domenica 27 marzo 2011

Il Blog di Ju29ro.com: E Nucini?

Il Blog di Ju29ro.com: E Nucini?

martedì 22 marzo 2011

conoscere il passato per capire il presente.

carissimi fratelli bianconeri, vi sottopongo ciò che è successo a topcalcio24 domenica 19 marzo verso le 20. in studio cera anche il mitico pompilio che annuiva sornionamente.
in breve come l'ha detta un anonimo a topcalcio24, lui sostiene che nel 2005 alcuni dirigenti telecom, clienti del suo bar, gli avrebbero detto che quello era l'ultimo anno che godeva, perchè poi la dirigenza juve sarebbe stata spazzata via ga un'inchiesta già in corso iniziata da telecom (tronchettino ci senti? arriviamo) per giochi di potere che neanche beppe grillo se si fa una pera riesce ad immaginare. tutto questo con la sacra benedizione del luca cordero nazionale. ( sono tifoso ferrari, ma xiò che ha fatto alla mclaren grida ancora vendetta).avete capito a chi siamo in mano ora? mi sembrava che nel '90 con maifredi e il calcio champagne avesse già dato il meglio di se, mi sono sbagliato. boh, da quando la fenech non gliel'ha più data è scoppiato del tutto. .disorientato@leofergod

Nuova juve paradiso.

questa per me è la miglior formazione da poter schierare l'anno prossimo.
da vendere: buffon chiellini (e qui si vede il coraggio di un D.S. che fa la scelta su un enorme equivoco)melo sissoko motta grigera martinez brazzo grosso amauri iaquinta
da riscattare: aquilani matri traore pepe quagliarella
da riprendere: ekdal e giovinco (assolutamente) legrottaglie
da acquistare:juan zapata sweisteiger ribery khedira dani alves pastore (giochiamo come con zidane)
formazione tipo:
                              storari (manninger)

dani alves (sorensen)      bonucci (zapata)   juan (legrottaglie)      bastos (de ceglie)

        krasic (pepe)      sweisteiger (aquilani)    khedira (marchisio)  

                                  pastore  (questi 3 davanti li fai girare come vuoi, ma pastore titolere sempre)

                      quaglia (matri)             ribery (del piero o toni)

riserve: manninger traore de ceglie sorensen legrottaglie zapata marchisio aquilani ekdal pepe giovinco matri toni (serve per sparigliare certe partite) del piero (si merita il nuovo stadio)
allenatore:  antonio conte tutta la vita (un capitano, c'è solo un capitano):d:d:d

giochiamo con il 4.3.1.2   come con lippi che schierava 2 POLMONI a centrocampo (conte tacchinardi deschamp jugovic)  e zidane dietro a superpippo e del piero. AHHHH come giocavano quei tre assieme. e ridiventiamo subito antipatici, garantito. :8:8:8

lunedì 21 marzo 2011

Scontro tra poteri annunciati

lunedì 21 marzo 2011

Scontro tra poteri annunciati

Come ampiamente pronosticato da Luciano Moggi subito dopo Calciopoli, ora lo scudetto se lo contendono le milanesi, ed è proprio nelle prossime settimane che ne vedremo delle belle. A ragion del vero le spallate sono già iniziate da un bel po', e non solo in campo, difatti le dichiarazioni rilasciate da Galliani recentemente ne sono la prova. L'AD rossonero ha provocato, dando prima i numeri sui punti recuperati dall'Inter ("Rimonta? Non mi pare proprio"), e ha poi continuato sminuendo la performance nerazzurra dell'anno scorso ("Quello dell'Inter non è il vero triplete"), ma dopo l'ultima giornata si mugugna a Milanello per il goal di Pazzini paragonato a quello annullato a Ibra la settimana scorsa. Eh già, come direbbe l'interista Vasco, il calcio è pulito solo quando va tutto bene.
Come abbiamo scritto all'inizio, ora lo scudetto se lo contendono le milanesi, Luciano Moggi conoscendo la giostra ci aveva ampiamente avvertito, ma cosa dire allora dell'avvertimento di Antonio Giraudo: "Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi arriveranno dopo di noi". Visto che facce nuove nel mondo del calcio non si son viste, chissà a chi si riferiva!

Calciopoli2: baratti,ricatti e Palazzi.

