente a Reggio Calabria la terna arbitrale, ora questo passaggio del punto tre della sentenza (i punti sono diversi). Questo potrebbe contare il 20%, questa cosa da dove la tira fuori Sandulli? Dalle informative che dicono questo. Un'indagine avvenuta nel frattempo da parte della procura di Reggio Calabria che dura un anno, viene archiviata perchè si dice che il fatto non è mai avvenuto e successivamente a questa sentenza, Auricchio (ora capo ganibetto di De Magistris), ha scritto pari pari quello detto da Sandulli. Auricchio, chiamato come teste dell'accusa e successivamente all'esame dei pm, parte il controesame delle difese e alle domande dell'avvocato Prioreschi, dove chiede se conferma quanto scritto nell'informativa (Moggi e Giraudo avevano assunto violente frasi verso la terna con atteggiamenti minacciosi e chiusura dello spogliatoio a chiave). Auricchio al posto di dire si confermo, dice no. A questo punto la Juventus viene condannata per una cosa falsa, Auricchio riduce tutto al fatto che Moggi e Giraudo sono scesi nello spogliatoio.Il fatto che era vietato scendere nello spogliatoio. Abbiamo fatto circolare Aia e Figc una comunicazione in cui si diceva che era permesso ai dirigenti scendere prima e dopo partita per salutare l'arbitro e sappiamo tutti che il saluto può diventare una lamentela perchè abbiamo prodotto decine di casi in cui dirigenti di altre squadre scendevano nello spogliatoio e urlavano tra cui un dirigente della Fiorentina, in Sampdoria-Fiorentina, il direttore Lucchesi entrò nello spogliatoio, cominciò ad urlare, prese questo piatto e lo scaraventò contro il muro spaccando tutto, un episodio violentissimo, tra primo e secondo tempo. Di quest'episodio non ne ha parlato nessuno, abbiamo dovuto produrlo noi. Sarebbe facile elencare adesso gli altri episodi successi in cui era coinvolto il presidente dell'Inter ce ne sono tanti, li abbiamo dovuti produrre per onestà intellettuale. Le armi dobbiamo trovarle, inventarle, produrle....(...)

CZ: E' passato sottotono, se no sembra una battaglia tra due società, per esempio il Milan che non viene mai citato mi sembra che nella nuova relazione di Palazzi abbia avuto un elemento nuovo, un'aggravante, cioè reiterazione dell'articolo 6 e siano venute fuori delle telefonate che non c'erano molto importanti, però vedo che la gente ne sta facendo una battaglia, la Juve vuole affossare l'Inter(....) c'è qualcuno che non era partecipe?

NP: No, c'erano tutti. Erano telefonate che oggi vediamo come accusatorie, illegali, ma se ascoltiamo l'annata calcistica, sentendole durante il giorno, le contraddizioni che emergono sono prima e dopo,

CZ: Banalmente, ad esempio le griglie, se queste avvengono dopo che viene annunciato l'arbitro cambia un pò.

NP: Basterebbe che ti facessi ascoltare una telefonata di Moggi con un giornalista famoso di un giornale sportivo ma non ti dico il nome, in cui Moggi parla allo stesso modo con cui parla con Bergamo, capisci anche tu che la telefonata acquisisce un'altra rilevanza. A Moggi piaceva informarsi, come uno che non sa leggere e scrivere, nei giorni che precedono gli incontri, Moggi, prima di parlare, si informava, questo gli consentiva di essere informato al 100%, la telefonata contestata sminuisce di importanza ascoltando le telefonate precedenti, è chiaro che se devo mantenere una certa linee le telefonate precedenti le metto da parte. Se alla fine ascolto Moggi che dice certe cose....Il padre di Paparesta faceva una trasmissione su rai international in cui dava le pagelle a tutti gli arbitri e prima di fare questa cosa lui chiamava Moggi e diceva chi erano quelli che avevano sbagliato durante la giornata e un'ora dopo la partita, lui sapeva gli errori eclatanti. Questo è, questi sono i rapporti. Se doveva parlare di arbitri parlava con un arbitro esperto, il padre Paparesta era un arbitro esperto, non era il Cornieti di Forlì....Parlo di Cornieti perchè è venuto a fare il perito del tribunale del Brescia e ha fatto una dichiarazione su Chievo-Lazio e ha detto cose smentite dai fatti, dicendo il contrario di quello che è successo.. quando sarà il momento queste partite saranno viste...Volevo precisare che il mio lavoro non era solo ascoltare le telefonate, ma ho anche lavorato nel processo Gea vinto in cui è stata smontata l'associazione a delinquere. La vera grande accusa contro Moggi era di dominare il mondo del calcio attraverso il controllo dei calciatori e il mercato, poi è successo che si è divisa in due tronconi l'inchiesta e da Napoli hanno mandato a Roma perchè la Gea era a Roma e l'accusa era che Moggi aveva questa "combriccola romana", con De Santis, Gabriele e Palanca, che favorivano i giocatori della Gea e questa inchiesta è stata smontata punto su punto perchè non esistevano i presupposti dell'associazione. Violenza e minacce, vorrei sottolineare quanto ha detto Marotta su Amauri che ha sottolineato che non se ne parla di Amauri fuori rosa se no Marotta viene denunciato...Moggi quando dice ti mando in tribuna tutto l'anno.. quella è costrizione...per cui violenza privata nasce in quel momento e se ne guardano bene i dirigenti a dire queste frasi... (....)

CZ: Secondo me quello che è arrivato a casa e sarà incancellabile è la base su cui l'inchiesta è stata portata avanti, mi salta all'occhio il caso Turchia dove indipendentemente dalla tifoseria, nel momento in cui in Turchia si vive un momento di scandalo la federazione che fa, intanto nel dubbio esclude una squadra ma nel contempo porta avanti un'indagine. In Italia la cosa grave è questo che ha portato ad animi vogliosi di vendette e rivincite, perchè tu ti sei messo in casa e hai ascoltato...? Questo è un lavoro che doveva fare la Federazione, io di questo rimango basito

NP: Qui si parla di giustizia e di penale e anche quelli che vanno in televisione a dire.. sono balle, la giustizia sportiva si basa su quella penale e la giustizia sportiva prende atto da quella penale dove nella fase preliminare vale tutto e il contrario di tutto (...)l'accusa fino a quando non si chiude il giudizio ha il 95% delle pagine dei giornali e la difesa purtroppo può parlare solo a procedimento iniziato, la cosa più importante è la giustizia sportiva deve essere riformata perchè succede ancora che le informative dei carabinieri risultano false,(...) allora tu non puoi condannere una squadra o un dirigente, Moggi viene radiato anche per quello. Uno al telefono può dire quello che vuole. Uno dice una cosa perchè glielo permette la legge.(...). Perchè quando incontri Abete non gli chiede se nel caso in cui ci fosse l'assoluzione di Napoli sarebbe pronto a tornare indietro e rimangiarsi tutto. I giornalisti che incontrano Abete non hanno il coraggio di chiedergli queste cose.

CZ: Qui sfondi una porta aperta, il teorema Zuliani, se tu non hai davanti una persona tu spari davanti le peggiori cattiverie, quando ce l'hai li non fai domande sei ossequioso nel silenzio e non dici nulla.

Sempre Penta fa una precisazione importante sulle parole di Narducci alla Gazzetta

NP: Tanto per incominciare le telefonate a cui fa riferimento Narducci, è troppo facile dire che non erano penalmente rilevanti, dovrebbe intanto rispondere a Beatrice che ad un'intervista ha detto che loro non avevano mai ascoltato le telefonate degli altri dirigenti per cui a loro non sono mai arrivate, Narducci è indifendibile quello che vuol difendere, nel famoso piaccia o non piaccia sostenne che c'erano solo quelle persone Moggi, Giraudo, Foti, Lotito e i due Della Valle, sostiene che non c'è una telefonata con altro dirigente. E' troppo facile ora dire che non erano rilevanti, ora uno dei due mente.

CZ: Quando un pm dice piaccia o non piaccia non ci siano altre telefonate io penso che lo dica perchè non lo sa, se no sarebbe scandaloso

NP: Lui specifica e dice che sono, balle smentite dai fatti, e te lo spiega e dice che nelle migliaia di intercettazioni ci sono solo quelle persone che parlano e non è così, ci sono le prove che dimostrano che le hanno dichiarate rilevante e probabilmente c'è stata un cernita. Sulle schede svizzere, sono schede normali, non riservate, (...) l'ultimo a staccare la scheda svizzera è Ambrosino a giugno 2006 e loro hanno avuto un anno e mezzo di tempo per intercettare le schede svizzere. Voi siete a conoscenza di Lavitola che dice di non essere intercettato perchè dice di avere una scheda panamense, che era intercettabile. Tutte erano intercettabile, è una balla.Ora, chi mi dice, che queste schede sono state intercettate e che non è venuto fuori nulla di rilevante? (...) in Palermo Juventus ci sono 7 contatti Moggi-De Santis. Il giorno prima della partita la Jvuentus perde per colpa di De Santis, a cosa servivano questi contatti? Oggi a Milano c'è un processo Telecom, i maggiori intercettati sono Moggi e De Santis, la Juventus è parte lesa insieme alla Federcalcio, De Santis, Palanca e Gabriele è stato intercettato dalla Telecom. De Santis è stato pedinato da 6 persone al giorno per un anno, costo 65,000 euro con fattura intestata alla Pirelli, queste sono le cose importanti, la security Telecom pagata da Pirelli, per quale motivo e perchè? Ad un certo punto il signor Moggi, e ciò risulta dalle intercettazioni, aveva degli amici che gli hanno detto che loro avevano intercettato e parliamo del 2003 ed erano intercettati dalla Telecom, quando Moggi parlava di spionaggio industriale, diceva che gli obiettivi erano queste società (...) Ecco perchè venne quest'idea di utilizzare queste schede, questi sono forti su Telecom... ma questo non è vero perchè si utilizzano ponti Telecom e anche con schede straniere chi comanda e ricordiamo che Tavaroli era capo del Cnag centro di controllo di intercettazioni per le procure delle repubbliche e poteva intercettare chiunque e poteva intercettare le procure che intercettavano chiunque e queste cose le ho lette negli atti del processo telecom e non me le invento io. Se non leggi gli atti non puoi capire dello spionaggio industriale di cui Moggi ha sempre parlato.

