domenica 31 luglio 2011

Il Blog di Ju29ro.com: Giornalistopoli

Il Blog di Ju29ro.com: Giornalistopoli

martedì 26 luglio 2011

piano piano la verità viene a galla: presidente non ci deludere, siamo tutti con te!

     GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di M. BARBATO del 26/07/2011 7.56.31
Calciopoli: cinque anni di Vergogna
Sono passati 5 anni da quando il Prof. Sandulli, presidente della Corte Federale della FIGC, emise la sentenza sullo scandalo denominato “calciopoli”, che mandò la Juventus in serie B con penalizzazione.
Luciano Moggi e Antonio Giraudo vennero squalificati per 5 anni con proposta di radiazione.
La reazione juventina al verdetto venne affidata al Presidente Cobolli Gigli, che disse: ”La Juve ricorrerà in tutte le sedi possibili... Sentenza non equilibrata: prima camera conciliatoria, poi il TAR “.
A distanza di cinque anni sappiamo perfettamente come stanno le cose per quanto concerne la Juventus: Moggi e Giraudo risultano radiati, e sappiamo come; il ricorso al TAR è stato ritirato immediatamente; a distanza di quasi quattro anni dalla sentenza la Juventus ha presentato un esposto in cui si chiedeva parità di trattamento e la revoca dello scudetto. Dell’aspetto sportivo un vero tifoso juventino non riesce a parlare.
La risposta della FIGC all’unica azione intrapresa ufficialmente dalla Juventus, nell’aprile del 2010, è stata: illecito prescritto per l’Inter, e refurtiva ancora nella sede della SARAS.
A Napoli si combatte, Moggi e gli imputati combattono.

Solamente chi è in malafede, e purtroppo sono in tanti, può oggi ritenere che quanto è stato architettato per distruggere la più gloriosa società calcistica italiana sia frutto di giustizia e onestà.
Quello che è stato fatto cinque anni fa è vergognoso. Quello che si è fatto nei cinque anni successivi, e ancora oggi si cerca di fare, è addirittura disgustoso!!!

Basta con l’omertà, basta con lo scaricabarile, basta con gli esposti, con i comunicati e le note ufficiali che vengono disattesi con una sfacciataggine ed una disonestà che non è degna di un paese civile.
Basta con le attese!

A noi non interessa più sapere come sia nata l’indagine sulla Juventus (chiamiamola Juventopoli, e via le ipocrisie...) perché sappiamo perfettamente come è nata.
A noi non interessa sapere perché la Procura di Napoli abbia agito in una univoca direzione e perché abbia occultato le intercettazioni di Inter e altre. Ci è bastata una lettera “di pressioni” del Procuratore Capo per capirlo.
A noi non interessa sapere come mai sia stato chiamato come commissario straordinario Guido Rossi, e perché in quel periodo di commissariamento siano stati messi nuovi uomini, molti dei quali con un’unica matrice ben precisa, azzerando le precedenti risorse umane della FIGC. Perché basta guardare quello che è successo in quei mesi per rendersene conto.
A noi non interessa sapere come mai il SuperProcuratoreGiudicePrescrittore Palazzi abbia per anni agito in quella maniera. Basta guardare i tempi e i modi con cui ha portato avanti le sue indagini per comprenderlo.
A noi non interessa nemmeno sapere a chi fra Carabinieri, Procura di Napoli e FIGC rimarrà il cerino in mano, per appurare chi abbia nascosto a chi le intercettazioni di questa inchiesta. Sono tutti pari protagonisti della identica farsa.
A noi non interessa più nemmeno rileggere per la centesima volta quanto detto da Borrelli nella sua audizione al Senato. Sarebbe bastato che lo avesse letto almeno una volta qualcun altro, oltre a noi tifosi juventini.
A noi non interessa che la persona più equivoca e ambigua che il mondo del calcio Italiano ricordi, Massimo Moratti, sia pronto a strumentalizzare una persona che non c’è più pur di tenersi stretto uno scudetto la cui definizione migliore venne data da Giampiero Mughini, quando ancora non erano nemmeno iniziati i processi sportivi... ”Razza di villanzoni....91 punti....teste di ca....” . Se veramente Giustizia ci sarà, prima o poi ce lo verremo a riprendere noi quello scudetto.
A noi non interessa sapere come sia possibile che a guidare la FIGC ci sia una persona che sarà anche capace di stare in qualunque contesto governativo venga inserito, ma che dopo il 18 luglio solo una parola può definire: incompetente!
A noi non interessa neanche più, e questa è la nostra più grande delusione, sapere perché la squadra che noi tifavamo non si è mai difesa e ha lasciato per anni che venisse calpestata la nostra storia e i nostri trionfi; trionfi costruiti con il sudore e la classe di giocatori che solo a nominarli dovrebbero imporre la cancellazione di qualunque processo tendente a mettere in dubbio i loro successi.