E se la Juventus (società) avesse barattato il suo "onore"( potrebbe essersi disonorata in proprio) con la F.I.G.C. in cambio della "non radiazione" di Moggi? E se Moggi avesse barattato con Palazzi di non affondare il colpo contro la F.I.G.C. in cambio del lasciapassare per tornare nel calcio a fine pena?
Ecco questi sono due quesiti che da un pò di giorni mi frullano nella mente. Ma andiamo per gradi. Al processo di napoli stà uscendo di tutto, la situazione è più ingarbugliata che mai e, la storia non solo italiana insegna, quando gli scandali diventano enormi (vedi tangentopoli 1992) più si scava a fondo e più esce un tanfo di marcio che rende l'aria ( non solo pallonara) irrespirabile. Si scoprono trame e nefandezze che, "piaccia o non piaccia", rivelano come tutti, ripeto tutti, si comportavano (comportano?) come avvoltoi su un gigantesco animale (il calcio)che tutti noi abbiamo amato e venerato più di una religione per più di un secolo.
Quando successe lo scandalo degli hooligans l'inghilterra, businness o non businness, prese una decisione shock: le squadre inglesi non parteciparono più a manifestazioni internazionali per 8 (otto) anni, arrivando a prendere questa decisione perchè misero al primo posto l'ordine pubblico e la tranquillità di chi va allo stadio per divertirsi. Altri tempi qualcuno dirà, giravano meno soldi nel calcio, vero ma i soldi pochi o tanti furono messi in secondo piano rispetto a ideali e valori molto più grandi, e di tutto ciò se ne fece carico la Politica, quella con la P maiuscola che sa prendere decisioni anche estremamente impopolari per il bene collettivo, che poi il problema l'abbiano realmente risolto è un altro paio di maniche.
L'Italia nel 2006 ebbe questa grande chance: mettere ordine e sopratutto ripristinare la legalità nell'azienda calcio. Ma, (N.B. chi scrive è apartitico fino al midollo) l'allora primo ministro Prodi, gran brava persona, e il ministro dello sport Melandri, bella donna ma gli aggettivi positivi finiscono qui (e qui bisognerebbe aprire un capitolo per capire come si incaricano persone incompetenti a fare il ministro, boh forse li estraggono come i numeri del lotto) non ebbero ne la forza ne il coraggio di fermare il campionato ed andare fino in fondo, e lasciarono la patata bollente nelle mani della F.I.G.C. che tutto è tranne che libero. Questi benedetti dirigenti, che il dio calcio abbia pietà di loro, credo passarono l'estate più calda disperata di tutta la loro vita. In 45 giorni nominarono commissari che fecero indagini,che assegnarono scudetti, che costruirono una grossa forca, un bel rogo e tante belle gogne, elessero giudici di grido che si dimisero tornarono, emisero un verdetto e lo disconossero, fecero "il processo" e diedero a sua santità l'UEFA teste e nomi di squadre così che la stagione successiva potesse finalmente cominciare. The show must go on cantava il mitico Freddie, e lo show continuò , ma "il punto di non ritorno fù oltrepassato" e, forse, gli autori ed ideatori di quello "show" non seppero guardare lontano perchè, pensarono, "come può un ex ferroviere mettere ancora in scacco come ha fatto finora adesso che siamo TUTTI uniti contro di lui?"  Eh amici Juventini, quando dico TUTTI intendo proprio TUTTI e lo dico con la morte nel cuore.
Ora dopo 5 lunghi anni e tutto quanto è emerso dall'aula 216 il gioco è tornato ancora in mano a big Luciano e, secondo me, ha in mano tutte le carte per sparigliare di brutto la partita. Secondo voi, userà queste carte per tornare dove gli compete, dov'è stato con pieno merito fino a quel maledetto 14 maggio 2006? Io la mia risposta ce l'ho fin dal 2006, e voi, voi che risposta avete?
Per coloro che hanno la barba grigia come me, c'è un precedente in fatto di giustizia (sportiva e non) che può ulteriormente diradare un pò di nebbia su questa vicenda. Nel 1980 la giustizia sportiva condannò il Milan e la Lazio alla retrocessione in serieB e tanti giocatori tra cui Paolo Rossi e Bruno Giordano, furono condannati a seguito di quello che fu definito "scandalo del calcio scommesse e del totonero". Dopo qualche anno, la giustizia penale assolse (più o meno con diverse formule) tutti i dirigenti che in cambio quest'ultimi sotterrarono lascia di guerra e tutti (quasi) a cominciare dal ben noto Gaucci tornarono al loro posto col benestare della F.I.G.C.. Pagò anche allora solo coloro che furono condannati d'urgenza dalla giustizia sportiva e potete scommeterci i tifosi di milan e lazio non se lo sono dimenticato. Paolo Rossi per contro, dal buco nero dove lo avevano sotterrato risorse 2 anni dopo e diventò l'eroe del mundial spagnolo a furor di gol e di popolo.
Proviamo ora a pensare se conviene di più alla F.I.G.C. e ai suoi dirigenti attuali e passati affrontare e difendersi da cause milionarie intentate dalla Juventus e da Luciano Moggi o restituire i 2 scudetti e lasciare che big Luciano torni in attività finito di scontare la pena? Certo anche Bergamo Desantis Pairetto ecc chiederanno i danni e probabilmente alcuni di loro andranno fino in fondo, ma vogliamo scommettere che non hanno lo stesso peso politico di Moggi e della Juve? A tutto questo aggiungerei il silenzio assordante della juve circa l'esposto fatto ormai quasi da un anno, non è che sia sulla sponda del fiume ad aspettare che passi il cadavere del suo nemico? Si sa, aver che fare con gli Agnelli in tanti ci hanno provato, ma non me ne ricordo uno uscito vincitore!!!!