CZ Quando uno è coinvolto si immerge a 360 gradi per anni in tutto si informa, capisce cose e impazzisce di fronte a cosa succede, per l'utente medio, tutto questo non esiste....(...) Nicola dice una cosa nuova, siccome abbiamo assodato che erano intercettabili per un anno e mezzo, se le hanno intercettate e non han detto niente, chissà cosa non si dicevano

NP: Vi dico anche un'altra cosa, io lo so che si dicevano, il problema è che non possiamo anticipare, però nelle schede svizzere attribuite ad altri personaggi non arbitri ma alti dirigenti, ritenute riservate ma impropriamente, queste schede servivano a ben altro, ma non da parte di Moggi ma di altri che utilizzavano le schede per fatti loro, ma non voglio dire di più...

CZ; Attendo il 27 settembre, ma sarebbe stato meglio il 29...

NP: Queste schede, attribuite anche con uno studio che sa poco, in base alla residenza, in quel momento in Italia c'erano 250,000 schede e anche l'attribuzione della scheda svizzera è qualcosa di allucinante, la cosa che mi fa impazzire è il contesto, nel contesto della situazione vai a indicare la situazione in cui avrebbe un vantaggio la Juventus con i contatti svizzeri ( a meno che vai a dire che Moggi volesse far perdere la Juventus), con questo capo di imputazione ...nel giorno di Roma-Juventus con Racalbuto che viene contestata per danni e torti (poi in parità), poi la sera c'è Bertini che dovrebbe far perdere il Milan, ma Bertini che venne contestato dall'Atalanta e dovrebbe espellere Nesta, l'arbitro da tre minuti di recupero.

fonte:; Tuttojuve

domenica 14 agosto 2011

post-2006, nuovo campinato paradiso!!!


     GLI ARTICOLI DI GLMDJ

Ce l’avevano promesso: “Senza Moggi e Giraudo, sarà un mondo migliore”. Di tanto in tanto, giornalisti e addetti ai lavori l’hanno confermato: “Dopo avere ripulito il calcio, finalmente tutto è più credibile”. E addirittura abbiamo sentito tanti sportivi affermare: “Adesso possono vincere tutti”. Dimenticando di terminare la frase: possono vincere tutti… purché giochino in una squadra milanese, preferibilmente a strisce nerazzurre.
Insomma, in questo lustro hanno provato in ogni modo a farci sorbire la minestra del “mondo perfetto” post-farsopolaro. 

Ma poi capita che un sorteggio non vada come si sperava e subito i nostri eroi devono rimangiarsi la parola. Stavolta è toccato a De Laurentiis, che si aspettava per il suo Napoli un trattamento di favore, in vista di quella Champions League tanto desiderata e che finalmente i partenopei potranno disputare. Ma il sorteggio, a sentire lui, non gli è stato favorevole e così ha sbroccato: «Siete delle m…, voglio tornare a fare cinema». Non contento, ha rincarato la dose: «Giochiamo in Europa e non siamo tutelati. Mi vergogno di essere italiano, penso di cambiare paese e cittadinanza». Il metodo è sempre il solito, già testato con successo dai vari Moratti e Zamparini: si pretendono favoritismi e, se non arrivano immediatamente, si minaccia un’uscita di scena che (purtroppo) mai verrà messa in atto, con la speranza di ottenere in futuro qualche beneficio. 

Il punto fondamentale è però un altro: non erano proprio De Laurentiis ed amici a sostenere la bellezza e la genuinità di questi idilliaci campionati post-farsopoli? E invece, guarda un po’, a piagnucolare sono sempre gli stessi.
Certo che viviamo in un mondo strano. Anziché lagnarsi nel caso in cui si venga sfavoriti, sono sempre più quelli che se la prendono se non vengono smaccatamente aiutati. E la cosa più triste è che nessuno si meraviglia. Evidentemente, la scuola interista ha fatto proseliti.

A proposito di Inter: fa un certo effetto leggere le previsioni astrologiche di alcuni amici juventini, pronti a scommettere che l’ultima di campionato sarebbe stata Lazio-Inter. C’è da chiedersi cosa avrebbero detto gli inquirenti se una coincidenza tanto “strana” fosse capitata alla Juve delle stagioni pre-farsopoli.
Ma ormai la lezione l’abbiamo capita: certe cose, se capitano alla Juve, provano senz’ombra di dubbio la corruzione dilagante. Se capitano ad altri, dimostrano solo la malafede di chi osa mettere in dubbio l’onestà del sistema. 

martedì 26 luglio 2011

piano piano la verità viene a galla: presidente non ci deludere, siamo tutti con te!

     GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di M. BARBATO del 26/07/2011 7.56.31
Calciopoli: cinque anni di Vergogna
Sono passati 5 anni da quando il Prof. Sandulli, presidente della Corte Federale della FIGC, emise la sentenza sullo scandalo denominato “calciopoli”, che mandò la Juventus in serie B con penalizzazione.
Luciano Moggi e Antonio Giraudo vennero squalificati per 5 anni con proposta di radiazione.
La reazione juventina al verdetto venne affidata al Presidente Cobolli Gigli, che disse: ”La Juve ricorrerà in tutte le sedi possibili... Sentenza non equilibrata: prima camera conciliatoria, poi il TAR “.
A distanza di cinque anni sappiamo perfettamente come stanno le cose per quanto concerne la Juventus: Moggi e Giraudo risultano radiati, e sappiamo come; il ricorso al TAR è stato ritirato immediatamente; a distanza di quasi quattro anni dalla sentenza la Juventus ha presentato un esposto in cui si chiedeva parità di trattamento e la revoca dello scudetto. Dell’aspetto sportivo un vero tifoso juventino non riesce a parlare.
La risposta della FIGC all’unica azione intrapresa ufficialmente dalla Juventus, nell’aprile del 2010, è stata: illecito prescritto per l’Inter, e refurtiva ancora nella sede della SARAS.
A Napoli si combatte, Moggi e gli imputati combattono.

Solamente chi è in malafede, e purtroppo sono in tanti, può oggi ritenere che quanto è stato architettato per distruggere la più gloriosa società calcistica italiana sia frutto di giustizia e onestà.
Quello che è stato fatto cinque anni fa è vergognoso. Quello che si è fatto nei cinque anni successivi, e ancora oggi si cerca di fare, è addirittura disgustoso!!!

Basta con l’omertà, basta con lo scaricabarile, basta con gli esposti, con i comunicati e le note ufficiali che vengono disattesi con una sfacciataggine ed una disonestà che non è degna di un paese civile.
Basta con le attese!

A noi non interessa più sapere come sia nata l’indagine sulla Juventus (chiamiamola Juventopoli, e via le ipocrisie...) perché sappiamo perfettamente come è nata.
A noi non interessa sapere perché la Procura di Napoli abbia agito in una univoca direzione e perché abbia occultato le intercettazioni di Inter e altre. Ci è bastata una lettera “di pressioni” del Procuratore Capo per capirlo.
A noi non interessa sapere come mai sia stato chiamato come commissario straordinario Guido Rossi, e perché in quel periodo di commissariamento siano stati messi nuovi uomini, molti dei quali con un’unica matrice ben precisa, azzerando le precedenti risorse umane della FIGC. Perché basta guardare quello che è successo in quei mesi per rendersene conto.
A noi non interessa sapere come mai il SuperProcuratoreGiudicePrescrittore Palazzi abbia per anni agito in quella maniera. Basta guardare i tempi e i modi con cui ha portato avanti le sue indagini per comprenderlo.
A noi non interessa nemmeno sapere a chi fra Carabinieri, Procura di Napoli e FIGC rimarrà il cerino in mano, per appurare chi abbia nascosto a chi le intercettazioni di questa inchiesta. Sono tutti pari protagonisti della identica farsa.
A noi non interessa più nemmeno rileggere per la centesima volta quanto detto da Borrelli nella sua audizione al Senato. Sarebbe bastato che lo avesse letto almeno una volta qualcun altro, oltre a noi tifosi juventini.
A noi non interessa che la persona più equivoca e ambigua che il mondo del calcio Italiano ricordi, Massimo Moratti, sia pronto a strumentalizzare una persona che non c’è più pur di tenersi stretto uno scudetto la cui definizione migliore venne data da Giampiero Mughini, quando ancora non erano nemmeno iniziati i processi sportivi... ”Razza di villanzoni....91 punti....teste di ca....” . Se veramente Giustizia ci sarà, prima o poi ce lo verremo a riprendere noi quello scudetto.
A noi non interessa sapere come sia possibile che a guidare la FIGC ci sia una persona che sarà anche capace di stare in qualunque contesto governativo venga inserito, ma che dopo il 18 luglio solo una parola può definire: incompetente!
A noi non interessa neanche più, e questa è la nostra più grande delusione, sapere perché la squadra che noi tifavamo non si è mai difesa e ha lasciato per anni che venisse calpestata la nostra storia e i nostri trionfi; trionfi costruiti con il sudore e la classe di giocatori che solo a nominarli dovrebbero imporre la cancellazione di qualunque processo tendente a mettere in dubbio i loro successi.

Dopo cinque anni di ingiustizie fatte alla luce del sole, di violazioni di norme e leggi, commesse in una maniera tanto pacchiana quanto impunita, solo ed unicamente per cercare di portare a termine un piano prestabilito e organizzato, noi siamo stanchi.
Siamo stanchi di vedere che la verità esce ogni giorno che si parla di questa storia, da qualunque fatto nuovo la riguardi.
Siamo stanchi di vedere che non c’è una sola persona che abbia la voglia di fermare questa miserabile farsa che vede colpevoli tutti, nessuno escluso, tranne noi tifosi.

Presto partiranno nuove false inchieste e commissioni parlamentari per appurare quelle responsabilità che sono da anni sotto gli occhi di tutti.
E non ci meraviglieremo se qualche prescrizione salverà qualche testa. Né ci meraviglieremo se, una volta mandato a casa, troveremo Abete a capo di qualche altra Federazione sportiva. Narducci e Auricchio, per loro fortuna, si sono già sistemati.

Andrea Agnelli, qualora il tuo intento sia veramente quello di riavere giustizia, sappi che il tempo delle minacce velate e poco chiare è passato da un pezzo; che a noi tifosi juventini vedere che persino l’Arezzo Calcio fa quello che voi avreste dovuto fare da tempo fa male; che vedere la Fiorentina chiedere ufficialmente chiarezza fa male; che vedere Diego Della Valle rivolgersi in quel modo a Moratti crea quasi invidia; che vedere addirittura Galliani fare delle domande fa male; che sentire Lotito non ricorrere neanche ad una citazione latina per dire quanto sia stato tutto falsato fa rabbia.
E il fatto che tutti adesso comincino a tirare la testa fuori dal sacco dove si erano tenuti nascosti per anni è la nostra....anzi la vostra più grande umiliazione.
E ricorda, infine, che con certe persone non deve esistere un solo tavolo di conciliazione, o anche solo di colloquio, che non sia lo scranno di un Tribunale.
Se veramente lo vuoi, fallo. Fallo adesso, fallo per il nome che porti e fallo per la Juventus.