Dopo cinque anni di ingiustizie fatte alla luce del sole, di violazioni di norme e leggi, commesse in una maniera tanto pacchiana quanto impunita, solo ed unicamente per cercare di portare a termine un piano prestabilito e organizzato, noi siamo stanchi.
Siamo stanchi di vedere che la verità esce ogni giorno che si parla di questa storia, da qualunque fatto nuovo la riguardi.
Siamo stanchi di vedere che non c’è una sola persona che abbia la voglia di fermare questa miserabile farsa che vede colpevoli tutti, nessuno escluso, tranne noi tifosi.

Presto partiranno nuove false inchieste e commissioni parlamentari per appurare quelle responsabilità che sono da anni sotto gli occhi di tutti.
E non ci meraviglieremo se qualche prescrizione salverà qualche testa. Né ci meraviglieremo se, una volta mandato a casa, troveremo Abete a capo di qualche altra Federazione sportiva. Narducci e Auricchio, per loro fortuna, si sono già sistemati.

Andrea Agnelli, qualora il tuo intento sia veramente quello di riavere giustizia, sappi che il tempo delle minacce velate e poco chiare è passato da un pezzo; che a noi tifosi juventini vedere che persino l’Arezzo Calcio fa quello che voi avreste dovuto fare da tempo fa male; che vedere la Fiorentina chiedere ufficialmente chiarezza fa male; che vedere Diego Della Valle rivolgersi in quel modo a Moratti crea quasi invidia; che vedere addirittura Galliani fare delle domande fa male; che sentire Lotito non ricorrere neanche ad una citazione latina per dire quanto sia stato tutto falsato fa rabbia.
E il fatto che tutti adesso comincino a tirare la testa fuori dal sacco dove si erano tenuti nascosti per anni è la nostra....anzi la vostra più grande umiliazione.
E ricorda, infine, che con certe persone non deve esistere un solo tavolo di conciliazione, o anche solo di colloquio, che non sia lo scranno di un Tribunale.
Se veramente lo vuoi, fallo. Fallo adesso, fallo per il nome che porti e fallo per la Juventus.

Per quello che è successo fino ad oggi, abbiamo visto che solo una persona, oltre a noi, si è dimostrata disposta a tutto pur di avere giustizia. È solo grazie a Luciano Moggi se la verità è venuta fuori.
L’unica persona coinvolta in questa ignobile storia che ha dimostrato di avere quel coraggio e quella feroce determinazione che per quasi novant’anni la squadra degli Agnelli aveva dimostrato ovunque nel mondo.
Della squadra di calcio che vinceva tutto, che non si arrendeva mai e perdeva solo dopo aver combattuto fino alla fine ci avete lasciato i ricordi.

Ieri era il 25 luglio 2011, sono scaduti i cinque anni dalla sentenza della Corte Federale. Noi di GLMDJ abbiamo fatto quello che chi ama la Juventus deve fare. Lo ha fatto anche Luciano Moggi, ovviamente.

A difendere quei colori siamo rimasti noi, tifosi veri..persone per bene.

un solo coro, una sola voce, uniamoci anche noi con loro: GiùLeManiDallaJuve.

GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di P. CICCONOFRI del 25/07/2011 15.54.21
Calciopoli: compromesso o giustizia?
Il processo di Napoli ha chiuso i battenti per la pausa estiva: a settembre inizierà la fase conclusiva con le ultime arringhe delle difese e l’attesa sentenza di primo grado che dovrebbe arrivare entro la fine di ottobre.
Le reazioni alle innumerevoli rivelazioni portate alla luce dalla difesa degli imputati del processo napoletano, stanno facendo sentire il loro rumore attraverso voci eccellenti come i Della Valle e Galliani. 
Stupito ed infastidito da queste circostanze è solo Moratti che continua con le sue accuse (quasi patetiche), ed incapace, come solito, di compiere un atto di coraggio che sia qualcosa di diverso dal coprirsi dietro alla prescrizione o di prestare l’immagine dei campioni interisti per rinfocolare un sano sentimento anti-juventino, distogliendo l’attenzione da una situazione imbarazzante, che la tifoseria nerazzurra non esita a far proprio. Speriamo soltanto che questo ostentare onestà non si traduca inviolenza tra tifosi…

In questa bagarre è la posizione della FIGC ad essere assurda. Incapace e incompetente di far fronte alla richiesta di parità di trattamento avanzata dalla Juventus, si trova ora a sponsorizzare un “tavolo” della pace che non si è capito bene a cosa dovrebbe servire. Spaventano le possibili richieste di risarcimento danni, spaventano le possibili azioni legali, ma si continua a non prendere posizione anche risultano ridicoli e asserviti. Pensano veramente di avere ancora un minimo di credibilità dopo quanto avallato?

Ufficialmente il superprocuratore Palazzi ha dichiarato prescritti gli illeciti interisti e quelli delle altre società coinvolte nella sua inchiesta ed ufficialmente la FIGC non ha preso nessuna decisione sulla revoca dello scudetto di cartone coprendosi dietro quel famoso ed atteso parere legale.
In questi giorni abbiamo letto come alcuni giuristi mettano in dubbio non solo i termini di prescrizione, ma anche il fatto che la stessa sia stata sancita da Palazzi che forse doveva limitarsi al solo deferimento lasciando poi la decisione delle eventuale prescrizione all’organo competente.
Dubbia è anche la posizione assunta dallo stesso Abete, che per statuto, poteva (doveva) prendere una decisione direttamente. Che l’assunzione di responsabilità non sia una prerogativa del presidente della FIGC lo abbiamo visto anche nel caso radiazioni, dove ha ben pensato di istituire un procedimento ad-hoc per evitare ancora una volta di prendere una decisione scomoda …

La situazione che si è creata è ancora più assurda di quella che ci trasciniamo dal 2006.

L’iter sulle radiazioni è irreale; basta pensare che Palazzi pretende di giudicare sulla base degli elementi del 2006, pur in presenza di prove che ne minano la credibilità. Come si può dare credito a questo nuovo iter e ritenerlo uno strumento di garanzia per gli imputati?

Guido Rossi, dopo 4 anni da calciopoli, per difendere la sua posizione, scrive una lettera alla FIGC in cui dichiara di non avere avuto nessuna informazione su «tesserati diversi da quelli oggetti di deferimento» del 2006. E’ veramente sufficiente una lettera per giustificare il papocchio che ha combinato?

Il Consiglio Federale si dichiara incompetente a decidere, ma i suoi membri rilasciano dichiarazioni alla stampa mostrando chiaramente la loro posizione antijuventina (alla faccia dell’essere super partes!). Fino a quando sarà tollerato questo sistema anti-sportivo?

Senza considerare che per dichiararsi “incompetenti” è stato necessario attendere 14 mesi facendo chiaramente trapelare che forse, le posizioni si sono aggiustate in base alle esigenze del momento. Chissà, magari qualcuno intuendo la revoca del cartone, avrà puntato i piedi spaventando il presidente della FIGC…

Più che cercare chiarezza si cerca solo un compromesso. Tutto questo ostentare una chiusura condivisa di calciopoli al di fuori della legge, anziché cercare giustizia nei modi e con i metodi che rappresenterebbero una garanzia per tutti, mette in luce i limiti stessi delle strutture federali e della giustizia sportiva.

Il commissariamento della FIGC, in un momento come questo, non solo è auspicabile ma necessario: hanno fallito, non hanno fatto giustizia e il calcio italiano è completamente decaduto.
Cosa sta aspettando il Coni? Forse un accordo che tolga le castagne dal fuoco?