Calciopoli, niente di panale. (art. di Fred Perri)

Tempi - Calciopoli: niente di penale


Perché “Big Luciano” non è ancora stato radiato? E se il tribunale di Napoli di fatto ridimensionasse le tesi sulla famigerata “cupola” del pallone? La farsa di Calciopoli alla moviola di un cronista sportivo che non si è mai unito alla curva antimoggiana. Per gentile concessione del settimanale "Tempi", pubblichiamo la lunga analisi del collega Fred Perri:

Cinque anni fa, sul finire dell’aprile piovoso del 2006, nei pressi del weekend della Liberazione, cominciarono a filtrare, come da copione, alcune notizie su carte scottanti in mano alla Federcalcio. Secondo le prime indiscrezioni, nei cassetti di via Allegri, a Roma, ci sarebbero state le prove di un gigantesco scandalo che avrebbe sconvolto il mondo del pallone nostrano. Accadde anche allora come sempre in questi casi, come succede ancora oggi. Prima le anticipazioni, poi qualche ammissione, seguita da smentite categoriche degli interessati (a cui non credeva nessuno), quindi un primo blocco di intercettazioni pubblicate da questo o da quel giornale. Infine la valanga che ogni giorno si ingrossava sempre di più, una nuova telefonata, una mezza frase, una battuta, un aggettivo.

È il classico sistema della giustizia e dell’informazione italiana degli ultimi dieci anni. Sempre lo stesso schema: inchieste che basano l’ottanta-novanta per cento delle loro tesi sulle intercettazioni, sui tabulati, sui portatili che si agganciano di qui e di là, a questa o a quella cellula, sulle microspie. Eccetera. Se non ci fossero stati i signori Nokia e Motorola, nei tribunali non si muoverebbe praticamente foglia. A molti piacque, a posteriori, quell’intreccio con la Resistenza, i rimandi agli Sherman americani che risalivano la penisola scacciando i nazifascisti, alle immagini, in quell’aprile lontano, delle ragazze con i fazzoletti rossi, i calzettoni al ginocchio e il mitra in mano, l’aria apparentemente più pulita che si pensava di respirare, l’idea, insomma, di trovarsi in procinto di costruire un mondo nuovo, più giusto, più libero. Ovviamente, come tutte le metafore, anche questa aveva un fondo di stantio, di fasullo. Era l’inizio di quella che venne definita “Calciopoli”. Personalmente lo trovo un vocabolo insulso. Calciopoli significa città del calcio. Che c’entra con uno scandalo? È ovvio che il riferimento andava a Tangentopoli, ma almeno, in quel caso, il significato era corretto: Milano era, nell’immaginario popolare – anche nella realtà, per molti versi – la città delle tangenti. Per cui userò la parola solo questa volta, per far capire a tutti di che stiamo parlando.