Per quello che è successo fino ad oggi, abbiamo visto che solo una persona, oltre a noi, si è dimostrata disposta a tutto pur di avere giustizia. È solo grazie a Luciano Moggi se la verità è venuta fuori.
L’unica persona coinvolta in questa ignobile storia che ha dimostrato di avere quel coraggio e quella feroce determinazione che per quasi novant’anni la squadra degli Agnelli aveva dimostrato ovunque nel mondo.
Della squadra di calcio che vinceva tutto, che non si arrendeva mai e perdeva solo dopo aver combattuto fino alla fine ci avete lasciato i ricordi.

Ieri era il 25 luglio 2011, sono scaduti i cinque anni dalla sentenza della Corte Federale. Noi di GLMDJ abbiamo fatto quello che chi ama la Juventus deve fare. Lo ha fatto anche Luciano Moggi, ovviamente.

A difendere quei colori siamo rimasti noi, tifosi veri..persone per bene.

un solo coro, una sola voce, uniamoci anche noi con loro: GiùLeManiDallaJuve.

GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di P. CICCONOFRI del 25/07/2011 15.54.21
Calciopoli: compromesso o giustizia?
Il processo di Napoli ha chiuso i battenti per la pausa estiva: a settembre inizierà la fase conclusiva con le ultime arringhe delle difese e l’attesa sentenza di primo grado che dovrebbe arrivare entro la fine di ottobre.
Le reazioni alle innumerevoli rivelazioni portate alla luce dalla difesa degli imputati del processo napoletano, stanno facendo sentire il loro rumore attraverso voci eccellenti come i Della Valle e Galliani. 
Stupito ed infastidito da queste circostanze è solo Moratti che continua con le sue accuse (quasi patetiche), ed incapace, come solito, di compiere un atto di coraggio che sia qualcosa di diverso dal coprirsi dietro alla prescrizione o di prestare l’immagine dei campioni interisti per rinfocolare un sano sentimento anti-juventino, distogliendo l’attenzione da una situazione imbarazzante, che la tifoseria nerazzurra non esita a far proprio. Speriamo soltanto che questo ostentare onestà non si traduca inviolenza tra tifosi…

In questa bagarre è la posizione della FIGC ad essere assurda. Incapace e incompetente di far fronte alla richiesta di parità di trattamento avanzata dalla Juventus, si trova ora a sponsorizzare un “tavolo” della pace che non si è capito bene a cosa dovrebbe servire. Spaventano le possibili richieste di risarcimento danni, spaventano le possibili azioni legali, ma si continua a non prendere posizione anche risultano ridicoli e asserviti. Pensano veramente di avere ancora un minimo di credibilità dopo quanto avallato?

Ufficialmente il superprocuratore Palazzi ha dichiarato prescritti gli illeciti interisti e quelli delle altre società coinvolte nella sua inchiesta ed ufficialmente la FIGC non ha preso nessuna decisione sulla revoca dello scudetto di cartone coprendosi dietro quel famoso ed atteso parere legale.
In questi giorni abbiamo letto come alcuni giuristi mettano in dubbio non solo i termini di prescrizione, ma anche il fatto che la stessa sia stata sancita da Palazzi che forse doveva limitarsi al solo deferimento lasciando poi la decisione delle eventuale prescrizione all’organo competente.
Dubbia è anche la posizione assunta dallo stesso Abete, che per statuto, poteva (doveva) prendere una decisione direttamente. Che l’assunzione di responsabilità non sia una prerogativa del presidente della FIGC lo abbiamo visto anche nel caso radiazioni, dove ha ben pensato di istituire un procedimento ad-hoc per evitare ancora una volta di prendere una decisione scomoda …

La situazione che si è creata è ancora più assurda di quella che ci trasciniamo dal 2006.

L’iter sulle radiazioni è irreale; basta pensare che Palazzi pretende di giudicare sulla base degli elementi del 2006, pur in presenza di prove che ne minano la credibilità. Come si può dare credito a questo nuovo iter e ritenerlo uno strumento di garanzia per gli imputati?

Guido Rossi, dopo 4 anni da calciopoli, per difendere la sua posizione, scrive una lettera alla FIGC in cui dichiara di non avere avuto nessuna informazione su «tesserati diversi da quelli oggetti di deferimento» del 2006. E’ veramente sufficiente una lettera per giustificare il papocchio che ha combinato?

Il Consiglio Federale si dichiara incompetente a decidere, ma i suoi membri rilasciano dichiarazioni alla stampa mostrando chiaramente la loro posizione antijuventina (alla faccia dell’essere super partes!). Fino a quando sarà tollerato questo sistema anti-sportivo?

Senza considerare che per dichiararsi “incompetenti” è stato necessario attendere 14 mesi facendo chiaramente trapelare che forse, le posizioni si sono aggiustate in base alle esigenze del momento. Chissà, magari qualcuno intuendo la revoca del cartone, avrà puntato i piedi spaventando il presidente della FIGC…

Più che cercare chiarezza si cerca solo un compromesso. Tutto questo ostentare una chiusura condivisa di calciopoli al di fuori della legge, anziché cercare giustizia nei modi e con i metodi che rappresenterebbero una garanzia per tutti, mette in luce i limiti stessi delle strutture federali e della giustizia sportiva.

Il commissariamento della FIGC, in un momento come questo, non solo è auspicabile ma necessario: hanno fallito, non hanno fatto giustizia e il calcio italiano è completamente decaduto.
Cosa sta aspettando il Coni? Forse un accordo che tolga le castagne dal fuoco?

L’unica cosa da fare, oltre alle chiacchiere che minano anche la serenità dei tifosi più pacifici, è quella di un atto di giustizia che faccia chiarezza senza compromessi di sorta. Non serve un tavolo della pace, chi deve chiarire deve essere chiamato a farlo davanti alla legge e senza invito formale, ma con una citazione di comparizione. Basta con questo elargire privilegi sempre allo stesso beneficiario...

La Juventus, rimasta in silenzio dal comunicato stampa con cui annunciava azioni legali, rischia oltre il danno la beffa, perché questo invito sembra diretto a voler coinvolgere proprio la società torinese; un po’ come chiederle - nuovamente - di accettare, per il bene del calcio, questa assurda realtà.

Si stanno forse accordando (ancora una volta ) tra di loro, mettendo sulla bilancia chissà quale compromesso, pregiudicando ancora una volta, la necessità di avere giustizia?

lunedì 25 luglio 2011

Che gusto avrà il nuovo provolone "Auricchio"?

7 domande per Auricchio


1) Per caso c'è stato qualche "ispiratore" e/o "suggeritore" dietro le quinte dell'indagine?
2) Perché Lei, che prima del ritrovamento delle telefonate "sommerse" affermava che intercettavano chi "emergeva" nelle intercettazioni, non segue il metodo dichiarato quando "emerge" la madre di tutte le griglie, la telefonata del 26 novembre tra Facchetti e Mazzei?
3) Perché Lei chiede di intercettare Pairetto dopo una telefonata che lui stesso definisce "normale" nei contenuti e fa una scelta diversa quando sente certe telefonate scartate? Perché non trova "allarmante" che il designatore Bergamo venga invitato ad andare fino a Milano a ritirare un "regalino" in un luogo non pubblico?
4) Perché Arcangioli firma solo la prima informativa e non la seconda e la terza sul Milan?
5) Perché un indagato presente in diverse intercettazioni viene interrogato più voltesolo come persona informata sui fatti?
6) Perché non si trovano diversi files audio di telefonate registrate sui brogliacci, come nel caso, riferito da Prioreschi, della telefonata con progressivo 24178 del 2 febbraio 2005 tra Pairetto ed un numero intestato all'Inter, da noi schermato, che Nucini, nel suo verbale del 1 dicembre 2010, ha rivelato essere un numero che Facchetti gli diede quando diventò presidente dell'Inter?
7) Davvero non è stato intercettato in ambientale l'incontro di Bagni a Ripoli tra i Della Valle e Bergamo, dubbio sollevato dall'avvocato Furgiuele?

giovedì 14 luglio 2011

A difesa di una FEDE bianconera!!!

Finalmente, anche Palazzi è stato costretto a smascherare i cartonati. La relazione del Procuratore è stata giudicata molto dura, da chi non ha voluto seguire gli eventi del processo di Napoli; tuttavia, la stessa relazione manca ancora di qualche passaggio fondamentale. Come ad esempio la parte conclusiva della telefonata del 25/11/2004 tra Mazzei e il presidente dell’inter, in cui si sente quest’ultimo suggerire come “taroccare” una griglia arbitrale. E non c’è dubbio che un simile dialogo avrebbe ancora di più aggravato la posizione dell’inter.

Tutti quelli che considerano l’onesta intellettuale un inutile accessorio, hanno mostrato, nell’occasione, imbarazzo e finto stupore, come se le telefonate non fossero note da oltre un anno. E hanno posto l’ipocrita domanda sul perché e come, queste telefonate fossero scomparse. Domanda che offende prima loro e poi quelli che hanno il coraggio di ascoltarli o leggerli.

Noi di “Organizziamoci!” vogliamo però, soddisfare la loro “ingenua” curiosità. E lo facciamo riproponendo fatti (non opinioni) che danno soddisfazione ai loro perché. Inoltre lo facciamo continuando nell’opera di denuncia pubblica della circostanza più vergognosa: per quanto si trattasse di fatti ben noti a tutti, i media hanno deciso comunque di ignorarli.

Il 16 maggio 2006, Guido Rossi, uomo dei poteri forti ma quel che più conta ex dirigente dell’inter, fu nominato commissario della FIGC. E la sua investitura fu salutata dalla gazzetta dello sport con un eloquente titolo: AL POTERE UN VERO TIFOSO INTERISTA CHE EVITA IL CAFFÈ AL BAR BIANCONERO.

Tra i primi atti del nuovo commissario vi fu la nomina a suo vice e sub commissario dì Paolo Nicoletti. Al riguardo vi fu un’interrogazione al Ministro dello Sport da parte della Senatrice Maria Burani Procaccini, per i rapporti tra il Nicoletti e la Saras di proprietà della famiglia Moratti. E’ forse superfluo dire che non vi fu alcuna risposta.