L’unica cosa da fare, oltre alle chiacchiere che minano anche la serenità dei tifosi più pacifici, è quella di un atto di giustizia che faccia chiarezza senza compromessi di sorta. Non serve un tavolo della pace, chi deve chiarire deve essere chiamato a farlo davanti alla legge e senza invito formale, ma con una citazione di comparizione. Basta con questo elargire privilegi sempre allo stesso beneficiario...

La Juventus, rimasta in silenzio dal comunicato stampa con cui annunciava azioni legali, rischia oltre il danno la beffa, perché questo invito sembra diretto a voler coinvolgere proprio la società torinese; un po’ come chiederle - nuovamente - di accettare, per il bene del calcio, questa assurda realtà.

Si stanno forse accordando (ancora una volta ) tra di loro, mettendo sulla bilancia chissà quale compromesso, pregiudicando ancora una volta, la necessità di avere giustizia?

lunedì 25 luglio 2011

Che gusto avrà il nuovo provolone "Auricchio"?

7 domande per Auricchio


1) Per caso c'è stato qualche "ispiratore" e/o "suggeritore" dietro le quinte dell'indagine?
2) Perché Lei, che prima del ritrovamento delle telefonate "sommerse" affermava che intercettavano chi "emergeva" nelle intercettazioni, non segue il metodo dichiarato quando "emerge" la madre di tutte le griglie, la telefonata del 26 novembre tra Facchetti e Mazzei?
3) Perché Lei chiede di intercettare Pairetto dopo una telefonata che lui stesso definisce "normale" nei contenuti e fa una scelta diversa quando sente certe telefonate scartate? Perché non trova "allarmante" che il designatore Bergamo venga invitato ad andare fino a Milano a ritirare un "regalino" in un luogo non pubblico?
4) Perché Arcangioli firma solo la prima informativa e non la seconda e la terza sul Milan?
5) Perché un indagato presente in diverse intercettazioni viene interrogato più voltesolo come persona informata sui fatti?
6) Perché non si trovano diversi files audio di telefonate registrate sui brogliacci, come nel caso, riferito da Prioreschi, della telefonata con progressivo 24178 del 2 febbraio 2005 tra Pairetto ed un numero intestato all'Inter, da noi schermato, che Nucini, nel suo verbale del 1 dicembre 2010, ha rivelato essere un numero che Facchetti gli diede quando diventò presidente dell'Inter?
7) Davvero non è stato intercettato in ambientale l'incontro di Bagni a Ripoli tra i Della Valle e Bergamo, dubbio sollevato dall'avvocato Furgiuele?

giovedì 14 luglio 2011

A difesa di una FEDE bianconera!!!

Finalmente, anche Palazzi è stato costretto a smascherare i cartonati. La relazione del Procuratore è stata giudicata molto dura, da chi non ha voluto seguire gli eventi del processo di Napoli; tuttavia, la stessa relazione manca ancora di qualche passaggio fondamentale. Come ad esempio la parte conclusiva della telefonata del 25/11/2004 tra Mazzei e il presidente dell’inter, in cui si sente quest’ultimo suggerire come “taroccare” una griglia arbitrale. E non c’è dubbio che un simile dialogo avrebbe ancora di più aggravato la posizione dell’inter.

Tutti quelli che considerano l’onesta intellettuale un inutile accessorio, hanno mostrato, nell’occasione, imbarazzo e finto stupore, come se le telefonate non fossero note da oltre un anno. E hanno posto l’ipocrita domanda sul perché e come, queste telefonate fossero scomparse. Domanda che offende prima loro e poi quelli che hanno il coraggio di ascoltarli o leggerli.

Noi di “Organizziamoci!” vogliamo però, soddisfare la loro “ingenua” curiosità. E lo facciamo riproponendo fatti (non opinioni) che danno soddisfazione ai loro perché. Inoltre lo facciamo continuando nell’opera di denuncia pubblica della circostanza più vergognosa: per quanto si trattasse di fatti ben noti a tutti, i media hanno deciso comunque di ignorarli.

Il 16 maggio 2006, Guido Rossi, uomo dei poteri forti ma quel che più conta ex dirigente dell’inter, fu nominato commissario della FIGC. E la sua investitura fu salutata dalla gazzetta dello sport con un eloquente titolo: AL POTERE UN VERO TIFOSO INTERISTA CHE EVITA IL CAFFÈ AL BAR BIANCONERO.