Un po’ di sano revisionismo
Sì, la domanda è questa: di che cosa stiamo parlando? E soprattutto perché ne stiamo parlando? Perché, come su tanti altri aspetti (molto più gravi) della nostra storia, della nostra vita sociale, anche su questo è scesa la cappa dell’oblio, perché anche molti di coloro che allora pensarono di subire un torto, ora preferiscono lasciar perdere. Perché, in definitiva, dopo cinque anni, questo è un caso ancora aperto. Perché, malgrado la gran parte dei giornali sistemi la vicenda nei trafiletti (specialmente quando la bilancia processuale pende pericolosamente dalla parte dei presunti cattivi, come quando Bobo Vieri dichiara di essere a conoscenza di «un complotto»), la verità era (ed è) più sfumata di come è stata venduta alle masse. Dopo cinque anni che cosa è rimasto? Forse è giunto il momento di mettere un po’ d’ordine e di avviare un revisionismo senza ancoraggi di parte.

Riassunto delle puntate precedenti. Il 14 maggio 2006 la Juventus conquistò a Bari il suo ventinovesimo scudetto. Fu una festa grottesca. Sessantamila persone allo stadio, lustrini e paillettes in campo, i giocatori che festeggiavano alzando la Coppa. Luciano Moggi, direttore generale della Juventus dal 1994, era l’unico che aveva capito, grazie alla lunga militanza nell’ambiente, come sarebbe andata a finire. Infatti pianse e se ne uscì con una frase a effetto: «Mi hanno ucciso l’anima». Forse il verbo più giusto sarebbe stato “rubare”. Di certo gli “rubarono” la Juventus e, soprattutto, rubarono la Juventus a se stessa. La giustizia sportiva fu rapida e cruenta come d’abitudine e conosciamo tutti le sentenze dell’estate calda 2006. Neanche il tempo di goderci il quarto titolo Mondiale conquistato a Berlino e abbiamo ripreso a litigare: la vera Unità d’Italia. A pagare veramente, alla fine, è stata la Juventus (retrocessa in B – per la prima volta nella storia – con 17 punti di penalizzazione, scontati a 9) e i suoi principali dirigenti, Antonio Giraudo e Luciano Moggi, mentre tutte le altre società e tutti gli altri personaggi coinvolti se la sono cavata, tutti usciti alla grande dalla tempesta intercettatoria, tutti ancora qui, più o meno sulla cresta dell’onda, più o meno a posto con la coscienza e con i risultati.

Una lobby più efficace delle altre
La Juventus venne alleggerita di due scudetti (2004-2005, 2005-2006, quest’ultimo cucito con troppa fretta dal reggente Guido Rossi sulle casacche dell’Inter) e spedita in serie B. Ma le vere condanne non sono state queste. La Vecchia Signora venne “ringiovanita” e Roberto Beccantini, editorialista della Stampa, la ribattezzò con felice e sapida intuizione, «la signorina». Ma toglierle le rughe non fu un’opera di bene. La Juve è stata spolpata, azzerata, precipitata indietro: ne è uscita fuori quella di ora, una squadra-adolescente in perenne bilico tra un passato mai dimenticato e che stenta a tornare e un presente intriso di mediocrità. Per i tifosi della Juve è stato commesso il delitto perfetto e, anche se non fosse stato premeditato o organizzato a tavolino, come sostengono i supporter bianconeri, beh, non poteva riuscire meglio.

Poi c’è il lato giustizia penale e qui, ovviamente, dopo cinque anni siamo ancora in attesa della prima sentenza. A Napoli è in corso il grande processo che potremmo definire “contro Moggi e altri”. Antonio Giraudo, l’ad bianconero che con Lucianone formava una coppia inscindibile, ha preferito, forse sbagliando, il rito abbreviato: a fine 2009 il gup Eduardo De Gregorio lo ha condannato (insieme con gli altri tre imputati Pieri, Dondarini e Lanese) in primo grado a tre anni per il reato associativo finalizzato alla frode in competizioni sportive. Il processo che coinvolge Moggi e tanti altri personaggi della vicenda dovrebbe, secondo la volontà del presidente del tribunale, Maria Teresa Casoria, chiudersi entro l’estate, e pare che il giudice abbia prenotato l’aula anche di sabato.