Nel frattempo a capo dell’ufficio indagini veniva ciamato Francesco Saverio Borrelli. Come suo vice fu scelto un altro fedelissimo: Marco Stefanini ex capo dell’ufficio legale dello Spezia Calcio (proprietà Moratti) all’epoca della presidenza di Ernesto Paolillo( diventato proprio nel 2006 Direttore generale dell’inter). Altro stretto collaboratore di Borrelli fu Federico D’Andrea, passato, dopo calciopoli alla Telecom con Guido Rossi ,quando questi lasciò la Figc.

La sola composizione di una “squadra di valenti professionisti”, così nettamente orientati, è sufficiente a chiarire il motivo per cui le telefonate dell’inter furono occultate. E Borrelli rappresentava la classica foglia di fico dietro cui nascondere le vergogne. Vediamo, quindi, in che maniera spudorata fu realizzata la “pulizia etnica” applicata al calcio.

Il 18 maggio 2006, una settimana prima che Borrelli si recasse a Napoli, la Procura partenopea ricevette la visita di Rossi e Nicoletti. Tale incontro fu commentato pubblicamente da Lepore, Procuratore capo napoletano (lo stesso che avrebbe, poi, pressioni sulla Casoria per farla rinunciare), con la seguente dichiarazione: “nell’incontro tra i magistrati che conducono l’inchiesta sul calcio italiano e, il commissario della Figc, Guido Rossi, si sono stabilite, fra l’altro, le modalità di trasmissione, nel rispetto delle previsioni di legge, di copie degli atti d’indagine relativi a tesserati della Federcalcio e rilevanti ai fini della giustizia sportiva”. Pertanto, le telefonate “importanti”ai fini delle indagini sportive, già “opportunamente” scremate da Auricchio e la sua “magnifica” squadra, furono in concreto, selezionate da Rossi, Nicoletti e i PM che avevano tutto l’interesse di isolare la posizione di Moggi, unico oggetto della loro indagine.

Ecco come sono state, occultatele le telefonate dei “prescritti”!

Proseguiamo comunque nell’elencazione dei fatti al fine di fugare i dubbi anche ai più scettici.

Dunque, il 26 maggio 2006 Borrelli si reca a Napoli solo per ritirare la torta confezionata una settimana prima da Rossi, Nicoletti e i PM.

Borrelli però, si rende conto che qualcosa non va e pur reggendo il gioco di chi l’aveva nominato (cosa, che non gli fa certo onore) non può esimersi dal concludere la sua frettolosa inchiesta con un eloquente avvertimento: “Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire, la vastità del contesto, l’unicità di questo che è il più grande scandalo del calcio, il numero davvero ampio di società e di soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emergono e che viepiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l’opera d’individuazione delle responsabilità”.

Il Magistrato comunque non si ferma alla sola frase della sua relazione. Infatti, durante un’audizione innanzi alla 2° Commissione di Giustizia del Senato, tenuta il 14 settembre 2006, ad una domanda specifica sul comportamento della Procura di Napoli, Borrelli dichiara testualmente: Non sono in grado di dare molte spiegazioni. Certo, non

possiamo fare a meno di constatare che a Napoli e` successo qualcosa di strano, e dire strano e` dire poco.

Aggiungendo poco dopo: C’e` stata forse una fase, che ha preceduto la mia gita a Napoli, un po’ fluida di contatti tra il vice commissario Nicoletti e la procura di Napoli.

Chiusi i processi sportivi, sono occorsi oltre tre anni per dare inizio al processo penale dove Moggi e altri, devono rispondere di accuse gravissime. Il procedimento osteggiato in tutti i modi dalla Procura napoletana, ha registrato, caso unico nella giustizia italiana, ben tre richieste di ricusazione del giudice(tutte respinte) . Durante il dibattimento abbiamo assistito a udienze ridicole e paradossali nel loro insieme, perché i migliori testi della difesa sono stati quelli dell’accusa. Abbiamo ascoltato Auricchio che, incalzato dalle difese, a proposito delle telefonate “scomparse”, e fatte riemergere grazie a Moggi, ha dovuto ammettere che qualcosa era, forse, “ sfuggito”. Contemporaneamente , Narducci durante un’udienza del processo con rito abbreviato chiesto improvvidamente da Giraudo pronunciava la famosa frase:” piaccia o non piaccia non vi sono telefonate dell’inter”. Inoltre, abbiamo anche dovuto sopportare, il 27 maggio 2010, quella che gli stessi media, loro amici, hanno definito “comparsata pubblica poco opportuna” e che, nel corso di una presentazione di un libro ha visto protagonisti : Narducci , Auricchio, Piccioni (gazzetta) e Moratti, quando questi era ancora un teste al processo di Napoli.

Questi sono fatti e non opinioni di tifosi frustati. E noi di “Organizziamoci!” siamo sicuri che siano più che sufficienti a spiegare i perché e i come. Fatti, peraltro riproposti costantemente solo dai siti bianconeri.

La verità e una sola: si doveva distruggere la Juve a tutti i costi, e contemporaneamente favorire chi anche imbrogliando non riusciva a vincere.

A distanza di cinque anni, chi ha disatteso i doveri professionali, ignorando queste circostanze, ed ha contribuito fattivamente alla distruzione di una storia gloriosa, si permette anche di prenderci in giro ponendo delle stupide e retoriche domande.

Inoltre, anche di fronte alle evidenze denunciate da Palazzi i media, se si esclude qualche banale e blanda frase di circostanza , invece di stigmatizzare con decisione i comportamenti illeciti dell’inter, hanno preferito spostare l’attenzione sulle minacce di risarcimento danni (quali?) messe in atto da Moratti e su quelle di un’eventuale, vergognosa, marcia di protesta dei tifosi prescritti per difendere il furto di uno scudetto mai vinto.

Tutto ciò mentre assistiamo ad un indecente balletto sulle responsabilità, tra Procura, inquirenti e FIGC. In ogni caso non temiamo di essere smentiti se affermiamo con forza che: Non è certo la Juventus ad essersi avvalsa reiteratamente della prescrizione in sede sportiva. Anche grazie ad un clima compiacente e utilizzando la ciambella di salvataggio prontamente lanciata da gran parte della stampa e da alcuni rappresentanti delle istituzioni calcistiche, come sta capitando anche in occasione della revoca dello scudetto di cartone (vero Tavecchio?)“

La misura oramai è colma e noi di “Organizziamoci!”, abbiamo una sola parola per definire tutto questo:

VERGOGNA!

Noi juventini non siamo più disposti a subire e farci prendere per i fondelli.

A partire dalla revoca dello scudetto di “cartone”vogliamo: GIUSTIZIA!

Lo sappiano questi signori, FIGC in testa, la quale non trova di meglio che radiare Moggi.Come se il tempo fosse fermo al 2006.

Alla luce di tutto questo, “Organizziamoci” chiede anche allo Juventus club parlamento di dimostrare con i fatti l’attaccamento ai colori bianconeri, facendosi promotore presso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Ai comportamenti palesemente disonesti, non si può certo rispondere con il fioretto.

Fonte: www.ladivinajuventus.com 

Finalmente, anche Palazzi è stato costretto a smascherare i cartonati. La relazione del Procuratore è stata giudicata molto dura, da chi non ha voluto seguire gli eventi del processo di Napoli; tuttavia, la stessa relazione manca ancora di qualche passaggio fondamentale. Come ad esempio la parte conclusiva della telefonata del 25/11/2004 tra Mazzei e il presidente dell’inter, in cui si sente quest’ultimo suggerire come “taroccare” una griglia arbitrale. E non c’è dubbio che un simile dialogo avrebbe ancora di più aggravato la posizione dell’inter.

Tutti quelli che considerano l’onesta intellettuale un inutile accessorio, hanno mostrato, nell’occasione, imbarazzo e finto stupore, come se le telefonate non fossero note da oltre un anno. E hanno posto l’ipocrita domanda sul perché e come, queste telefonate fossero scomparse. Domanda che offende prima loro e poi quelli che hanno il coraggio di ascoltarli o leggerli.

Noi di “Organizziamoci!” vogliamo però, soddisfare la loro “ingenua” curiosità. E lo facciamo riproponendo fatti (non opinioni) che danno soddisfazione ai loro perché. Inoltre lo facciamo continuando nell’opera di denuncia pubblica della circostanza più vergognosa: per quanto si trattasse di fatti ben noti a tutti, i media hanno deciso comunque di ignorarli.

Il 16 maggio 2006, Guido Rossi, uomo dei poteri forti ma quel che più conta ex dirigente dell’inter, fu nominato commissario della FIGC. E la sua investitura fu salutata dalla gazzetta dello sport con un eloquente titolo: AL POTERE UN VERO TIFOSO INTERISTA CHE EVITA IL CAFFÈ AL BAR BIANCONERO.

Tra i primi atti del nuovo commissario vi fu la nomina a suo vice e sub commissario dì Paolo Nicoletti. Al riguardo vi fu un’interrogazione al Ministro dello Sport da parte della Senatrice Maria Burani Procaccini, per i rapporti tra il Nicoletti e la Saras di proprietà della famiglia Moratti. E’ forse superfluo dire che non vi fu alcuna risposta.

Nel frattempo a capo dell’ufficio indagini veniva ciamato Francesco Saverio Borrelli. Come suo vice fu scelto un altro fedelissimo: Marco Stefanini ex capo dell’ufficio legale dello Spezia Calcio (proprietà Moratti) all’epoca della presidenza di Ernesto Paolillo( diventato proprio nel 2006 Direttore generale dell’inter). Altro stretto collaboratore di Borrelli fu Federico D’Andrea, passato, dopo calciopoli alla Telecom con Guido Rossi ,quando questi lasciò la Figc.

La sola composizione di una “squadra di valenti professionisti”, così nettamente orientati, è sufficiente a chiarire il motivo per cui le telefonate dell’inter furono occultate. E Borrelli rappresentava la classica foglia di fico dietro cui nascondere le vergogne. Vediamo, quindi, in che maniera spudorata fu realizzata la “pulizia etnica” applicata al calcio.

