martedì 8 settembre 2015

La questione Conte

La questione Conte, o meglio sarebbe dire il BIG BANG Conte!
Oramai è passato un anno abbondante dal suo addio alla Juventus ma ancora non si riesce a parlarne con la dovuta tranquillità e obiettività, perchè da qualunque punto di vista lo si guardi, il dialogo tra noi tifosi non fa altro che inasprirsi e spesso sfocia in vere e proprie guerre di religione, anche tra i più moderati, e c'è sempre il rischio che qualcuno parti per la tangente e perda la brocca.
Ora, al netto di vedove e cornuti, malpensanti e depositari di verità assolute, vorrei anch'io potermi finalmente esprimere per quel che un semplice tifoso juventino come me possa aver capito.
Parto di slancio dicendo subito che secondo il mio parere Antonio è stato cacciato, o messo in condizione di andarsene,fate voi ma è lo stesso, perchè ha tirato troppo la corda ed ha finito per spezzarla. A Torino era già da un pò di tempo che in molti lo vedevano come il fumo negli occhi,non sopportavano più che fosse riconosciuto a furor di popolo (e di stampa,quindi per la massa) come l'artefice massimo della resurrezione e delle vittorie. Ed in questo a Torino hanno ragione da vendere. Ma il personaggio carismatico attira sempre la luce dei riflettori e questo a Juvespa non è mai piaciuto, ne con Del Piero ne con Platini (basta ricordarsi con quale freddezza fu salutato il suo ultimo anno) ne con nessun altro.
Con Antonio si è toccato un entusiasmo, un senso di appartenenza e una passione mai vista a Torino, complice pure la resurrezione da Calciopoli,con il popolo bianconero pronto ad entrare in guerra al suo fianco, pronto ad immolarsi alla causa bianconera seguendo il condottiero/guerriero di mille battaglie. E quando l'amore è troppo il distacco non è mai all'acqua di rose, chiunque poteva prevedere (dopo la manifestazione d'amore dello stadio nei suoi confronti) che qualunque fosse stato il modo di lasciarsi sarebbe stato traumatico. Ma quello " messo in scena", con tanto di scenetta tragicomica sul canale youtube della juventus, è stato il modo peggiore.
Ora non sta a me capire chi abbia ragione, nemmeno mi interessa, sicuramente entrambe le parti hanno avuto validi motivi per una rescissione consensuale così traumatica, resta però in me l'idea che Conte non fosse più ben visto e abbiano fatto di tutto per metterlo alla porta. E di argomenti in mano la juve ne aveva abbastanza, a partire dal suo delirio in conferenza stampa sul "ristorante da 100 euro".
La juvespa non ama allenatori rivoluzionari,(rompicoglioni direi, traducendo Marotta che parlando del salentino diceva "ci stimola continuamente, tutti i giorni") preferisce di lunga impiegati della panchina, aziendalisti tout-court, con la piccola eccezione di Lippi ben arginato però dal mitico direttore Luciano Moggi. Da Vicpalek in poi, cioè da quando seguo la juventus, si sono susseguiti (quasi sempre) ottimi allenatori, ma mai nessuno con la personalità e l'esuberanza dell'odierno cittì. Per dirla alla Ricchiuti, si sceglie sempre il mister che "fà meno danni", ed questo a Torino lo sanno fare molto bene, incluso anche l'ottima ultima scelta di affidare la squadra post BIG-BANG ad Allegri, sicuri che avesse una buona preparzione di base e che la sua totale mancanza di personalità fosse una dote necessaria per guidare una squadra matura che non sopportava più un condottiero ma che filava dritta e sicura con il cambio automatico. (quest'anno che ci sarà in parte da ricostruire si vedrà se la scelta Allegri sarà ancora la migliore e porterà quel qualcosa in più dei grandissimi, ma questo è il mio pensiero ed è un altra storia).
Personalmente sono molto grato ad Antonio per tutto quello che ha fatto alla Juventus, sia da calciatore capitano, sia da allenatore condottiero. Mai ho goduto cosi forte come per le sue squadre che sputavano l'anima in campo buttando spesso il cuore oltre l'ostacolo, per le sue conferenze stampa, sempre a difendere squadra storia e tifosi con un attaccamento ai nostri colori che mai si era visto prima. Capisco però anche chi lo odia, chi non aspetta altro che infamarlo, perchè è una cosa soggettiva,spirituale intima e molto personale, perchè tanti tifosi che amano alla follia,se non corrisposti,trasformano il loro amore in odio, che non è altro che la faccia opposta della stessa medaglia. E come dicevo all'inizio, ancora oggi nessuno di noi tifosi che ha vissuto l'epopea Conte, riesce ad essere obiettivo e razionale quando incrociamo il suo nome su qualche social o il suo viso su qualche TV.
Alla fine guardando il lato positivo della "questione Conte", resta la splendida stagione che il suo addio (fuga per alcuni, esonero per altri) ha innescato. Anche per questo dirò sempre grazie al nostro (ex) mister e un caloroso arrivederci.


