Leggendo notizie come questa ci si rende conto fin dove la stampa italiana generalista è disposta a spingersi pur di raccontare la sua verità. Non stupiamoci poi se nella classifica mondiale della libertà di stampa siamo all'ottantesimo posto, dietro perfino al Botswuana e all'Algeria, con tutto il rispetto per queste nazioni. Comunque per fortuna qualche bravo giornalista ancora c'è e poi c'è internet, e qui la verità non la si può più fermare, ma non dimentichiamoci come sarebbe finita calciopoli senza che Moggi desse battaglia e la rete divulgasse le nuove prove emerse. Per la gazzetta, corrieri vari, mediaset e combriccola RAI tutto sarebbe rimasto fermo al 2006 con Paparesta ancora chiuso nello spogliatoio del Granillo.
«Sì, spiavano Moggi e la Juve»

«Ebbene sì, controllavamo i telefoni della Fc Juventus, della Gea, della Football Management, del signor Ceniccola (era un telefono di De Santis , ndr ) e utenze della Figc. Potevo farlo entrando nel sistema Radar: mi diedero l’opportunità di vedere i contatti telefonici, di prendere appunti, senza essere in alcun modo rintracciabile e con il divieto assoluto di stampare quei tabulati che poi consegnavo ai miei superiori». In fondo a Moggi basterebbero le parole di Caterina Agata Plateo , ieri testimone al processo Telecom in corso a Milano per associazione a delinquere per spiegare tante cose.
DA BOVE A TAVAROLI - La Plateo dipendeva - dal 2000 al 2004 - da Adamo Bove , il funzionario della security Tim coinvolto nella vicenda Telecom e morto tragicamente nel 2006 allo scoppiare dello scandalo. Poi passerà alla Telecom con Ghioni e Tavaroli . Quelle parole, sapendo chi commissionava la scansione delle vite e dei telefoni altrui nel calcio, basterebbero anche allaJuventus per giustificare ogni tipo di azione a tutela del proprio operato. La Plateo ieri è stata sentita al processo milanese sullo scandalo Telecom, dell’intelligence illegale, con Tavaroli e la sua struttura al centro della vicenda: quattro ore davanti al giudice di Corte d’Assise, Gramacchio , perché gli avvocati dei danneggiati sono davvero tanti quanti i dossier illegali messi insieme. Compresi quelli che hanno visto protagonisti proprio la Juve, la Gea, la Football Management di Alessandro Moggi, l’arbitro De Santis e alcune utenze della Figc (quelle dei designatori dell’epoca, Pairetto e Bergamo).
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