Il 18 maggio 2006, una settimana prima che Borrelli si recasse a Napoli, la Procura partenopea ricevette la visita di Rossi e Nicoletti. Tale incontro fu commentato pubblicamente da Lepore, Procuratore capo napoletano (lo stesso che avrebbe, poi, pressioni sulla Casoria per farla rinunciare), con la seguente dichiarazione: “nell’incontro tra i magistrati che conducono l’inchiesta sul calcio italiano e, il commissario della Figc, Guido Rossi, si sono stabilite, fra l’altro, le modalità di trasmissione, nel rispetto delle previsioni di legge, di copie degli atti d’indagine relativi a tesserati della Federcalcio e rilevanti ai fini della giustizia sportiva”. Pertanto, le telefonate “importanti”ai fini delle indagini sportive, già “opportunamente” scremate da Auricchio e la sua “magnifica” squadra, furono in concreto, selezionate da Rossi, Nicoletti e i PM che avevano tutto l’interesse di isolare la posizione di Moggi, unico oggetto della loro indagine.

Ecco come sono state, occultatele le telefonate dei “prescritti”!

Proseguiamo comunque nell’elencazione dei fatti al fine di fugare i dubbi anche ai più scettici.

Dunque, il 26 maggio 2006 Borrelli si reca a Napoli solo per ritirare la torta confezionata una settimana prima da Rossi, Nicoletti e i PM.

Borrelli però, si rende conto che qualcosa non va e pur reggendo il gioco di chi l’aveva nominato (cosa, che non gli fa certo onore) non può esimersi dal concludere la sua frettolosa inchiesta con un eloquente avvertimento: “Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire, la vastità del contesto, l’unicità di questo che è il più grande scandalo del calcio, il numero davvero ampio di società e di soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emergono e che viepiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l’opera d’individuazione delle responsabilità”.

Il Magistrato comunque non si ferma alla sola frase della sua relazione. Infatti, durante un’audizione innanzi alla 2° Commissione di Giustizia del Senato, tenuta il 14 settembre 2006, ad una domanda specifica sul comportamento della Procura di Napoli, Borrelli dichiara testualmente: Non sono in grado di dare molte spiegazioni. Certo, non

possiamo fare a meno di constatare che a Napoli e` successo qualcosa di strano, e dire strano e` dire poco.

Aggiungendo poco dopo: C’e` stata forse una fase, che ha preceduto la mia gita a Napoli, un po’ fluida di contatti tra il vice commissario Nicoletti e la procura di Napoli.

Chiusi i processi sportivi, sono occorsi oltre tre anni per dare inizio al processo penale dove Moggi e altri, devono rispondere di accuse gravissime. Il procedimento osteggiato in tutti i modi dalla Procura napoletana, ha registrato, caso unico nella giustizia italiana, ben tre richieste di ricusazione del giudice(tutte respinte) . Durante il dibattimento abbiamo assistito a udienze ridicole e paradossali nel loro insieme, perché i migliori testi della difesa sono stati quelli dell’accusa. Abbiamo ascoltato Auricchio che, incalzato dalle difese, a proposito delle telefonate “scomparse”, e fatte riemergere grazie a Moggi, ha dovuto ammettere che qualcosa era, forse, “ sfuggito”. Contemporaneamente , Narducci durante un’udienza del processo con rito abbreviato chiesto improvvidamente da Giraudo pronunciava la famosa frase:” piaccia o non piaccia non vi sono telefonate dell’inter”. Inoltre, abbiamo anche dovuto sopportare, il 27 maggio 2010, quella che gli stessi media, loro amici, hanno definito “comparsata pubblica poco opportuna” e che, nel corso di una presentazione di un libro ha visto protagonisti : Narducci , Auricchio, Piccioni (gazzetta) e Moratti, quando questi era ancora un teste al processo di Napoli.

Questi sono fatti e non opinioni di tifosi frustati. E noi di “Organizziamoci!” siamo sicuri che siano più che sufficienti a spiegare i perché e i come. Fatti, peraltro riproposti costantemente solo dai siti bianconeri.

La verità e una sola: si doveva distruggere la Juve a tutti i costi, e contemporaneamente favorire chi anche imbrogliando non riusciva a vincere.

A distanza di cinque anni, chi ha disatteso i doveri professionali, ignorando queste circostanze, ed ha contribuito fattivamente alla distruzione di una storia gloriosa, si permette anche di prenderci in giro ponendo delle stupide e retoriche domande.

Inoltre, anche di fronte alle evidenze denunciate da Palazzi i media, se si esclude qualche banale e blanda frase di circostanza , invece di stigmatizzare con decisione i comportamenti illeciti dell’inter, hanno preferito spostare l’attenzione sulle minacce di risarcimento danni (quali?) messe in atto da Moratti e su quelle di un’eventuale, vergognosa, marcia di protesta dei tifosi prescritti per difendere il furto di uno scudetto mai vinto.

Tutto ciò mentre assistiamo ad un indecente balletto sulle responsabilità, tra Procura, inquirenti e FIGC. In ogni caso non temiamo di essere smentiti se affermiamo con forza che: Non è certo la Juventus ad essersi avvalsa reiteratamente della prescrizione in sede sportiva. Anche grazie ad un clima compiacente e utilizzando la ciambella di salvataggio prontamente lanciata da gran parte della stampa e da alcuni rappresentanti delle istituzioni calcistiche, come sta capitando anche in occasione della revoca dello scudetto di cartone (vero Tavecchio?)“

La misura oramai è colma e noi di “Organizziamoci!”, abbiamo una sola parola per definire tutto questo:

VERGOGNA!

Noi juventini non siamo più disposti a subire e farci prendere per i fondelli.

A partire dalla revoca dello scudetto di “cartone”vogliamo: GIUSTIZIA!

Lo sappiano questi signori, FIGC in testa, la quale non trova di meglio che radiare Moggi.Come se il tempo fosse fermo al 2006.

Alla luce di tutto questo, “Organizziamoci” chiede anche allo Juventus club parlamento di dimostrare con i fatti l’attaccamento ai colori bianconeri, facendosi promotore presso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Ai comportamenti palesemente disonesti, non si può certo rispondere con il fioretto.

Fonte: www.ladivinajuventus.com

mercoledì 15 giugno 2011

carlo nesti urla: forcaioli

Lo scriverò in tutte le lingue del mondo. Moggi radiato: che immane porcata! Che squallida ingiustizia! E' stato tenuto lontano dal calcio per 5 anni (non 5 mesi), e ha scontato la sua pena dopo un processo, semplicemente, "indiziario", e cioè non basato su "prove". Oltretutto, ha pagato per un processo incompleto, privo delle intercettazioni telefoniche emerse a carico dell'Inter. E' evidente che Moggi fa ancora paura. Tanta paura. E fa paura per la sua grande competenza, che avrebbe potuto restituire alla Juventus una "testa pensante" di valore eccelso. Il calcio italiano, da adesso, mi fa più schifo: "forcaioli"!( che fa rima con ravaioli, aggiungo io)

TUTTOMERCATOWEB.COM

giovedì 9 giugno 2011

tra poco signori e signore, entrerà in scena sua maestà: la VERITA'.

tratto da "vecchiasignora.com"




Speciale Calciopoli. Il grande inganno orchestrato nel 2006 (è ora di raccontare la verità!)

Il processo penale in corso a Napoli ha avuto nell’aprile del 2010 il suo punto di svolta. L’uscita di una serie di “nuove” telefonate venute a galla grazie al lavoro delle difese, nonostante abbia dapprima ottenuto l’effetto di galvanizzare i tifosi bianconeri costretti per troppo tempo a subire la morale degli interisti, ha sì portato alcuni media (non tutti) a risvegliarsi dal sonno e riportare in prima pagina un processo che era finito nel dimenticatoio, ma ha avuto anche come effetto “collaterale” l’aver probabilmente distolto troppo l’attenzione dalle sentenze sportive del 2006, ingiuste e vergognosamente di parte, per spalancare le porte del “gossip”, alla continua ricerca di “nuove telefonate”, sempre più belle, sempre più piccanti. “L’hai sentita l’ultima di Facchetti?”. “E Moratti con Bergamo?”. “Collina-Meani l’hai sentita?”. Una “rivincita”, in un certo senso. La sconfitta dell’ipocrisia del mondo del pallone. Attenzione, però: ricordare agli amici tromboni le telefonate di “questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace” Giacinto Facchetti è cosa buona e giusta, così come lo è stato da parte della Juventus presentare un esposto alla Figc per chiedere parità di trattamento. Ora che però questa fase è terminata, sarebbe bene fare un passo indietro, tornare con la mente alle sentenze del 2006 e, una buona volta per tutte, chiedere che venga fatta finalmente giustizia. Prima ancora di chiedere punizioni per chi se l’è scampata, insomme, occorrerebbe riottenere la propria dignità. E questa passa innanzitutto da una corretta informazione, poi dalla comprensione di quanto accaduto nel 2006 e, infine, inevitabilmente (e qui verrà inevitabilmente “pesata”), dalla voglia da parte della Società Juventus di combattere per la propria storia. Di che cosa è stato ritenuto responsabile Moggi dalla Giustizia Sportiva? Iniziamo a rispolverare le sentenze sportive. E’ facilmente dimostrabile non solo come fu tutta una farsa, ma anche come già allora si avessero a disposizione gli elementi per formulare delle accuse diverse, più “giuste”. Senza ancora avere a disposizione le telefonate “di Penta”.

Il primo capo d’imputazione consisteva nella violazione di una serie di art. 1, che avevano comportato come conseguenza (come somma, potremmo sintetizzare con una battuta che però non si discosta molto dalla realtà) la violazione dell’art. 6, che erano tese ad assicurare alla Juventus un vantaggio. Basandosi sul principio che l’illecito sportivo è un reato a consumazione anticipata, a prescindere se poi questo vantaggio in classifica si sia verificato o meno, le condotte sleali contestate erano: esclusivo rapporto coi designatori, incontri riservati (le famose “cene”) coi designatori, aver interferito nelle griglie e nella nomina degli arbitri e assistenti per ottenere vantaggi per la Juve e svantaggi per gli altri, aver fatto regali ai designatori, aver intrattenuto comunicazioni telefoniche riservate, aver fatto uso distorto dei mezzi di informazione, aver minacciato in alcune telefonate di far irrogare delle sanzioni agli arbitri. Tutto questo è racchiuso nella motivazione della CAF e determina il famoso “illecito strutturato”. Scrive la CAF che i fatti sopra dimostrati erano idonei a determinare una situazione di disparità fra la Juventus e le altre squadre. Dal materiale risulta che solo, e sottolineo solo, la Juventus ha esercitato quella influenza sul settore arbitrale idonea a minarne la terzietà nei modi di cui abbiamo già detto.