Tra i primi atti del nuovo commissario vi fu la nomina a suo vice e sub commissario dì Paolo Nicoletti. Al riguardo vi fu un’interrogazione al Ministro dello Sport da parte della Senatrice Maria Burani Procaccini, per i rapporti tra il Nicoletti e la Saras di proprietà della famiglia Moratti. E’ forse superfluo dire che non vi fu alcuna risposta.

Nel frattempo a capo dell’ufficio indagini veniva ciamato Francesco Saverio Borrelli. Come suo vice fu scelto un altro fedelissimo: Marco Stefanini ex capo dell’ufficio legale dello Spezia Calcio (proprietà Moratti) all’epoca della presidenza di Ernesto Paolillo( diventato proprio nel 2006 Direttore generale dell’inter). Altro stretto collaboratore di Borrelli fu Federico D’Andrea, passato, dopo calciopoli alla Telecom con Guido Rossi ,quando questi lasciò la Figc.

La sola composizione di una “squadra di valenti professionisti”, così nettamente orientati, è sufficiente a chiarire il motivo per cui le telefonate dell’inter furono occultate. E Borrelli rappresentava la classica foglia di fico dietro cui nascondere le vergogne. Vediamo, quindi, in che maniera spudorata fu realizzata la “pulizia etnica” applicata al calcio.

Il 18 maggio 2006, una settimana prima che Borrelli si recasse a Napoli, la Procura partenopea ricevette la visita di Rossi e Nicoletti. Tale incontro fu commentato pubblicamente da Lepore, Procuratore capo napoletano (lo stesso che avrebbe, poi, pressioni sulla Casoria per farla rinunciare), con la seguente dichiarazione: “nell’incontro tra i magistrati che conducono l’inchiesta sul calcio italiano e, il commissario della Figc, Guido Rossi, si sono stabilite, fra l’altro, le modalità di trasmissione, nel rispetto delle previsioni di legge, di copie degli atti d’indagine relativi a tesserati della Federcalcio e rilevanti ai fini della giustizia sportiva”. Pertanto, le telefonate “importanti”ai fini delle indagini sportive, già “opportunamente” scremate da Auricchio e la sua “magnifica” squadra, furono in concreto, selezionate da Rossi, Nicoletti e i PM che avevano tutto l’interesse di isolare la posizione di Moggi, unico oggetto della loro indagine.

Ecco come sono state, occultatele le telefonate dei “prescritti”!

Proseguiamo comunque nell’elencazione dei fatti al fine di fugare i dubbi anche ai più scettici.

Dunque, il 26 maggio 2006 Borrelli si reca a Napoli solo per ritirare la torta confezionata una settimana prima da Rossi, Nicoletti e i PM.

Borrelli però, si rende conto che qualcosa non va e pur reggendo il gioco di chi l’aveva nominato (cosa, che non gli fa certo onore) non può esimersi dal concludere la sua frettolosa inchiesta con un eloquente avvertimento: “Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire, la vastità del contesto, l’unicità di questo che è il più grande scandalo del calcio, il numero davvero ampio di società e di soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emergono e che viepiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l’opera d’individuazione delle responsabilità”.

Il Magistrato comunque non si ferma alla sola frase della sua relazione. Infatti, durante un’audizione innanzi alla 2° Commissione di Giustizia del Senato, tenuta il 14 settembre 2006, ad una domanda specifica sul comportamento della Procura di Napoli, Borrelli dichiara testualmente: Non sono in grado di dare molte spiegazioni. Certo, non

possiamo fare a meno di constatare che a Napoli e` successo qualcosa di strano, e dire strano e` dire poco.

Aggiungendo poco dopo: C’e` stata forse una fase, che ha preceduto la mia gita a Napoli, un po’ fluida di contatti tra il vice commissario Nicoletti e la procura di Napoli.