1 commento:

  1. Sulla questione Conte la penso come la pensavo allora e nulla di quello che è successo dopo mi ha fatto cambiare idea.
    Sono uno di quelli (pochissimi a dir la verità) che sperava che Conte se ne andasse alla fine di quella stagione, a maggio, da vincente, per andare magari a fare un'esperienza all'estero e chissà, magari tornare tra 4 o 5 anni con molta più esperienza internazionale e la mente più aperta verso la possibilità di inventare e inventarsi diverso.
    Per me l'ultima stagione è stata troppo deludente dal punto di vista europeo, e soprattutto mi ha fatto capire che Conte non avrebbe mai e poi mai cambiato nulla del suo modo di pensare calcio: il suo 5-3-2 che sbatteva ormai contro qualsiasi squadra europea di livello poco più che mediocre era una disperazione, non lo reggevo più: da quando Lucescu "smascherò" la prevedibilità di quel gioco nell'autunno 2012, a quando il Bayern lo distrusse (e ok, quello era un Bayern mostruoso) dopo 4 mesi, fino ad arrivare all'ultima stagione, col Galatasaray di Mancini ed un solo allenamento che portò via un punto allo JS per poi vincere al ritorno (ok il 2° tempo sul fango ma negli altri 3 tempi qualcuno si ricorda forse la Juve giocare meglio dei turchi?); la fatica e il mezzo furto all'andata col Trabzonspor; la notevole fatica anche col Lione, e la netta sensazione nella semifinale di ritorno col Benfica che quella palla non sarebbe mai entrata neppure giocando 6 giorni, tutto troppo scontato, prevedibile e fin quasi facile da bloccare per gli avversari.
    Quel gioco che in serie A stritolava gli avversari in Europa facava al massimo il solletico alle buone squadre, e diventava quasi ridicolo di fronte agli squadroni.
    Il fatto che tutto ciò si fosse visto fin dall'anno prima e che Conte non avesse apportato nemmeno un millimetro di modifica, nemmeno un misero tentativo si qualcosa di diverso mi aveva fatto capire che il suo tempo con quella squadra era meglio che finisse. Poi Allegri ha dimostrato che, con la stessa fomrazione e senza particolari sravolgimenti, si poteva giocare a 4 dietro, guadagnare un uomo in più in mezzo, e giocarsela alla pari con Real e quasi anche col Barcellona, surclassando il Borussia D. a casa sua.
    Su una cosa sono d'accordissimo con Leonardo: l'addio a luglio fu una pessima idea, non so (e probabilmente non sapremo mai) di chi sia stata la colpa, ma certo il tutto poteva essere gestito meglio, ci avrebbero fatto una miglior figura tutti quanti. Però le manfrine di maggio (non solo quelle del 2014, ma le stesse identiche del 2013) no, quelle non sono colpa della società, lì il carattere di Conte e il suo essersi sentito ormai intoccabile e insistituibile hanno fatto il danno più grosso: credo sia stato quello il punto di rottura, sfiorato l'anno prima e arrivato dopo 12 mesi. Peccato solo per quei 2 mesi in più, inutili e dannosi per tutti

    RispondiElimina