Ma come si fa ad accettare un’accusa simile? Come si può ad esempio sostenere che Luciano Moggi avesse un “rapporto privilegiato” col mondo arbitrale quando è stato l’unico dirigente di calcio intercettato? (pure per logica: per fare affermazioni simili avrebbero dovuto intercettare tutti i dirigenti e solo successivamente fare una “classifica” dei più e dei meno. Se intercetti solo Moggi al primo e unico posto c’è Moggi, non c’è dubbio). Ma non è solo per deduzione logica che lo si può sostenere: l’unico altro dirigente “rivale” (di una big) intercettato (dell’Inter non hanno ascoltato nessuno e della Roma neanche, ed è anche con loro che la Juventus si giocava lo Scudetto in quegli anni..), ovvero l’addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani, in due mesi scarsi ha intrattenuto rapporti telefonici quotidiani con arbitri in attività (tra gli altri: De Santis, Morganti, Nucini, Rodomonti, Racalbuto, Collina, Messina e Paparesta: manca qualcuno?), assistenti (Copelli, Contini, Puglisi, Babini, Stagnoli e Titomanlio), designatori (Bergamo, Pairetto e Mazzei, tripletta), membri della CAN (il “canarino” Martino), dirigenti AIA (il presidente Lanese) e osservatori (Guidi e D’Addato, raccomandati a Lanese). E, capiamoci, non si tratta di telefonate “ignorate” o emerse grazie al lavoro delle difese: mi riferisco esclusivamente a quanto gli stessi inquirenti hanno compendiato nell’informativa del gennaio 2006. Era insomma tutto materiale già nelle mani del capo Ufficio Indagini Borrelli e del procuratore Palazzi, i quali avevano anche una dichiarazione nero su bianco di Bergamo che confessava di aver avuto colloqui telefonici frequenti non solo con i dirigenti bianconeri, ma con tanti altri dirigenti come Meani, Facchetti, Sacchi, Capello, ecc.. Non è stato creduto eppure, ad esempio, solamente a leggere le carte che avevano a disposizione, si poteva tranquillamente scoprire come in due distinte telefonate di Bergamo con Maria Grazia Fazi si parlasse di “recenti telefonate di Moratti” (aventi ad oggetto anche designazioni arbitrali) e persino di un invito a cena “riservato” da parte di Facchetti (accettato). Se poi si accettassero le telefonate “emerse” dall’aprile 2010 in poi, si scoprirebbe addirittura l’ovvio, ossia che a telefonare a Bergamo fossero persino i dirigenti delle neopromosse e – questa è bella – delle società che si sono costituite parte civile nel processo in corso a Napoli e che in questi giorni stanno chiedendo risarcimenti milionari.

Come si può – ancora – sostenere che Luciano Moggi e Antonio Giraudo consolidassero il loro rapporto di privilegio con i designatori arbitrali tramite cene “segrete” (le facevano nelle rispettive abitazioni, mica con sacco a pelo nel mezzo della foresta amazzonica) quando sappiamo dalle informative stesse che Adriano Galliani si incontrava nel ristorante di Meani, nel giorno di chiusura (per non essere visti) assieme all’arbitro ancora in attività Collina, per decidere assieme le strategie future ed un eventuale appoggio dell’allora presidente della Lega al futuro designatore predestinato. E questo era agli atti, già dal gennaio 2006. Se i dirigenti bianconeri cenano a casa di Bergamo con i due designatori già trombati a campionato concluso il loro viene definito un incontro strategicamente importante, mentre se un dirigente del Milan cena nascondendosi da occhi indiscreti con Collina non è niente? E attenzione: le cene le faceva anche Facchetti come detto sopra (e Bergamo è andato a Forte dei Marmi da Moratti, convocato). Dagli interrogatori dei testimoni (addirittura dell’accusa, per sorridere) del processo di Napoli, infine, si è saputo che a fare cene private fosse persino il Parma di Tanzi e Sacchi e che, in generale, le potesse fare chiunque lo richiedesse. Dov’è l’esclusività o la disparità con le avversarie?

A Moggi viene mossa l’accusa di scegliersi arbitri o assistenti o comunque di interferire nelle griglie. E di usare toni minacciosi con chiunque gli sbarrasse la strada. Una cosa per volta. Iniziamo dalla seconda accusa: dopo la sconfitta col Siena dell’aprile 2005, Leonardo Meani telefona al designatore Mazzei e lo aggredisce verbalmente con frasi alla “Adesso gli dici (a Bergamo e Pairetto, ndr) di stare molto attenti, perché Galliani è furibondo”. E ancora: “Riporta da adesso in poi di non sbagliare più un cazzo perché (Galliani, ndr) è furibondo, quindi anche mercoledì cercate di mandare due intelligenti..”. “State attenti perché è supervelenoso”. E i due hanno talmente tanto timore di fare arrabbiare il presidente di Lega e possibile appoggio per una loro ricandidatura, che alla richiesta esplicita del dirigente rossonero di designare per il mercoledì successivo il guardalinee (ultrà milanista) Puglisi, rispondono facendo una cosa imbarazzante: cambiano una designazione già ufficialmente comunicata. Il gesto – un articolo 6 sparato come certificato anche dalle sentenze sportive – provoca le risate incredule di Collina, che “manda a cagare” Meani (“è bastato alzare la voce..”) intimandogli, se dovesse un giorno davvero diventare designatore, di non fare mai queste cose con lui. Anche in questo caso, il riferimento è alle informative dei Carabinieri: telefonate note e giudicate dalla stessa giustizia sportiva. Ma questo, il più clamoroso, è solo un esempio dell’influenza di Meani. In una telefonata dell’1 aprile con l’assistente Contini, infatti, il dirigente rossonero si vanta per essere riuscito, nonostante fosse la quarta volta (e quindi avesse già raggiunto il limite), a farlo designare per Milan-Brescia. E racconta di aver “spaventato” Mazzei minacciandolo di non designare più l’assistente Pisacreta “altrimenti Galliani s’incazza!”. Dormita delle corti sportive giudicanti anche in questo caso. E ce ne sono tanti altri di esempi (pure per curiosità una volta nella vita andrebbero lette, le informative). Meani quindi si incazza, si incazza Galliani, minaccia. Quanto alla richieste esplicite, a parte che Moggi non ha mai chiesto espressamente un arbitro se non per delle partite amichevoli, ci sono anche in questo caso esempi di altri dirigenti che chiedono espressamente un loro “uomo di fiducia”. Famoso è divenuto dall’aprile 2010 il caso del presidente dell’Inter Facchetti che “chiede Collina” (nota per gli ignoranti in materia: non si parla della telefonata ininfluente con Bergamo, ma di quella del giorno prima con Mazzei) nel match contro la Juventus, anche a costo di taroccare la griglia e quindi il sorteggio (che “numero” vogliamo dare ad una cosa del genere? Art. 1? 6? 3 come media? Fate voi..). Ma quella è una telefonata “nuova”, direte voi, anche se incredibilmente ignorata dagli inquirenti. Andrebbe presa in considerazione, certo. Colpa dei Carabinieri che “non erano interessati” a illeciti dell’Inter (cfr: dichiarazioni Rosario Coppola). Ma dalle stesse informative emergono altri esempi simili. Nella telefonata citata prima tra Meani e Mazzei, infatti, il primo “ordina” al secondo: “Allora fammi vedere di mandarmelo mercoledì!”. “Mercoledì mi mandi Puglisi e qualcuno sveglio!!”. Senza per favore. E questo cos’è se non un chiaro interferire nelle libere scelte (gli assistenti erano designati) di Bergamo e Pairetto? Ancora: in un’altra telefonata Meani-Bergamo, Meani dice di non mandare Ivaldi e Pisacreta, Bergamo chiede a Meani come si sono trovati con Stagnoli, Meani risponde che si sono trovati bene ma gli dice che se vuole mettere uno che con loro è andato bene può mettere Ambrosino o Stagnoli, Bergamo gli chiede di Ayroldi e alla fine decidono di fare Stagnoli e Ayroldi. E poi è Moggi che chiede gli assistenti…. A meno che non si voglia insinuare che Moggi lo facesse sempre, di nascosto. Lo si può fare, ma non c’è uno straccio di prova.

Le sim svizzere? Già, chissà che si dicevano Moggi e i designatori… vero? Che si dicevano? Lo sappiamo. C’è una telefonata dove Bergamo per errore chiama alla sim svizzera di Moggi dal suo telefono di casa, rendendo così rintracciabile il numero della sim straniera e permettendo ai Carabinieri, che avevano messo sotto intercettazione il fisso del designatore, di ascoltare – documento straordinario – una telefonata dove Moggi è convinto di non essere intercettato. E’ la famosa “madre di tutte le telefonate”: la grigliata (ne fa una, eh, mica cento..). Uno si aspetta la prova schiacciante, l’illecito classico, i magheggi e le porcate.. e invece Moggi al riparo da tutti che fa? Non dice: “Caro compagno cupolaro Bergamo, domenica trucca il sorteggio e mandami l’arbitro X!”. No. Da buono scolaretto propone (letteralmente) a Bergamo una griglia (“io avrei pensato”, “se per te va bene”, “che ne dici?”, “non so, eh! poi vedi te”) che si era studiato per vedere se poteva essere una buona soluzione. Propone cinque nomi di cui tre “fissi”, che non si potevano non inserire (internazionali), Bergamo gliene boccia due (la famosa sudditanza di Bergamo..), li sostituisce con altri due da lui scelti e (la solita fortuna di Moggi..) nel sorteggio esce estratto ovviamente un arbitro che non aveva proposto Moggi! Stessa cosa per gli assistenti. Ma di griglie discutono tutti, da Cellino a Meani. Ecco, Meani. In una telefonata con Bergamo prima gli chiede chi metterà in griglia, con Bergamo che gli dice di avere in mente di mettere tre arbitri in griglia per quella domenica. Bergamo poi dice a Meani che può immaginare quali saranno invece i tre della domenica successiva, Meani non immagina… “Paparesta..Collina…Trefoloni”, li indovina tutti e tre (altro che Moggi..). Poi Meani si raccomanda con Bergamo di fare a Trefoloni “un bel discorsetto, se no gli tagliamo la testa noi”, giusto per.

