martedì 15 novembre 2011

seduti sulla sponda del fiume 1

intervista a massimo zampini sulla sentenza di 1° grado al processo "calciopoli" di napoli.

da TUTTOJUVE.COM

Ha seguito da sempre con molta attenzione le vicende di Calciopoli e dopo la sentenza di primo grado ha voluto dire la sua, in esclusiva per TuttoJuve.com. Massimo Zampini, conduttore della trasmissione "La Juve è sempre la Juve" e autore del libro "Er go' de Turone" diario di uno juventino a Roma, racconta le sue sensazioni a seguito della sentenza.

Massimo, hai seguito molto le vicende di Calciopoli: ti aspettavi questa sentenza?

"No, l'associazione a delinquere, dopo tutto quello che è emerso, era impossibile da prevedere. Ma già prima della decisione invitavo gli amici juventini a non essere troppo ottimisti. La giustizia è una cosa lunga, in Italia spesso viene fatta in appello e questo era un caso fortemente mediatico, dove la Procura si giocava molta credibilità. La reazione scomposta di Narducci e compagni, tra interviste alla carta stampata e interventi trionfanti in tv, ne è la testimonianza inequivocabile. In ogni caso, la sentenza va rispettata, ci mancherebbe, ma si può certamente criticare. E sin da ora posso dire che sono quantomeno curioso di capire per esempio in cosa consista la frode di Udinese-Brescia, che ha portato alla condanna del povero Dattilo. Forse ha sbagliato a espellere Jankolovski. In fondo aveva dato solo un pugno, mica aveva ammazzato.. E poi una bella frode a Cagliari-Juve. In fondo per un prestigioso pareggio in Sardegna era fondamentale darsi da fare in modo illecito. E come la mettiamo con Juve-Udinese, dove abbiamo frodato ma l'arbitro Rodomonti è stato assolto? Chi ci ha aiutato? Gli avversari?"

Dov’è stato l’errore della difesa di Moggi?

"Si parla di miei colleghi, peraltro tutti con grandissima esperienza in campo penale, quindi ci manca solo che mi metta a cercare di individuare loro eventuali errori. Del resto, fare emergere le altre intercettazioni era (ed è) a mio avviso decisivo. Ma come, tu mi accusi di avere una cupola e io scopro che avete tagliato, dimenticato, occultato telefonato in cui i dirigenti rivali parlavano con i miei "affiliati" con confidenza e.. buoni risultati ("non ammonire Nesta", e Nesta non fu ammonito"; "dì a Bertini che è determinante", e Bertini lo fu, ecc)? Io le tiro fuori, mi indigno e vi dico pure che ci avete imbrogliato".

Perché certe intercettazioni sono finite nel dimenticatoio?
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"Ecco, appunto, perchè? E perchè Narducci dice che ne era a conoscenza, mentre l'altro PM Beatrice dice che non le aveva mai ascoltate? E perchè se il guardalinee Coppola va già nel 2006 a dire di avere subito pressioni per cambiare un referto sgradito all'Inter non viene in mente che la cosa possa interessare la giustizia sportiva, se non quella penale? E qualcuno ci spiegherà mai che si dicevano Moratti, Auricchio e Narducci in quel "casuale" incontro? Le domande senza risposta sono una marea, magari ci aiuteranno le motivazioni".

Non credi sia singolare che la Juve sia innocente e Moggi colpevole?

"Sinceramente mi pare che questo aspetto venga un po' sopravvalutato: la Juventus viene esclusa dal risarcimento delle parti civili, e non sappiamo ancora il perchè. Probabilmente il motivo sarà meramente tecnico, riferito alla mancata rappresentanza legale della società da parte di Moggi. Vedremo le motivazioni, ne capiremo di più".

Cosa ne pensi del comunicato della Juve a sentenza avvenuta? Moggi non sembra aver gradito molto

"La Juve e Moggi sono su due stradi processuali diverse, che a volte convergono e a volte divergono del tutto. Moggi fa i suoi interessi (non quelli della Juve), la Juve fa i suoi (non quelli di Moggi). A noi tifosi pare un discorso freddo, e spesso alcune frasi ci paiono di cattivo gusto, ma cinicamente è normale che sia così, si tratta di strategie processuali. Poi sono certo che l'attuale dirigenza juventina sia totalmente convinta che si tratti di due scudetti stravinti sul campo, esattamente come noi".

Non ti è sembrata di cattivo gusto l’esultanza dell’avvocato Vitiello della Juve?