Il problema è che la vicenda si è ingarbugliata, ingigantita, ha preso strade nuove e sorprendenti. Rivelando l’approssimazione o l’unilateralità dell’indagine di allora, come scrive un giornalista certamente non di parte e sempre molto ben informato, Fulvio Bianchi, nella sua rubrica “Spy Calcio” su repubblica.it: «È incredibile, e non si sa ancora perché gli investigatori abbiano trascurato intercettazioni che non sembrano affatto irrilevanti: ci ha lavorato, come detto, la difesa dell’imputato n.1, Moggi, che ha affidato i file al perito Nicola Penta. Migliaia di intercettazioni: alcune centinaia, quelle considerate più interessanti, sono finite nel processo penale e adesso sono state acquisite anche dalla procura federale della Figc».

Il 23 febbraio il Messaggero aggiungeva, sull’argomento: «Secondo i consulenti di Moggi ne mancherebbero 108 all’appello (…). Il perito del tribunale ha ammesso l’errore e gli sono stati concessi 45 giorni per completare la documentazione».
Che cosa sta succedendo? Semplicemente questo: Calciopoli in realtà non è mai esistita, non c’era una struttura segreta, non c’era una cupola. C’era, al massimo, una lobby che era più incisiva, nelle pressioni, di altre. Perché quello che è venuto fuori in questi anni e che si è cercato in tutti i modi di occultare adducendo i più svariati motivi (le mie telefonate sono meno importanti delle tue, io non dicevo nulla e tu invece sì, eccetera), è che tutti telefonavano a tutti, che designatori e arbitri passavano al telefono ore e ore a parlare con presidenti, dirigenti, addetti agli arbitri, tutti sperando di ottenere la stessa cosa: benevolenza, fischietti amici, direzioni super partes, perfino. Ma chiunque metteva mano alla cornetta voleva influenzare qualcuno. Non c’era nessuno immune dalla “telefonite arbitrale”. Poi c’era qualcuno che era più bravo degli altri nel blandire, nell’impaurire, nel conquistare, come Luciano Moggi, e forse qualcuno gli dava retta più degli altri.

Uno scandalo sulla parola
Perché tutto il processo, tutto lo scandalo, si basano unicamente sulle parole. Non ci sono scambi di denaro, non ci sono conti esteri, non ci sono rogatorie internazionali. Ci sono solo telefonate su telefonate e la verità, che apre un falla enorme nel sistema delle intercettazioni come strumento di prova, è che c’è qualcuno, da qualche parte, che decide quali intercettazioni usare e quali no. Questo è successo cinque anni fa, mentre un aprile piovoso declinava verso un maggio illuminato: sono state buttate in pasto all’opinione pubblica – e quando c’è di mezzo il pallone anche i più eroici garantisti si tramutano in efferati forcaioli – solo una parte delle intercettazioni, come hanno provato gli avvocati difensori di Moggi. C’era qualcuno che stabiliva: questa sì, questa no. C’era qualcuno che ha deciso che un’intercettazione in cui il figlio di Moggi, Alessandro, tentava di “circuire” una procace conduttrice televisiva, portandosela su un aereo privato a Parigi, telefonata senza alcuna rilevanza, né sportiva né penale, andasse divulgata. C’è chi ha deciso che alcune conversazioni tra i dirigenti indagati e alcuni giornalisti fossero tirate fuori dalle bobine perché avrebbero provato la contiguità della “cupola” con parte della stampa. In realtà, come nel caso di Giorgio Tosatti, scomparso un anno dopo i fatti, si voleva unicamente colpire un giornalista che aveva preso posizioni decise a favore della Juve e dei suoi dirigenti. C’è chi ha deciso che le telefonate di Massimo Moratti e di Giacinto Facchetti agli arbitri e ai designatori non avevano nessuna importanza e quindi non andavano rese pubbliche.

Quello che affermano in pochi, e quando lo dicono lo fanno sottovoce, è che la storia sarebbe stata diversa se le intercettazioni fossero uscite tutte insieme, che sarebbe stato bello vedere l’effetto che avrebbe fatto in quel clima da caccia alle streghe; che, anche se il tribunale stabilirà che esistono intercettazioni che provano un disegno criminale e altre no, sarebbe stato interessante leggerle tutte allora, tra maggio e aprile del 2006 e non a distanza di anni, quando la volontà d’oblio e la stanchezza intellettuale hanno preso il sopravvento; sarebbe stato forse sconvolgente scoprire che, a leggerle mischiate, a vederle sui giornali le une accanto alle altre, forse tutta questa grande differenza non sarebbe stata notata e tutto sarebbe stato giudicato come un’enorme sistema malato.....

fonte: tutojuve

sabato 19 marzo 2011

Il Blog di Ju29ro.com: C'�bisogno di Lapo?