Chiusi i processi sportivi, sono occorsi oltre tre anni per dare inizio al processo penale dove Moggi e altri, devono rispondere di accuse gravissime. Il procedimento osteggiato in tutti i modi dalla Procura napoletana, ha registrato, caso unico nella giustizia italiana, ben tre richieste di ricusazione del giudice(tutte respinte) . Durante il dibattimento abbiamo assistito a udienze ridicole e paradossali nel loro insieme, perché i migliori testi della difesa sono stati quelli dell’accusa. Abbiamo ascoltato Auricchio che, incalzato dalle difese, a proposito delle telefonate “scomparse”, e fatte riemergere grazie a Moggi, ha dovuto ammettere che qualcosa era, forse, “ sfuggito”. Contemporaneamente , Narducci durante un’udienza del processo con rito abbreviato chiesto improvvidamente da Giraudo pronunciava la famosa frase:” piaccia o non piaccia non vi sono telefonate dell’inter”. Inoltre, abbiamo anche dovuto sopportare, il 27 maggio 2010, quella che gli stessi media, loro amici, hanno definito “comparsata pubblica poco opportuna” e che, nel corso di una presentazione di un libro ha visto protagonisti : Narducci , Auricchio, Piccioni (gazzetta) e Moratti, quando questi era ancora un teste al processo di Napoli.

Questi sono fatti e non opinioni di tifosi frustati. E noi di “Organizziamoci!” siamo sicuri che siano più che sufficienti a spiegare i perché e i come. Fatti, peraltro riproposti costantemente solo dai siti bianconeri.

La verità e una sola: si doveva distruggere la Juve a tutti i costi, e contemporaneamente favorire chi anche imbrogliando non riusciva a vincere.

A distanza di cinque anni, chi ha disatteso i doveri professionali, ignorando queste circostanze, ed ha contribuito fattivamente alla distruzione di una storia gloriosa, si permette anche di prenderci in giro ponendo delle stupide e retoriche domande.

Inoltre, anche di fronte alle evidenze denunciate da Palazzi i media, se si esclude qualche banale e blanda frase di circostanza , invece di stigmatizzare con decisione i comportamenti illeciti dell’inter, hanno preferito spostare l’attenzione sulle minacce di risarcimento danni (quali?) messe in atto da Moratti e su quelle di un’eventuale, vergognosa, marcia di protesta dei tifosi prescritti per difendere il furto di uno scudetto mai vinto.

Tutto ciò mentre assistiamo ad un indecente balletto sulle responsabilità, tra Procura, inquirenti e FIGC. In ogni caso non temiamo di essere smentiti se affermiamo con forza che: Non è certo la Juventus ad essersi avvalsa reiteratamente della prescrizione in sede sportiva. Anche grazie ad un clima compiacente e utilizzando la ciambella di salvataggio prontamente lanciata da gran parte della stampa e da alcuni rappresentanti delle istituzioni calcistiche, come sta capitando anche in occasione della revoca dello scudetto di cartone (vero Tavecchio?)“

La misura oramai è colma e noi di “Organizziamoci!”, abbiamo una sola parola per definire tutto questo:

VERGOGNA!

Noi juventini non siamo più disposti a subire e farci prendere per i fondelli.

A partire dalla revoca dello scudetto di “cartone”vogliamo: GIUSTIZIA!

Lo sappiano questi signori, FIGC in testa, la quale non trova di meglio che radiare Moggi.Come se il tempo fosse fermo al 2006.

Alla luce di tutto questo, “Organizziamoci” chiede anche allo Juventus club parlamento di dimostrare con i fatti l’attaccamento ai colori bianconeri, facendosi promotore presso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Ai comportamenti palesemente disonesti, non si può certo rispondere con il fioretto.

Fonte: www.ladivinajuventus.com 

Finalmente, anche Palazzi è stato costretto a smascherare i cartonati. La relazione del Procuratore è stata giudicata molto dura, da chi non ha voluto seguire gli eventi del processo di Napoli; tuttavia, la stessa relazione manca ancora di qualche passaggio fondamentale. Come ad esempio la parte conclusiva della telefonata del 25/11/2004 tra Mazzei e il presidente dell’inter, in cui si sente quest’ultimo suggerire come “taroccare” una griglia arbitrale. E non c’è dubbio che un simile dialogo avrebbe ancora di più aggravato la posizione dell’inter.

Tutti quelli che considerano l’onesta intellettuale un inutile accessorio, hanno mostrato, nell’occasione, imbarazzo e finto stupore, come se le telefonate non fossero note da oltre un anno. E hanno posto l’ipocrita domanda sul perché e come, queste telefonate fossero scomparse. Domanda che offende prima loro e poi quelli che hanno il coraggio di ascoltarli o leggerli.