Poi, per carità.. ci sono sicuramente state telefonate “segrete”, se così vogliamo chiamarle (ma erano comunque intercettabili, se avessero conosciuto per tempo i numeri) ma, tornando alla premessa, c’è da chiedersi: come definireste tutte le telefonate effettuate dai dirigenti non intercettati? Quelle tra Galliani e Collina, ad esempio, non sono a loro modo “segrete”? Quelle tra Facchetti e Nucini non sono a loro modo “segrete”? Quelle tra Galliani e Paparesta piuttosto che Galliani e Puglisi non sono anche quelle “segrete”? E chissà quante altre telefonate “segrete” sono andate perse non intercettando tutti i dirigenti arbitrali della Serie A. Che cosa cambia? Si può basare un’accusa su quello che non si è mai sentito ma si sarebbe potuto ascoltare se si avesse avuto modo di intercettare le telefonate? E non è un concetto che dovrebbe valere per tutti? La differenza è che Moggi l’hanno beccato a conversare con Bergamo, e tra l’altro senza commettere illeciti. Gli altri invece neanche si è voluto indagare, segretando di fatto o ritenendo non rilevanti conversazioni che potenzialmente avrebbero potuto esserlo.

Che poi c’è da fare anche un altro discorso, come parentesi. Nella sentenza che ha spedito la Juventus in B meno 2 Scudetti, non si fa riferimento alle conversazioni “svizzere” con gli arbitri. E meno male, aggiungo! Questo da un lato significa che per “ammazzarci” non è stato neanche necessario la teoria non provata delle celle agganciate (il che rende ancora più insensato, se possibile, il tutto), dall’altro c’è da dire che una sentenza ad hoc (fu chiamata Calciopoli-2) contro Moggi c’è stata, presieduta proprio da quel dott. Artico che giudicherà sulla radiazione di Moggi. E ci sono errori oggettivi. In un passaggio ad esempio si cita: “Le dichiarazioni del Nucini che riferisce di un incontro con Moggi all’Hotel Concorde di Torino e alla presenza di Fabiani gli consegnò una scheda, delle sopra citate schede estere, allo scopo di renderlo partecipe del predetto sistema di comunicazione riservata”. Ma, come è emerso da Napoli, Nucini ha per ben due volte ribadito di non aver mai ricevuto alcuna sim straniera, bensì una Tim ancora imballata e mai aperta (anche se dai riscontri dei Carabinieri si evince come fosse attiva da 8-9 mesi, e quindi qualcuno ci deve ancora spiegare come potesse essere imballata..). Questo giusto come parentesi, perchè poi ad esempio la stessa Commissione scrive in quella sentenza “Sui rapporti fra Nucini e Facchetti non sono stati accertati fatti al riguardo censurabili e dunque l’eccezioni formulate dalla difesa del Moggi appaiono del tutto irrilevanti” e credo che una risatina sia scappata a tutti voi, leggendo.

I regali. Già, vogliamo parlare dei regali? Basta ascoltare le telefonate intercettate (e agli atti dal 2006) di Meani, ad esempio, per leggere di arbitri che “ringraziano” per il pensiero gentile, di altri che chiedono biglietti o favori vari (arbitri, Martino, Lanese, ecc..) o, addirittura, di personaggi che vengono fatti sedere su una poltrona grazie all’influenza rossonera. Sappiamo ad esempio che Meani telefona a Lanese, presidente dell’AIA (in teoria cupolaro), e gli raccomanda l’amico osservatore arbitrale D’Addato come presidente del Comitato regionale della Puglia e l’ex assistente Marano (“non gli trovi un posto nella Can D?”). Lanese (che bel cupolaro..) obbedisce, e Meani chiede il permesso di spingere a Galliani “perché abbiamo un pò di controllo anche nelle categorie inferiori è meglio!”. Permesso accordato. E un posto lo si trova pure all’ultrà Puglisi.. c’è posto per tutti. A voler essere più maliziosi, poi, si parla di trapianti di capelli (era una battuta? Ok), ma anche di pratiche burocratiche fatte pervenire sulla scrivania del vicepresidente del Consiglio Letta (Paparesta sei stato nominato!). Non sono forse “regali”? Questo era già agli atti, pur avendo intercettato solamente per un paio di mesi il dirigente milanista (e solo lui). Ma sappiamo oggi come anche l’Inter facesse regali ai designatori (a Bergamo in particolare, che viene invitato a ritirarlo direttamente in sede). Altra cosa: la Juventus avrebbe regalato magliette dei giocatori agli arbitri. Pare una cosa da ridere, ma ad esempio c’è il povero Cennicola che si è visto processato solo per questo! (per la cronaca Narducci e Capuano hanno ritirato l’accusa, recentemente). Che dire (l’abbiamo appreso nel processo di Napoli) invece dei borsoni Adidas con le tute e le magliette del Milan? O dei maglioni di cashmere dell’Inter? Che poi bastava conoscere le circolari della Lega e si apprendeva, senza scrivere fesserie nelle sentenze, come questi regali fossero consentiti, soprattutto se il materiale proveniva dagli sponsor (come appunto le magliette di gioco).

Che manca? L’ultimo: l’uso distorto dei mezzi di informazione. In pratica Moggi condizionava l’opinione pubblica perchè faceva dire a Baldas e Biscardi di dare un voto alto ad un arbitro piuttosto che di “bocciarne un altro”. A parte la solita, ovvia, banale, considerazione, ovvero, per citare lo stesso giornalista “rosso”: «Sa qual è il problema? Che hanno intercettato il cellulare di MOGGI. Se avessero intercettato il mio avrebbero scoperto che parlo così con tutti, che tutti mi chiamano per chiedere cose, “e fammi ’sto piacere”, “e aiutami qui”, “e m’hanno negato un rigore, dagli addosso con la moviola”. E io a tutti dico: “Sì vabbè, poi vedo che posso fare” eccetera. Io sono fatto così, parlo in questo modo con tutti. Poi però, ciò che conta è quello che io faccio vedere in tv, se accetto le richieste dei potenti o se me ne fotto e faccio di testa mia». Ovviamente non si tiene minimamente conto di come Berlusconi fosse proprietario di Mediaset e di come La7 (ex Telemontecarlo, gestita da Cecchi Gori.. per restare in tema) fosse in mano di fatto alla Telecom… Ma anche le informative ci vengono in soccorso. Ad esempio Meani in una conversazione con Rodomonti gli dice di avergli fatto mettere 7 da Cecere, de La Gazzetta dello Sport. Quello è normale mentre la patente a punti no? Che poi.. giusto per capirci.. uno degli episodi più clamorosi contestati è ad esempio la gestione della partita Lecce-Juventus con la Rai. Mi dilungo un pò, ma serve a capire parecchie cose. Lo scenario è di quelli perfetti: Zeman allenatore e De Santis arbitro. Per gli inquirenti, il giornalista Ciro Venerato (che – parentesi – non è neanche juventino) è “usato” per scongiurare un “pericolo imminente” (cit.) e cioè per evitare che qualche suo collega (evidentemente “libero”) intervistasse Zeman, o ci facesse il solito servizio magari accennando al “doping” o a presunti favori arbitrali del De Santis nei confronti della Juventus. Sapete come Moggi ottiene Venerato da Scardina (direttore di Rai Sport)? Con questa telefonata (per giunta trascritta dai Carabinieri): «No no no è una questione di scaramanzia dai, fammi un favore! Ti chiedo un favore una volta… cambialo e mandamelo laggiù, dai, tanto spese non è hai perché lo riporto io con l’aereo …. Nooo se no mi fai toccà le palle fino a domenica poi se perdo so cazzi tua eh ….. no no no mandamelo laggiù dai… oh, una volta che ti chiedo una cortesia me la devi fa, dai!». Questo chiede Moggi al “sodale” (sodale? Poco ci manca si inginocchi pure…) Scardina: lo deve quasi implorare! Ma ci riesce. Venerato va a Lecce e la Juventus vince 1-0 con gol di Del Piero. Venerato fa il suo bel servizio sulla partita, e per gli inquirenti non mette in difficoltà la Juve. Questo almeno a sentire l’accusa, perché poi ci sono i fatti. E dicono che il servizio fu sul rientro dall’infortunio di Del Piero, e non sulla partita. Un “secondo servizio”, d’accompagnamento a quello principale, fatto da un giornalista “non Moggiano” (ammesso Venerato fosse Moggiano). Ma non solo. Sentite come si sfoga Moggi con lo Scardina (ricordiamo: sodale e cupolaro pure lui): «Domenica avete fatto veni’ (alla Domenica Sportiva, ndr) Zeman e Semeraro in televisione. Già c’è Boniek, questo è pe rompe i coglioni alle persone!». Insomma pagine e pagine su Venerato mandato per non far parlare Zeman (dicono), e poi il boemo è ospite della trasmissione più seguita della Rai, in prima serata, assieme al presidente del Lecce e all’antijuventino Boniek, a formare un terzetto che ne disse talmente tante che – e anche questo è nelle informative – Mino Raiola fu costretto a chiamare Moggi, furioso, chiedendo di poter intervenire in diretta in trasmissione per difendere il suo assistito Nedved dalle accuse del tecnico leccese. Questo sarebbe il “potere” bianconero con i media. Che poi, francamente, ci sarebbe solo da ridere ad un’accusa di controllo dei media da parte di Moggi: sono stati i primi a crocifiggerlo, prima ancora delle sentenze, e ancora oggi si rifiutano in gran parte di accettare la verità. Altro che controllo…..

Insomma per gli inquirenti ruota tutto attorno a Moggi. Moggi controlla tutto e tutti, persino il ministro degli interni Pisanu. Ora, a parte che non ci voleva uno scienziato per fare un collegamento elementare Berlusconi-suo ministro-Milan, viene citato un episodio: la morte del Santo Papa. Moggi riceve una telefonata dal ministro che gli chiede un parere: giocare nonostante il Papa sia in fin di vita, saltare direttamente per rispetto o giocare e poi eventualmente interrompere le partite in caso di brutte notizie? Moggi dice la sua. Dice di giocare, perchè ormai le squadre erano in trasferta, e soprattutto le piccole avrebbero subito un danno economico non giocando. A voler essere cattivi, lo dice pure perchè la Fiorentina, rivale in quel turno di campionato, ha quattro giocatori importanti infortunati, e l’occasione è troppo ghiotta. Alla fine invece non si gioca (il solito potere di Moggi..). Ma per tutti è Moggi che, al telefono con “l’amico” (quasi succube) Pisanu muove i fili del calcio italiano. E invece succede che Meani telefona a Galliani, e questi – da presidente di Lega in carica – annuncia lo “slittamento” del campionato. Slittamento, non rinvio. Cioè invece di saltare una gara di campionato, si spostano tutte le giornata in avanti di una settimana, con una decisione senza precedenti. Motivo? Il Milan avrebbe dovuto altrimenti disputare un match importante senza due sudamericani (Kakà e Cafù) infortunati, e con lo slittamento li recupera e gioca a Siena con Shevchenko al rientro dall’infortunio. Così Galliani risponde alle preoccupazioni di Meani: “Ma secondo lei io dormo?”. E, sorridendo, insulta “quel figlio di puttana di” Moggi che voleva invece giocare e che lo aveva accusato di aver adottato questa decisione a suo uso e consumo. Insomma l’opposto di quanto dipinto. Eppure anche questo, incredibilmente, era già noto e nelle informative. Bastava collegare le due telefonate e ricostruire l’episodio.