Il Blog di Ju29ro.com: C'�bisogno di Lapo?

Perchè la Juve non vince più?

maggio 2000. perugia stadio renato curi perugia-juventus 1-0 ore 18.05 (prima botta)

maggio 2001  torino stadio delle alpi  juventus-roma 2-2 (seconda e definitiva botta)

ancelotti perde due scudetti sul fil di lana collezionando circa 150 punti in due stagioni. umberto agnelli ne prende atto ed etichetta il tecnico emiliano come eterno secondo e lo congeda senza tanti giri di parole. le vittorie si nutrono delle sconfitte altrui, chi è debole di cuore o lascia che la riconoscenza sieda nel CDA delle decisioni, non potrà mai competere per nulla di veramente importante.
                                                   leofergod
      da juventus-fansforum:
Alla Juventus vi erano UOMINI non fighette,alla Juventus c'era SETE e FAME di vittoria,ci si nutriva con il sangue delle sconfitte avversarie,alla Juventus si parlava poco e si FACEVA di piu',alla Juventus un secondo posto era un fallimento,un PRIMO POSTO era un dovere,alla Juventus la CONCENTRAZIONE in ogni partita era la regola principale,perchè alla Juventus sanno che se vuoi VINCERE devi VINCERE prima le tue resistenze e LAVORARE su di quelle ,giorno dopo giorno,perchè il primo avversario della Juventus è la Juventus e sa che il proprio destino dipende esclusivamente da come oltrepassa quel tunnel,da come inizia MENTALMENTE quel primo secondo di partita. Questa E' la Juventus" Fin quando non tornerà ad avere queste caratteristiche di Juventus avrà solo il nome,ma quello non basta.

Dimenticare calciopoli?