Noi di “Organizziamoci!” vogliamo però, soddisfare la loro “ingenua” curiosità. E lo facciamo riproponendo fatti (non opinioni) che danno soddisfazione ai loro perché. Inoltre lo facciamo continuando nell’opera di denuncia pubblica della circostanza più vergognosa: per quanto si trattasse di fatti ben noti a tutti, i media hanno deciso comunque di ignorarli.

Il 16 maggio 2006, Guido Rossi, uomo dei poteri forti ma quel che più conta ex dirigente dell’inter, fu nominato commissario della FIGC. E la sua investitura fu salutata dalla gazzetta dello sport con un eloquente titolo: AL POTERE UN VERO TIFOSO INTERISTA CHE EVITA IL CAFFÈ AL BAR BIANCONERO.

Tra i primi atti del nuovo commissario vi fu la nomina a suo vice e sub commissario dì Paolo Nicoletti. Al riguardo vi fu un’interrogazione al Ministro dello Sport da parte della Senatrice Maria Burani Procaccini, per i rapporti tra il Nicoletti e la Saras di proprietà della famiglia Moratti. E’ forse superfluo dire che non vi fu alcuna risposta.

Nel frattempo a capo dell’ufficio indagini veniva ciamato Francesco Saverio Borrelli. Come suo vice fu scelto un altro fedelissimo: Marco Stefanini ex capo dell’ufficio legale dello Spezia Calcio (proprietà Moratti) all’epoca della presidenza di Ernesto Paolillo( diventato proprio nel 2006 Direttore generale dell’inter). Altro stretto collaboratore di Borrelli fu Federico D’Andrea, passato, dopo calciopoli alla Telecom con Guido Rossi ,quando questi lasciò la Figc.

La sola composizione di una “squadra di valenti professionisti”, così nettamente orientati, è sufficiente a chiarire il motivo per cui le telefonate dell’inter furono occultate. E Borrelli rappresentava la classica foglia di fico dietro cui nascondere le vergogne. Vediamo, quindi, in che maniera spudorata fu realizzata la “pulizia etnica” applicata al calcio.

Il 18 maggio 2006, una settimana prima che Borrelli si recasse a Napoli, la Procura partenopea ricevette la visita di Rossi e Nicoletti. Tale incontro fu commentato pubblicamente da Lepore, Procuratore capo napoletano (lo stesso che avrebbe, poi, pressioni sulla Casoria per farla rinunciare), con la seguente dichiarazione: “nell’incontro tra i magistrati che conducono l’inchiesta sul calcio italiano e, il commissario della Figc, Guido Rossi, si sono stabilite, fra l’altro, le modalità di trasmissione, nel rispetto delle previsioni di legge, di copie degli atti d’indagine relativi a tesserati della Federcalcio e rilevanti ai fini della giustizia sportiva”. Pertanto, le telefonate “importanti”ai fini delle indagini sportive, già “opportunamente” scremate da Auricchio e la sua “magnifica” squadra, furono in concreto, selezionate da Rossi, Nicoletti e i PM che avevano tutto l’interesse di isolare la posizione di Moggi, unico oggetto della loro indagine.

Ecco come sono state, occultatele le telefonate dei “prescritti”!

Proseguiamo comunque nell’elencazione dei fatti al fine di fugare i dubbi anche ai più scettici.

Dunque, il 26 maggio 2006 Borrelli si reca a Napoli solo per ritirare la torta confezionata una settimana prima da Rossi, Nicoletti e i PM.

Borrelli però, si rende conto che qualcosa non va e pur reggendo il gioco di chi l’aveva nominato (cosa, che non gli fa certo onore) non può esimersi dal concludere la sua frettolosa inchiesta con un eloquente avvertimento: “Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire, la vastità del contesto, l’unicità di questo che è il più grande scandalo del calcio, il numero davvero ampio di società e di soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emergono e che viepiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l’opera d’individuazione delle responsabilità”.