"Non c'ero. Tuttavia se si è trattato di un'esultanza eccessiva, posso capirne le ragioni (in fondo il suo cliente è stato escluso da pesanti risarcimenti) ma probabilmente si poteva perlomeno attendere che gli imputati e i presenti fossero lontani".

Nicola Penta, consulente della difesa di Moggi ha dichiarato a TuttoJuve: “l’unico che andrà sotto processo in appello fra un anno e mezzo sarà Luciano Moggi, perché tutti gli altri imputati saranno prescritti”. Condividi?

"È probabile che finisca così, vediamo se qualcuno rinuncerà alla prescrizione".

Sul forum di vecchiasignora hai scritto una sarcastica lettera di scuse ad amici e parenti per la tua presa di posizione e una promessa: quella di cercare la verità. Credi si riuscirà a venirne a galla?
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"Sì, continuerò a invitare in trasmissione questi delinquenti pericolosissimi, i membri di questa temibile associazione a delinquere, era necessario che avvertissi per tempo i miei parenti. Ad ogni modo, era il primo grado, ci manca solo che si smetta di cercare la verità quando ci si avvicina alle sentenze definitive. Non so come andrà a finire da un punto di vista processuale, ma alla verità ci siamo già avvicinati moltissimo. Peccato che per le tre giudici (o magari solo per due di loro?) tutto sia rimasto fermo a quanto sapevamo nel 2006".

Credi che lo scudetto del 2006 resterà all’Inter?"No che non resterà. Non so quando, non so come accadrà, ma prima o poi glielo toglieranno di sicuro. E ci mancherebbe pure il contrario, dopo le telefonate emerse e la relazione di Palazzi. La sentenza di Napoli, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il tavolino farsa. Lo smoking bianco si è già sporcato da tempo, è diventato quasi nero".

Provocazione: la legge è uguale per tutti?

"Alla lunga credo di sì. Ma se chi indaga si dimentica delle tue telefonate o ignora le testimonianze come quelle di Coppola, per te è un po' più uguale che per gli altri".



domenica 13 novembre 2011

crediamoci tutti....

I dieci motivi per cui quest'anno ci credo

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L’inizio di campionato della Juventus di Conte lascia ben sperare. Le tre vittorie e i due pareggi conseguiti in queste prime giornate collocano infatti la squadra al comando della classifica. E’ stata in particolar modo la vittoria ottenuta contro il Milan ad accendere gli entusiasmi fra i tifosi e ad accreditare la squadra, fra gli addetti ai lavori, come una seria candidata allo scudetto. Si sprecano anche i confronti con la prima Juve lippiana, che anch’essa aveva iniziato con tre vittorie e due pareggi il primo campionato che avrebbe poi portato al titolo apripista di una stagione di successi. Ma voltandosi un po’ meno indietro ci si accorge che sono state talmente tante le scottature che si è beccato il tifoso juventino negli anni post Calciopoli che, oggi più che mai, sarebbe necessario essere prudenti e assecondare la crescita della squadra senza quei voli pindarici che solitamente appartengono a ben altre tifoserie.

Era stato un ottimo inizio anche quello della Juventus appena tornata in serie A nel campionato 2007-2008, quella dei “cinque samurai” rimasti in bianconero nonostante Calciopoli. Era il primo anno con Ranieri in panchina. Cinque gol al Livorno all’esordio, poi vittoria a Cagliari sfoderando gli attributi nonostante una direzione di gara penalizzante, quindi la sconfitta casalinga con l’Udinese e il pareggio a Roma contro Totti e compagni, seguito dalla netta vittoria contro la Reggina. Tre vittorie un pareggio e una sconfitta, non male per una neopromossa anche se sui generis. Poi sarebbe arrivata la vittoria all’ultimo secondo nel derby grazie ad una prodezza di Trezeguet, in un campionato poi destinato a svoltare malamente nella trasferta di Napoli, alla nona giornata, con l’arbitro Bergonzi capace di inventarsi due rigori per il Napoli e di condannare così i bianconeri alla sconfitta. Al minimo dubbio gli arbitri ci fischiavano contro per “farci ripagare” Calciopoli, quasi l’avessimo fatta franca come qualche altro.