Insomma anche senza le telefonata (importantissime, per carità) rinvenute, era chiaro dal principio come i presupposti fossero forzati. E il motivo è facilmente spiegabile. Complotto? Senza voler usare paroloni del genere, basta ricordare come le sentenze sportive si basano esclusivamente su due indagini penali condotte contro Luciano Moggi: quella di Torino (archiviata) e quella di Napoli. L’unico che interessava agli inquirenti era lui e le stesse indagini – l’ha ammesso il ten. col. Auricchio in tribunale, rispondendo a specifica sollecitazione dell’avv. Prioreschi – hanno riguardato solo Moggi. Le informative sono state create per provare (senza riuscirci) la sua colpevolezza, ogni telefonata è stata interpretata esclusivamente per incolpare Moggi, ogni indagine e ogni rigo è stato sprecato solo per quello scopo. Esempio: informativa del gennaio 2006. Meani è al telefono con un arbitro. Lo saluta, l’arbitro lo ringrazia, Meani gli dice di aver convinto i designatori a farlo designare per la partita del Milan, dice che ci ha messo una buona parola, i due si danno appuntamento a cena, Meani confessa di aver fatto delle preclusioni (es. Pisacreta, è agli atti) a Bergamo e Pairetto (“altrimenti Galliani s’incazza!”), eccetera eccetera e poi, a fine chiamata, i due si dicono “Ma perchè Puglisi (l’ultrà, ndr) non fa mai il Milan?” (e c’è pure bisogno di chiederselo?). I Carabinieri scartano tutto e prendono solo quest’ultima frase per provare come le designazioni fossero tese a sfavorire il Milan. Se questo è il metodo c’è poco da fare.

Passiamo al secondo capo d’imputazione: il “caso” Paparesta. Secondo la CAF vi è un doppio grado di violazione dell’art. 1: il primo perchè Moggi e Giraudo si recano nello spogliatoio alla fine della partita, il secondo perché poi minacciano e ingiuriano il direttore di gara. A parte che non era vietato (circolare 2004, agli atti pure questa!) recarsi nello spogliatoio dopo che l’arbitro aveva compilato il referto (e abbiamo diversi esempi, nelle telefonate ritrovate, di dirigenti interisti che ci vanno tranquillamente, e ci vanno anche prima e all’intervallo, se è per questo..), passando alle minacce.. e mettendo da parte l’infelice passaggio delle sentenze nel quale viene scritto letteralmente che Moggi “chiuse a chiave nello spogliatoio” l’ex arbitro barese (tutto nasce incredibilmente da una boutade di Moggi che dice “li ho chiusi dentro”. Nella seconda telefonata già dice “volevo chiuderli…”).. bastava controllare! Di fatto questa grande punizione non si è mai verificata. C’è stato, anzi, un “premio”, perchè Paparesta torna ad arbitrare la Juventus (nonostante l’errore), Copelli va a fare la Confederation’s Cup e Di Mauro viene fatto arbitrare un altro anno in deroga al regolamento, nonostante il raggiunto limite d’età. Una minaccia senza conseguenze, insomma (Racalbuto per un presunto errore pro-Juventus contro la Roma non arbitra più la Serie A per diverse settimane, compromettendo in maniera definitiva la carriera). Ribadita anche ai designatori. Ma sono gli stessi Bergamo e Pairetto che, dopo la partita, invece di bastonare (sportivamente, ovvio) i coinvolti, li fermano “il minimo sindacale” (una “punizione lieve” la definirà Di Mauro in udienza) e si preoccupano pure di spiegare lo stop, con telefonate molto concilianti e dai toni amichevoli e rassicuranti. Certo, Paparesta avrebbe dovuto denunciare la situazione. E infatti ha pagato per questo, addirittura con la carriera. Ma basta un pò di buonsenso per capire come in realtà nessuno denunci mai certe cose, e non per paura dell’uomo cattivo Moggi, ma per non passare per “infame”. Un comportamente sbagliato, ma umano, ed è ipocrita pensare il contrario. Basti pensare ad esempio a Bertini che riceve Facchetti nello spogliatoio, col presidente dell’Inter che gli ricorda il suo score contro i nerazzurri e lo invita a “smuovere la casella giusta”, quella della V (vittoria). L’arbitro si sfoga con Bergamo, ma non denuncia la situazione. “Fatti i cazzi tuoi” è il ritornello dell’ambiente. E sono fatti che accadono spesso, così come spesso qualche dirigente si spinge oltre nelle contestazioni, arrivando a minacce o insulti. Ricordate a memoria dei precedenti di denunce in questo senso?

La cosa incredibile è che comunque poi Paparesta passa per essere uno “juventino”. Perchè avrebbe fatto telefonate con la sim svizzera (in realtà del padre). Quando però si apprende dalle informative (e lo si sa dal gennaio 2006) che Galliani gli parla al telefono (italiano), che Meani intercede con lui perchè a Paparesta serve un favore, che una pratica importante viene agevolata tramite il Governo Berlusconi e che, nei dialoghi con gli ex colleghi l’accompagnatore arbitrale milanista lo giudica uno dei “loro”, questo diventa irrilevante, ovviamente.

Terzo capo d’imputazione: Moggi conosceva in anticipo la terna di Juventus-Lazio. Accusa questa che parte addirittura come illecito (art. 6) e poi viene derubricata in art. 1 (e inglobato nel primo capo di imputazione). La prova di tutto questo era racchiusa nella famosa intercettazione fra Moggi e una sua segretaria, Alessia. Alessia vuole leggergli le designazioni, ma Moggi ci scherza su e gliele anticipa. Come fa a saperlo? “Ecco la prova che il sorteggio fosse truccato!”, il ragionamento. Eppure, senza bisogno di telefonate scoperte, bastava usare la logica e fare una piccola ricerca su Google. La telefonata è delle 11.53. L’Ansa comunica la terna arbitrale alle 11.21. Di cosa stiamo parlando? Alle 11.53 lo sapeva tutta l’Italia chi era l’arbitro di Juve-Lazio!

Quarto capo d’imputazione: Fiorentina-Bologna e le famose ammonizioni mirate. E qui la CAF proscioglie dall’illecito perché dice che le ammonizioni dell’arbitro De Santis erano corrette, quindi neanche approfondiamo. C’è una ambientale che si innesta su una telefonata e Moggi dice a un soggetto non identificato (nell’arringa dell’avv. Prioreschi verrà detto chi è, e comunque sicuramente non è un arbitro) che gli servirebbe che venissero ammoniti i diffidati. Anche su questo si costruisce un capo di imputazione e la CAF dice che non c’è illecito perché non c’è prova: hanno anche verificato che le ammonizioni (di De Santis) fossero tutte giuste, e fra l’altro gli ammoniti non erano nemmeno Ibra, Del Piero e Maradona ma Petruzzi e Nastase.. Ma la Caf si è dimenticata che in quella stessa informativa c’era la telefonata fra Damascelli e Moggi, in cui Moggi neanche sa chi erano i diffidati del Bologna..

Ultimo capo d’imputazione: è contestata la violazione di un art. 1 per Juventus-Udinese ed è in relazione alla “grigliata” fatta con Bergamo al telefono di cui abbiamo già parlato. L’unica grigliata fatta da Moggi, pure sbagliata.

Ricapotolando, e citando l’avv. Prioreschi: «Un primo dato statistico, che conta per quello che conta: per mandare la Juventus in serie B e dare a Moggi 5 anni sono bastate 21 intercettazioni su 180.000!! Uno mi può dire che di intercettazione ne può bastare pure una…per carità io non dico di no, però alla luce di quello che dirò adesso 21 intercettazioni su 180.000: 7 delle quali sono con i giornalisti, che sono quell relative alla patente a punti Baldas, al moviolone di Biscardi…insomma basta sentirle…..forse è meglio sentirle le intercettazioni; 5 intercettazioni riguardano l’episodio Paparesta, e siamo a 12; 1 intercettazione è di Luciano Moggi con la moglie quando parla di cosa portare, del panettone, di quale panettone… (ad una cena con i designatori, ndr); 2 sono intercettazioni con i fratelli Della Valle; 1 è con la segretaria e che riguarda il sorteggio di Juventus-Lazio; 1 intercettazione di Mazzini con Giraudo; 1 intercettazione di Moggi con Giraudo; 1 intercettazione di Moggi con Bergamo; 1 intercettazione di Mazzini con Bergamo. In totale sono 21».

Ventuno telefonate che hanno prodotto una sentenza vergognosa, che ha distrutto la più gloriosa società di calcio italiano e preso in giro milioni di italiani, nonostante bastasse leggere meglio le informative. Ormai è fatta, però. Non si torna indietro, e alla Juventus niente potrà più togliere l’umiliazione subita. E’ però un dovere morale da parte della Figc revisionare le sentenze del 2006 ex art. 39 e porre rimedio a quanto di sbagliato promosso allora. E’ dovere morale (e professionale) da parte dei giornalisti cominciare a raccontare la verità. E’ dovere morale (e di tutela della Juventus SpA) da parte dei dirigenti bianconeri chiedere che venga fatta giustizia. Che non significa togliere uno Scudetto (nostro) all’Inter. Ma riscrivere la storia. C’è tutto per farlo: ci sono le argomentazioni basate sulle informative stesse, ci sono le telefonate “occultate” (cit. Prioreschi) dai Carabinieri, ci sono le testimonianze rese in tribunale a Napoli e presto ci sarà anche una sentenza. Le scuse sono finite.

P.S. Meani, così frequentemente citato nell’articolo, è stato condannato dalla giustizia sportiva ad una squalifica di 2 anni e 3 mesi; Adriano Galliani è stato squalificato in tutto 5 mesi; l’Inter ha vinto uno Scudetto a tavolino con proposte di beatificazione.

Uccellinodidelpiero.com

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Enrico Canfari - Fondatore e secondo Presidente della Juventus