Il Magistrato comunque non si ferma alla sola frase della sua relazione. Infatti, durante un’audizione innanzi alla 2° Commissione di Giustizia del Senato, tenuta il 14 settembre 2006, ad una domanda specifica sul comportamento della Procura di Napoli, Borrelli dichiara testualmente: Non sono in grado di dare molte spiegazioni. Certo, non

possiamo fare a meno di constatare che a Napoli e` successo qualcosa di strano, e dire strano e` dire poco.

Aggiungendo poco dopo: C’e` stata forse una fase, che ha preceduto la mia gita a Napoli, un po’ fluida di contatti tra il vice commissario Nicoletti e la procura di Napoli.

Chiusi i processi sportivi, sono occorsi oltre tre anni per dare inizio al processo penale dove Moggi e altri, devono rispondere di accuse gravissime. Il procedimento osteggiato in tutti i modi dalla Procura napoletana, ha registrato, caso unico nella giustizia italiana, ben tre richieste di ricusazione del giudice(tutte respinte) . Durante il dibattimento abbiamo assistito a udienze ridicole e paradossali nel loro insieme, perché i migliori testi della difesa sono stati quelli dell’accusa. Abbiamo ascoltato Auricchio che, incalzato dalle difese, a proposito delle telefonate “scomparse”, e fatte riemergere grazie a Moggi, ha dovuto ammettere che qualcosa era, forse, “ sfuggito”. Contemporaneamente , Narducci durante un’udienza del processo con rito abbreviato chiesto improvvidamente da Giraudo pronunciava la famosa frase:” piaccia o non piaccia non vi sono telefonate dell’inter”. Inoltre, abbiamo anche dovuto sopportare, il 27 maggio 2010, quella che gli stessi media, loro amici, hanno definito “comparsata pubblica poco opportuna” e che, nel corso di una presentazione di un libro ha visto protagonisti : Narducci , Auricchio, Piccioni (gazzetta) e Moratti, quando questi era ancora un teste al processo di Napoli.

Questi sono fatti e non opinioni di tifosi frustati. E noi di “Organizziamoci!” siamo sicuri che siano più che sufficienti a spiegare i perché e i come. Fatti, peraltro riproposti costantemente solo dai siti bianconeri.

La verità e una sola: si doveva distruggere la Juve a tutti i costi, e contemporaneamente favorire chi anche imbrogliando non riusciva a vincere.

A distanza di cinque anni, chi ha disatteso i doveri professionali, ignorando queste circostanze, ed ha contribuito fattivamente alla distruzione di una storia gloriosa, si permette anche di prenderci in giro ponendo delle stupide e retoriche domande.

Inoltre, anche di fronte alle evidenze denunciate da Palazzi i media, se si esclude qualche banale e blanda frase di circostanza , invece di stigmatizzare con decisione i comportamenti illeciti dell’inter, hanno preferito spostare l’attenzione sulle minacce di risarcimento danni (quali?) messe in atto da Moratti e su quelle di un’eventuale, vergognosa, marcia di protesta dei tifosi prescritti per difendere il furto di uno scudetto mai vinto.

Tutto ciò mentre assistiamo ad un indecente balletto sulle responsabilità, tra Procura, inquirenti e FIGC. In ogni caso non temiamo di essere smentiti se affermiamo con forza che: Non è certo la Juventus ad essersi avvalsa reiteratamente della prescrizione in sede sportiva. Anche grazie ad un clima compiacente e utilizzando la ciambella di salvataggio prontamente lanciata da gran parte della stampa e da alcuni rappresentanti delle istituzioni calcistiche, come sta capitando anche in occasione della revoca dello scudetto di cartone (vero Tavecchio?)“

La misura oramai è colma e noi di “Organizziamoci!”, abbiamo una sola parola per definire tutto questo:

VERGOGNA!

Noi juventini non siamo più disposti a subire e farci prendere per i fondelli.

A partire dalla revoca dello scudetto di “cartone”vogliamo: GIUSTIZIA!

Lo sappiano questi signori, FIGC in testa, la quale non trova di meglio che radiare Moggi.Come se il tempo fosse fermo al 2006.

Alla luce di tutto questo, “Organizziamoci” chiede anche allo Juventus club parlamento di dimostrare con i fatti l’attaccamento ai colori bianconeri, facendosi promotore presso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Ai comportamenti palesemente disonesti, non si può certo rispondere con il fioretto.

Fonte: www.ladivinajuventus.com