Promettente anche l’avvio della stagione successiva. Alla prima la Juve, in superiorità numerica, a Firenze si faceva raggiungere sul pareggio quasi allo scadere, ma poi regolava Udinese e Cagliari, prima che prendessero piede le prime polemiche per i due pareggini contro Catania e Sampdoria, e con esse l'accusa mossa a Ranieri di non saper osare abbastanza. Comunque si trattava di due vittorie e tre pareggi, per una squadra che in seguito avrebbe perso in casa con Palermo e Napoli, ma poi sarebbe stata protagonista di una buona parte centrale di campionato, prima di crollare in primavera, riuscendo comunque a conquistare il secondo posto dopo aver avvicendato Ranieri con Ferrara nelle ultime due giornate.

La Juventus di Ciro, nel campionato 2009/10, ebbe un inizio spumeggiante finché riuscì a schierare tutti i titolari del 4-2-3-1 con Sissoko e Felipe Melo in mediana, con Camoranesi, Diego e Giovinco a imperversare sulla tre quarti e Iaquinta di punta. Quattro vittorie iniziali contro il Chievo, in trasferta contro Roma e Lazio, quindi contro il Livorno. Anche alla quinta la Juve bene impressionò pareggiando a Marassi contro il Genoa, pur danneggiata per alcune errate valutazioni arbitrali. Comunque sia il ruolino non fu niente male con quattro vittorie e un pareggio. Poi la fine del sogno: il pareggio subito all’ultimo minuto nella gara casalinga contro il Bologna a causa di un errore in disimpegno di Felipe Melo e la sconfitta di Palermo raffreddarono bruscamente gli entusiasmi per la Juventus “brasiliana”.

Il peggior inizio post Calciopoli è toccato l’anno scorso alla Juventus di Delneri: sconfitta a Bari, pareggio casalingo contro la Sampdoria, vittoria in trasferta a Udine, prima di crollare all’Olimpico contro il Palermo e vincere contro il Cagliari. Bilancio mediocre con due vittorie, un pareggio e due sconfitte per una Juve che, nonostante i tanti infortuni, seppe comunque riprendersi e giocare un campionato all’altezza fino alla pausa natalizia: la resa sarebbe arrivata a gennaio, a causa di una formazione allestita con troppa leggerezza in estate e senza adeguati ricambi.


Considerato questo excursus delle ultime stagioni la Juventus di Conte si colloca giusto in mezzo fra l’inizio di campionato più speranzoso della Juventus di Ferrara e quello più problematico della squadra allenata da Delneri.

Qual è quindi la motivazione dell’ottimismo che si respira intorno alla Juventus quest’anno ? Scopriamolo in dieci punti.

1) La scelta dell'allenatore. Antonio Conte ha riportato un grande entusiasmo in tutto l’ambiente bianconero per i suoi trascorsi da giocatore uniti alla forte personalità dell’uomo.
2) La duttilità di Conte. Arrivato con la nomea di essere troppo rigido sul modulo tattico applicato alle sue squadre, Conte ha subito dimostrato invece di essere molto duttile, ruotando gli effettivi secondo le circostanze tattiche che si possono presentare nel corso dell’incontro.
3) Squadra in crescita. Molte frecce nell’arco di Conte attendono ancora di essere scagliate proprio in quella zona del campo dove il 4-2-4 dovrebbe fornire un valore aggiunto a livello di qualità, ovvero gli esterni alti (Elia, Estigarribia).
4) A gennaio ci si rafforza. Certamente a gennaio il sacrificio di qualche attaccante di troppo (Iaquinta? Amauri?) e di qualche elemento poco ricettivo rispetto ai dettami tattici richiesti dall’allenatore (Krasic?) consentiranno di colmare le lacune di tecniche palesate fino a questo momento (mancano soprattutto un centrale difensivo e un esterno basso a sinistra), potendo cogliere eventuali opportunità offerte dalla finestra di mercato invernale;
5) L’asse Pirlo-Marchisio. L’inserimento di Pirlo nell’undici titolare è stato ottimo. Il campione bresciano ha saputo da subito prendere in mano la squadra imponendosi dall'inizio come fulcro del gioco. Accanto a lui anche il rendimento di Marchisio è migliorato. C’è grande affinità fra i due che costituiscono, insieme a Vidal e a Pazienza, un reparto centrale che è forse il più forte e il meglio assortito della serie A, specie se rapportato all’unico impegno del campionato;
6) Il nuovo stadio. Lo Juventus Stadium si è presentato come l’arma in più della squadra bianconera. Lo stadio all’inglese, con gli spettatori vicinissimi e senza barriere, permette al pubblico di sostenere e spingere la squadra come se si trattasse veramente di schierare l’uomo in più. Difficile stabilire a priori quanti punti in più in classifica possa dare un impianto del genere, ma è chiaro che si tratta di un valore aggiunto importante.
7) C'è solo il campionato. Il risvolto positivo di non giocare le coppe sta nel poter preparare ogni incontro di campionato nel modo migliore, a differenza delle principali antagoniste impegnate spesso nel turno infrasettimanale di coppe.
8) Le debolezze altrui. Rispetto al recente passato le squadre milanesi, principali antagoniste, appaiono indebolite per non aver provveduto a rinnovare rose vecchie e usurate e, nel caso dell’Inter, per aver perso un giocatore decisivo come Eto’o senza averlo adeguatamente sostituito. Il solo Napoli, fra le squadre di vertice, appare rafforzato rispetto al recente passato.
9) Andrea Agnelli. Dopo le sofferenze seguite a Calciopoli, Andrea Agnelli ha riconsegnato al popolo bianconero l’orgoglio di sentirsi juventini. Partito per sistemare una Juventus “scassata”, come successe a suo padre Umberto oltre cinquant’anni fa, ha tribolato il primo anno mettendo in cantiere anche l’esposto su Calciopoli che, seppure a scoppio ritardato, sta doverosamente compiendo quel percorso necessario per riuscire prima o poi a riavere indietro gli scudetti 28 e 29 conquistati sul campo.
10) Corsi e ricorsi storici. Sarò forse un inguaribile romantico o un semplice illuso, ma i due settimi posti consecutivi delle precedenti stagioni assomigliano terribilmente ai due noni posti consecutivi delle annate 1955/56 e 1956/57. L’anno successivo, al secondo anno di presidenza, arrivò lo scudetto della prima stella per la Juventus di Umberto Agnelli. Uno scenario straordinariamente simile a quello in cui si sta muovendo suo figlio Andrea. Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi, pensare che quello in corso possa essere il campionato della terza stella viene da sé. Questa sì che sarebbe la chiusura del cerchio.