Dimenticare calciopoli!!! E' questo l'andazzo che comincia a serpeggiare sulla maggior parte dei media. E come non capirli dal momento che un "regolare" processo penale stà smontando tutte le accuse di cupola,combriccola, associazione a delinquere ecc ecc". Se fino a martedì 16 marzo il processo di napoli veniva segnalato con qualche trafiletto qua e la, ora non si può più tenere il bavaglio a dei fatti oggettivi che emergono dall'aula 216, e allora si stà cominciando a "indottrinare" le masse sul fatto che calciopoli ha stufato, che bisogna andare avanti e che la Juve per vincere deve dimenticarsi di calciopoli. Ma dimenticare calciopoli per un vero juventino è possibile? Io credo di no, nella maniera più assoluta. Perchè quello che è successo và al di là del fatto sportivo, qui si stà giocando in gran parte la credibilità dei P.M. e quindi della magistratura (ogni riferimento alla riforma della giustizia è puramente casuale) e quindi della nazione Italia (se mai c'era ancora credibilità e onore da salvare).Ma se fino ad ora l'Italia è al 63imo posto nella libertà di stampa, dopo questa farsa (lasciando perdere la politica per carità) a che posto della classifica ci collocheranno? E tutti i santi inquisitori che in quell'estate maledetta del 2006 diedero sfogo alle loro frustazioni di pseudo-giornalisti-tifosi contro la Juve dove sono, cosa scrivono adesso? In una scena del mitico film KILL BILL, il grande attore Madsen recita così: QUELLA DONNA MERITA LA SUA VENDETTA E NOI.... NOI..... NOI MERITIAMO DI MORIRE. In quella scena e in quella frase c'è sintetizzato tutto quello che un tifoso( non un simpatizzante) Juventino con la J maiuscola sente crede e auspica con tutto il cuore. Io dico la mia, scrivo quello che vorrei (credo che neanche in una nazione cosiddetta "libera e democratica come l'america" potrebbe succedere) per poter mettere fine a calciopoli.
  CONDANNA inter: serie B con penalizzazione, scudetto 2007 revocato, restituzione scudetto 2005-2006 ( il cartonato), scudetti '08, '09, 2010 con asterisco perchè, seppur vinti sul campo, giocati senza il miglior competitor distrutto da quanto sopra.
  CONDANNA milan: serie B con penalizzazione, revoca champions leage in quanto non avrebbe potuto parteciparvi.
  CONDANNA forte penalizzazione ed eventuale serie B a tutte le squadre che in qualche modo hanno cercato di avere privilegi tramite cene telefonate e regalie varie.
  CONDANNA F.I.G.C.. 500 mln di risarcimento alla juve.( potrebbe sempre rifarsi chiedendo i danni ai vari guido rossi borrelli palazzi e resto della vera "combriccola milanese"). retituzione scudetti 2005-2006 alla Juventus.
  CONDANNA gazzetta "sportiva", corriere dello sport, corriere della sera, la stampa, la repubblica, l'espresso, panorama, il mattino e altri giornali più piccoli:  obbligo di mettere in prima pagina per un mese di fila  pubbliche scuse a luciano moggi a antonio giraudo a roberto bettega alla Juventus storica e culturale e a tutti i tifosi juventini, perchè con il loro continuo farneticare di congiure e cupole varie hanno distrutto intere famiglie e rovinato la reputazione di tante persone.
  CONDANNA alla GOGNA MEDIATICA e ritiro tessera giornalista a ferrajuolo ravaioli ordine monti palombo e tutti coloro che con i loro articoli, omerstosi verso una parte e in malafede verso un'altra,, (omissioni e superficialità furono e sono usati a totale loro piacimento)hanno, suonando la gran cassa mediatica, causato la caccia alle streghe del 2006, rovinando non solo una squadra di calcio ed il suo marchio glorioso, ma anche i loro dirigenti, ma anche persone e famiglie che non c'entravano assolutamente nulla.
   CONDANNA auricchio, guido rossi, saverio borrelli, galdi, martino manfredi, palazzi, narducci, capuano e tutti i loro aiutanti di campo:  condanna al pagamento delle spese processuali di napoli, della giustizia sportiva 2006 e del processo sportivo che si dovrà per forza riaprire. degradamento con infamia della loro posizione attuale con retroattività del 2006 e relativa restituzione stipendi ingiustamente recepiti in quanto dal 2006 devono essere pagati come fattorini dei vari ministeri figc forze dell'ordine ecc.
  CONDANNA con sospensione pena a facchetti giacinto: lasciamo in pace i morti, ma anche i loro memoriali (1 foglio)
   CONDANNA john elkann montezemolo ( ptchiuuuu!!!! caini) cobolli gigli, blanc: giuramento pubblico in eurovisione di non nominare, parlare, vedere o intervenire mai più nelle faccende interne o esterne della juve in qualsiasi sua forma (stadio giocatori ma sopratutto CDA),  obbligo inoltre , perchè non degni, a john elkann e luca cordero di montezemolo (recidivo, vedi 1990) di restituzione di tutti i "ricordi" juventini ereditati in famiglia (fotografie palloni manoscritti ecc) ai legittimi eredi della STORIA-JUVENTUS, i tifosi, che potranno così ammirarli nel nuovo museo in costruzione con il nuovo stadio.
  CONDANNA giampiero boniperti: destituzione dalla carica di presidente onorario della Juventus Football club S.P.A. e nomina immediata a presidente a vita del nuovo club"infamiamo la juventus" (tronchetti provera, massimo moratti, facchetti jr e sr membri onorari) con sede presso la pirelli di milano. nel nuovo club obbligo di iscrizione ai vari tardelli boniek cobolli e a tutti gli ex giocatori e dirigenti juventini che contro di essa si sono scagliati in quell'orrida estate 2006.
  REVISIONE COMPLETA del processo sportivo 2006 e sospensione di tutti i campionati professionistici di calcio d'italia finchè tale processo non sia concluso in tutti i suoi gradi.

io ho detto ciò che penso (e come tale resterà, solo un pensiero) fin dal 14 maggio 2006, quando in un clima surreale di festa per i giocatori per la conquista del 29simo scudetto, Luciano Moggi moooolto lungimirante esordiva così: " mi hanno ucciso l'anima, oggi per me non c'è niente da festeggiare, da domani non sarò più direttore generale della Juventus". e a microfoni spenti aggiunse: "hanno voluto colpire me e giraudo per far fuori la juventus e i colpevoli non cerchiamoli troppo lontano".

solo così tutti coloro che hanno sputato sangue (giocatori e dirigenti) e soldi (tifosi e simpatizzanti) potranno finalmente placare la loro anima bianconera. "quella donna merita la sua vendetta, e voi.... voi.... voi meritate di morire.

                                                                                                 leofergod