giovedì 3 novembre 2011

Media Italiani? sempre più pennivendoli prezzolati!!!

   Leggendo notizie come questa ci si rende conto fin dove la stampa italiana generalista è disposta a spingersi pur di raccontare la sua verità. Non stupiamoci poi se nella classifica mondiale della libertà di stampa siamo all'ottantesimo posto, dietro perfino al Botswuana e all'Algeria, con tutto il rispetto per queste nazioni. Comunque per fortuna qualche bravo giornalista ancora c'è e poi c'è internet, e qui la verità non la si può più fermare, ma non dimentichiamoci come sarebbe finita calciopoli senza che Moggi desse battaglia e la rete divulgasse le nuove prove emerse. Per la gazzetta, corrieri vari, mediaset e combriccola RAI tutto sarebbe rimasto fermo al 2006 con Paparesta ancora chiuso nello spogliatoio del          Granillo.
«Sì, spiavano Moggi e la Juve»

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«Ebbene sì, controllavamo i telefoni della Fc Juventus, della Gea, della Football Management, del signor Ceniccola (era un telefono di De Santis , ndr ) e utenze della Figc. Potevo farlo entrando nel sistema Radar: mi diedero l’opportunità di vedere i contatti telefonici, di prendere appunti, senza essere in alcun modo rintracciabile e con il divieto assoluto di stampare quei tabulati che poi consegnavo ai miei superiori». In fondo a Moggi basterebbero le parole di Caterina Agata Plateo , ieri testimone al processo Telecom in corso a Milano per associazione a delinquere per spiegare tante cose.

DA BOVE A TAVAROLI - La Plateo dipendeva - dal 2000 al 2004 - da Adamo Bove , il funzionario della security Tim coinvolto nella vicenda Telecom e morto tragicamente nel 2006 allo scoppiare dello scandalo. Poi passerà alla Telecom con Ghioni e Tavaroli . Quelle parole, sapendo chi commissionava la scansione delle vite e dei telefoni altrui nel calcio, basterebbero anche allaJuventus per giustificare ogni tipo di azione a tutela del proprio operato. La Plateo ieri è stata sentita al processo milanese sullo scandalo Telecom, dell’intelligence illegale, con Tavaroli e la sua struttura al centro della vicenda: quattro ore davanti al giudice di Corte d’Assise, Gramacchio , perché gli avvocati dei danneggiati sono davvero tanti quanti i dossier illegali messi insieme. Compresi quelli che hanno visto protagonisti proprio la Juve, la Gea, la Football Management di Alessandro Moggi, l’arbitro De Santis e alcune utenze della Figc (quelle dei designatori dell’epoca, Pairetto e Bergamo).

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